MAGLIANO IN TOSCANA. Una ferita che il tempo non ha cancellato, ma che continua a vivere nella memoria collettiva della Maremma. Il 22 marzo 1944, a Maiano Lavacchio, undici giovani furono fucilati dai fascisti per aver rifiutato di arruolarsi nell’esercito della Repubblica sociale italiana.
Una strage che rappresentò un chiaro atto di repressione, un tentativo di riaffermare il controllo sul territorio attraverso il terrore preventivo. Su quei fatti non esistono ambiguità: lo svolgimento e le responsabilità sono storicamente accertati.
Il 9 maggio una serata tra storia e cultura
Per ricordare quella tragedia e mantenere viva la memoria, il prossimo 9 maggio la Casa della Memoria al Futuro ospiterà l’incontro dal titolo «22 marzo 1944, strage di Maiano Lavacchio. Racconti, canti e controcanti».
L’appuntamento prenderà il via alle ore 18 e proporrà un racconto che non sarà solo storico, ma anche profondamente umano e culturale.
Racconti, testimonianze e canti popolari
La memoria della strage, infatti, non si è tramandata solo attraverso i libri, ma anche grazie a una ricca tradizione di canti popolari, teatro, letteratura e musica.
Durante il pomeriggio, questo patrimonio tornerà a vivere attraverso testimonianze e riflessioni sui Martiri d’Istia, con gli interventi di Corrado Barontini e della storica Ilaria Cansella dell’Isgrec.
Ad accompagnare il racconto saranno le voci del Coro degli Etruschi, insieme alla partecipazione di Dino Simone e Lisetta Luchini, interpreti da anni legati alla tradizione del canto sociale e di protesta.
Dall’apericena allo spettacolo serale
La serata proseguirà alle 19.30 con un momento conviviale, un’apericena pensata per condividere insieme il valore della memoria.
Alle 21 spazio alla musica, con lo spettacolo del Coro degli Etruschi, che proporrà una selezione di brani tratti dal repertorio del canto di protesta, intrecciando storie locali, Resistenza e lotte operaie.





