GAVORRANO E CIVITELLA PAGANICO. Sono tre gli arrestati, l’accusa è di spaccio e porto illegittimo di armi. Con loro avevano cocaina, eroina e hashish, oltre a diverse centinaia di euro. Vivevano in due bivacchi ricavati nella macchia: avevano tutto il necessario per restare lì, batterie per caricare i cellulari, un sistema per non essere rintracciati, sdraio, machete e fornelli da campeggio.
Ad arrestare gli spacciatori sono stati i carabinieri di Gavorrano e di Grosseto, con la collaborazione dello squadrone eliportato carabinieri “Cacciatori di Puglia”. Nella mattinata del 2 maggio i tre si sono presentati davanti al giudice Marco Bilisari e alla vice procuratrice Pamela Di Guglielmo, in un’aula del tribunale di Grosseto.
Eroina, cocaina e un machete
Sono due gli interventi dei carabinieri. Il primo nel comune di Gavorrano, vicino al podere Inferno. Lì un uomo di origini nordafricane, difeso dall’avvocato Giacomo Santi Laurini, è stato arrestato con circa 50 grammi di eroina, 30 di cocaina e 10 di hashish, un bilancino e più di mille euro in contanti. Con sé aveva anche un machete.
In aula l’uomo ha dichiarato che qualcuno lo avrebbe portato lì, in quel bivacco, per spacciare. Dopo l’arresto è stato portato al pronto soccorso di Grosseto: in aula presentava tracce di sangue sotto il naso e alcune escoriazioni sull’avambraccio.
Nella macchia è facile nascondersi e creare punti difficili da individuare. Da anni il sottobosco maremmano viene utilizzato come base per lo spaccio, proprio perché lontano da occhi indiscreti. È però il continuo “via vai” di persone tra sentieri e vegetazione a tradire spesso queste attività e a permettere ai carabinieri di intervenire.
Per l’uomo, che aveva già precedenti legati allo spaccio, si sono aperte le porte del carcere in attesa del processo, come disposto dal giudice Bilisari.
Vedono i carabinieri e fuggono
Gli altri due arrestati, sempre difesi dall’avvocato Giacomo Santi Laurini, avevano diverse sostanze: 40 grammi di hashish e 20 grammi di cocaina, già suddivise in dosi e pronte per essere spacciate. Con loro avevano anche sdraio, fornelli da campeggio e tutto l’occorrente per vivere nella macchia.
All’arrivo dei carabinieri si sono alzati dalle sdraio e sono fuggiti in due direzioni diverse. Dopo poche decine di metri i militari li hanno raggiunti e arrestati.
Vicino al punto in cui si trovavano sono stati trovati anche un machete e una roncola.
I due sono fuggiti portando con sé la droga, il materiale per il confezionamento e i bilancini di precisione, che avevano nel marsupio. Uno dei due aveva circa 300 euro in contanti, l’altro poco più di 700.
Anche per loro si sono aperte le porte del carcere in attesa del processo, come deciso dal giudice Bilisari.



