SORANO. Viveva nascosto nel bosco, sotto un tendone mimetizzato tra gli alberi, trasformato in una base per lo spaccio di cocaina ed eroina nel cuore della campagna di Sorano. Ora per quel bivacco nella macchia è arrivata una pesante condanna.
Il giudice per l’udienza preliminare Marco Mezzaluna ha condannato il marocchino di 31 anni a 7 anni e 6 mesi di reclusione, oltre alla multa, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il gup non ha concesso le attenuanti generiche e ha riconosciuto la recidiva specifica infraquinquennale, confermando di fatto il quadro emerso dopo l’arresto eseguito dai carabinieri nella zona boschiva di località La Selva, nel comune di Sorano.
Il blitz dei carabinieri nella macchia
L’operazione era scattata dopo alcune segnalazioni su una presunta attività di spaccio nella zona. I militari della compagnia carabinieri di Pitigliano, insieme ai colleghi delle stazioni di Sorano, Manciano e Saturnia, avevano quindi organizzato un servizio di controllo straordinario all’interno dell’area boschiva.
Sotto una pioggia battente, i carabinieri si erano addentrati per circa un chilometro nella vegetazione fino a individuare un accampamento rudimentale nascosto tra gli alberi.
Sotto il tendone c’era il trentunenne, vestito con abiti mimetici: alla vista dei militari aveva tentato di fuggire nel bosco, ma dopo circa duecento metri era scivolato nel fango ed era stato bloccato.
Nel bivacco cocaina, eroina e coltelli
La successiva perquisizione aveva permesso di scoprire una quantità importante di droga già suddivisa in dosi e pronta per essere venduta.
I carabinieri avevano sequestrato oltre 36 grammi di cocaina, circa 53 grammi di eroina, quasi 10 grammi di hashish, un bilancino di precisione, numerosi telefoni cellulari e 280 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.
Nel bivacco erano stati trovati anche diversi coltelli, tra cui uno da cucina con lama da 20 centimetri e altre armi con sistemi di blocco.
Elementi che avevano aggravato ulteriormente la posizione dell’uomo.
La decisione del giudice
Già dopo l’arresto il giudice aveva disposto la custodia cautelare in carcere, ritenendo concreto il rischio di reiterazione del reato.
Secondo il tribunale, la quantità di sostanza sequestrata, le modalità dell’attività di spaccio e l’assenza di un domicilio stabile escludevano la lieve entità del fatto e rendevano incompatibili misure alternative alla detenzione.
Ora è arrivata anche la sentenza di condanna: 7 anni e mezzo di carcere per il pusher arrestato nel bivacco nascosto nella macchia di Sorano.



