PIOMBINO. «Il Chioschetto fa una pausa…fino a data da destinarsi». Poche parole, scritte con un pennarello bianco su un cartellone di un verde acceso.
Un verde che richiama quella speranza che Andrea Rivolta aveva riposto in un’attività in cui, per mesi, ha creduto con ogni fibra del suo essere.
È un messaggio che non nasconde la tristezza di chi, ogni mattina, accoglieva i propri clienti con un sorriso, offrendo la freschezza di una fragola gustosa o la maturità perfetta di un avocado.
L’investimento e la qualità a chilometro zero
La storia di Andrea non è quella di un’improvvisazione, ma di un impegno concreto. Prima c’è stato il periodo di affiancamento accanto agli storici titolari, Gabriella Franceschini e Luciano Masoni, per carpire i segreti del mestiere.
Poi, il grande passo: l’investimento personale per adeguare il locale alle norme vigenti. Un nuovo bancone professionale, l’installazione di un lavandino interno per la sanificazione dei prodotti e una ricerca meticolosa dei fornitori.
L’obiettivo di Rivolta era chiaro: valorizzare l’azienda puntando sulla qualità e sul chilometro zero, cercando di trasformare il “chioschetto” in un punto di riferimento per chi cerca l’eccellenza della nostra terra.
A parte l’episodio del furto avvenuto solo dieci giorni circa dopo l’apertura, il primo di agosto: «I primi tempi stava andando tutto bene – ricorda Andrea con un pizzico di nostalgia – dopo un periodo iniziale di conoscenza della clientela, le vendite avevano preso una loro costanza». Poi, però, è arrivato il calo, inesorabile.
A far degenerare la situazione in un settore già messo a dura prova dalla crisi delle piccole imprese, è stata l’apertura di un nuovo magazzino della frutta a pochi metri dal suo chiosco. Una concorrenza frontale, quella di una distribuzione più grande, che ha spento ogni prospettiva di crescita.

I numeri, alla fine, hanno presentato il conto: tra l’acquisto della merce, il mantenimento della struttura e le spese fisse legate alla partita IVA, far quadrare i bilanci è diventata un’impresa impossibile.
«Ho messo in pausa il tutto, poi vedrò se riaprire o meno. Di certo non sarà più un’attività di frutta e verdura».
Uno sguardo al futuro
Nonostante la chiusura forzata, Andrea Rivolta non vuole ancora parlare di sconfitta definitiva. La definisce una “pausa“, perché la voglia di creare qualcosa di proprio e vederlo funzionare rimane intatta. Se l’avventura nell’ortofrutta sembra essere arrivata al capolinea, lo spirito imprenditoriale di Andrea resta acceso.
Il cartello verde resta lì, a testimoniare una serranda abbassata non per mancanza di volontà, ma per un mercato che spesso non lascia spazio ai piccoli sogni di qualità. Andrea, però, spera di tornare: forse con un’idea diversa, ma con la stessa determinazione di sempre.
«Un saluto, un abbraccio…Andrea».