Parcheggio al parco centrale nel mirino: «Servono infrastrutture prima dei posti auto» | MaremmaOggi Skip to content

Parcheggio al parco centrale nel mirino: «Servono infrastrutture prima dei posti auto»

Saragosa e Fantini uniti: alternative al progetto da 537mila euro tra mobilità sostenibile e verde urbano. «Continuiamo a creare flussi e poi, per risolverli, costruiamo parcheggi che non bastano mai»
Saragosa e Fantini

FOLLONICA. Che Claudio Saragosa, guida dell’associazione La Pievaccia ed ex sindaco di Follonica, fosse contrario alla realizzazione di un parcheggio nell’area mercatale del parco centrale è ormai cosa nota. Una posizione espressa con chiarezza nelle scorse settimane.

Meno definita, almeno fino a ieri, era invece quella dell’architetto David Fantini, coordinatore dell’Urban Center. L’incontro organizzato domenica 3 maggio proprio al parco centrale dall’associazione guidata da Saragosa ha però chiarito anche questo punto.

«Il parcheggio è una risposta semplicistica»

Per Fantini, che ha subito parlato di un «nodo centrale» serve una visione più ampia. «È una soluzione semplicistica dire che se sembra un parcheggio, lo usiamo come un parcheggio allora è un parcheggio». 

«Il parco centrale è un percorso protetto, un’area che potrebbe essere attraversata da chi va a giocare a tennis, in piscina o agli impianti del Capannino, compreso l’Acqua Village – ha detto Fantini – Se realizziamo l’infrastruttura, questo accade. Altrimenti i ragazzi vengono accompagnati in macchina».

Un esempio concreto: «Oggi un ragazzino di 10-11 anni che abita in via Massetana deve essere accompagnato in auto agli impianti sportivi. Continuiamo a creare flussi e poi, per risolverli, costruiamo parcheggi che non bastano mai».

Una visione condivisa sul futuro della città

Una posizione molto vicina a quella dello stesso Saragosa, che nei precedenti incontri della Pievaccia aveva già parlato della necessità di una visione più ampia, anche alla luce del cambiamento climatico.

«Qui rischiamo di pignorare il verde e costruire un deserto meccanico – ha detto – Abbiamo la fortuna di avere questo parco e dovremmo migliorarlo, non trasformarlo in un parcheggio. Va collegato alle altre parti della città».

Collegamenti verdi e mobilità sostenibile

Tra le proposte, quella di valorizzare il parco come nodo di una rete più ampia.

«Qui arriva una infrastruttura territoriale bellissima come la Gora delle Ferriere. Basterebbe attrezzare il parco e da qui si potrebbero raccordare tutti i quartieri, collegandolo anche al grande bosco di Montioni – ha aggiunto Saragosa – Se dobbiamo spendere 537mila euro, investiamoli in questa direzione».

Un’idea che punta a ridurre il traffico, migliorare la qualità della vita e rendere la città più sostenibile nel lungo periodo.

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