GROSSETO. La legionella è un batterio che può nascondersi nella doccia di casa, negli impianti degli hotel, nelle spa, nei condomini, nelle palestre e persino nelle fontane decorative. E può essere letale.
In provincia di Grosseto, dal primo gennaio 2024 al 30 aprile 2026, sono stati registrati circa 70 casi di contagio, con due decessi negli ultimi anni. Numeri che fotografano una realtà spesso sottovalutata, perché la legionella continua a essere una delle infezioni ambientali meno conosciute ma più diffuse.
A riportare il tema al centro dell’attenzione è stato il seminario organizzato da Cna Installazione e Impianti Toscana, insieme a Cna Grosseto, con la collaborazione di Federalberghi e il patrocinio dell’Asl Toscana sud est.
Un incontro nato per parlare di prevenzione, obblighi normativi e sicurezza degli impianti. Ma soprattutto per accendere i riflettori su un rischio che riguarda praticamente tutti.
«Di legionella si muore ancora»
A lanciare l’allarme è il dottor Davide Romani, responsabile dell’Unità funzionale Igiene pubblica e direttore dell’Unità operativa complessa Igiene e sanità pubblica dell’area sud dell’Asl Toscana sud est.
«Di legionella si muore ancora – spiega – e negli ultimi anni ci sono stati anche due decessi in provincia di Grosseto».
La legionella è un batterio ambientale che prolifera nell’acqua stagnante e nei circuiti idrici non correttamente mantenuti. Il contagio avviene attraverso l’inalazione di aerosol contaminato: una doccia, un getto d’acqua, un impianto di climatizzazione o una vasca idromassaggio possono trasformarsi in un veicolo invisibile di trasmissione.
«Molte persone non sanno nemmeno cosa sia – aggiunge Romani – eppure registriamo circa un contagio ogni tre giorni».
Dove si nasconde il batterio
Il problema non riguarda soltanto alberghi o ospedali. La legionella può trovarsi praticamente ovunque ci siano acqua e impianti.
Condomini, hotel, agriturismi, palestre, impianti sportivi, spa, centri benessere, rsa e persino le fontane decorative possono diventare ambienti favorevoli alla proliferazione del batterio.
«C’è stato anche il caso di un giovane contagiato in un impianto sportivo nel sud della provincia», racconta Romani.
I luoghi più delicati restano comunque quelli frequentati da soggetti fragili, come anziani, immunodepressi e pazienti oncologici. In queste persone la legionella può provocare una grave forma di polmonite, la legionellosi, con complicanze anche mortali.
I sintomi della legionella: come riconoscerla
La legionellosi si presenta spesso come una normale polmonite e proprio per questo può essere difficile da individuare subito.
I sintomi più frequenti sono:
- febbre alta
- tosse
- catarro
- difficoltà respiratoria
- spossatezza
- dolori muscolari
«Oggi i medici sono molto più sensibili sul tema – spiega Romani – e prescrivono più facilmente gli esami delle urine che permettono di individuare il batterio».
Esiste anche una forma più lieve, chiamata febbre di Pontiac, che provoca sintomi influenzali ma senza interessamento polmonare.
Il caso Brescia e la paura dei maxi focolai
La legionella non è un problema teorico. In Italia ci sono stati casi enormi di contagio collettivo.
«A Brescia si arrivò a quasi 900 contagi in una sola volta», ricorda Romani.
Per questo oggi il controllo degli impianti è diventato un tema centrale anche per la sanità pubblica e per il turismo.
Gli alberghi, ad esempio, devono rispettare procedure precise di monitoraggio e manutenzione. Non solo per tutelare gli ospiti, ma anche per evitare conseguenze economiche pesantissime.
Esiste infatti una rete europea di controllo che segnala le strutture dove vengono rilevati casi di legionella.
«Se una struttura non si mette in regola può finire in una vera e propria black list internazionale», spiega Romani.
I controlli dell’Asl e le possibili sanzioni
Quando viene individuato un caso di legionella, l’Asl avvia immediatamente un’indagine epidemiologica per ricostruire tutti i contatti e i luoghi frequentati dalla persona contagiata.
Nel caso di turisti stranieri, le verifiche partono anche dalle segnalazioni internazionali.
«Interveniamo come polizia giudiziaria – spiega Romani – e oltre ai controlli chiediamo piani di bonifica, documentazione tecnica e valutazioni del rischio. Nei casi più gravi può intervenire anche la procura».
Le norme di riferimento sono le Linee guida nazionali del 2015 sulla prevenzione della legionellosi e il decreto legislativo 18 del 2023, che ha introdotto obblighi più stringenti sulla sicurezza dell’acqua negli edifici.
In alcuni casi sono previste anche sanzioni amministrative fino a 30mila euro per chi non rispetta gli obblighi di controllo e gestione del rischio.
Anche i condomini ora rischiano di più
Una delle novità più importanti riguarda proprio i condomini.
La normativa sta infatti attribuendo agli amministratori il ruolo di Gidi, cioè “gestori della distribuzione idrica interna”, con responsabilità dirette sulla qualità dell’acqua che arriva ai rubinetti.
Tradotto: chi gestisce un condominio dovrà monitorare il rischio legionella, programmare controlli e garantire la corretta manutenzione degli impianti.
«La prevenzione è tutto – sottolinea Romani – basta una buona manutenzione, cambiare periodicamente le bocchette, evitare ristagni e controllare gli impianti».
A Grosseto cresce l’attenzione
Il seminario organizzato da Cna ha registrato una partecipazione molto alta, con circa 70 persone presenti e molti collegati online.
«La cosa più importante è stata la quantità di domande e casi pratici affrontati – racconta Ilaria Chechi, che ha organizzato l’iniziativa – segno che il problema è sentito, soprattutto nel settore turistico».
Tra i partecipanti c’erano impiantisti, tecnici, strutture ricettive, amministratori di condominio e uffici pubblici.
«Il giorno dopo abbiamo ricevuto molte email di apprezzamento – aggiunge – perché la legionella riguarda tutti. Non solo hotel e alberghi, ma ogni luogo dove esistano acqua e impianti».
E in una provincia che vive di turismo, la prevenzione diventa un tema strategico. Perché la legionella è invisibile. Ma quando colpisce, può avere conseguenze devastanti.



