Mura medicee di Grosseto, Aureli: «Degrado e giardini storici abbandonati» | MaremmaOggi Skip to content

Mura medicee di Grosseto, Aureli: «Degrado e giardini storici abbandonati»

L’intervento dell’architetto Roberto Aureli: «Parco urbano trascurato da decenni, servono manutenzione, illuminazione e rilancio»
I basamenti in mattoni sulle Mura che sostenevano i reperti archeologici e l'architetto Roberto Aureli
I basamenti in mattoni sulle Mura che sostenevano i reperti archeologici e l’architetto Roberto Aureli

GROSSETO. Le Mura medicee di Grosseto tornano al centro del dibattito cittadino.

A intervenire è l’architetto Roberto Aureli, profondo conoscitore della città e residente nel centro storico, che con un lungo e articolato contributo denuncia lo stato di abbandono dei giardini storici e del parco urbano.

L’abbandono dei giardini storici delle mura medicee

Ormai da decenni le Mura di Grosseto sono in stato di degrado ed abbandono – scrive l’architetto Aureli -, poco e malamente frequentate, contribuendo così in maniera inscindibile alla crisi commerciale di tutto il centro storico.

Più volte la stampa locale si è occupata dell’annoso tema denunciando, con interviste mirate, la scarsa attenzione che il primo parco urbano della città suscita negli amministratori pubblici.

Interventi recenti giudicati insufficienti

Gli ultimi interventi temporali effettuati (la modesta e risibile illuminazione del parco Rimembranza con una nuova e povera “imbreccinata”, la discutibile “ristrutturazione” della Cavallerizza che lascia però la troniera con ruderi di murature abbandonate, la piantumazione – poi rimossa – di lavanda davanti alla Fortezza) hanno solamente attenuato il problema.

Al di là degli aspetti irrisolti e dei mancati completamenti dei lavori (vedi bastione Maiano, ascensore in metallo davanti all’ex ufficio anagrafe, ecc.) si è anche assistito ad un impoverimento di quelle attrattive, ormai esistenti dagli anni sessanta, rappresentate dall’esposizione di reperti storici che già nelle volontà dei progettisti prof. Mazzolai ed ing. Luzzetti si potevano cogliere nella “passeggiata archeologica”.

Ad oggi rimangono solo monconi di brutte murature già utilizzate come piedistalli.

Un parco urbano nato dalla trasformazione della fortezza

Il nostro parco urbano è il risultato di imponenti lavori di trasformazione, con relativi abbattimenti, di una fortezza militare ormai in disuso iniziati già negli anni dei governi lorenesi e conclusi negli anni cinquanta dell’ottocento, analogamente a tante fortezze toscane.

Ma, al contrario di tanti esempi emulabili (Lucca per eccellenza), le nostre Mura sembra abbiano dimenticato il loro ruolo di “Giardini e pubblici passeggi” che già il primo regolamento di cura e custodia ottocentesco titolava.

Il bastione Rimembranza e i monumenti dimenticati

Esempio emblematico è sicuramente il bastione Rimembranza con la sua alberatura radiocentrica – in parte scomparsa – che ha la struttura monumentale, realizzata nella seconda metà dell’Ottocento, caratterizzata dall’obelisco circondato dalla fontana dei quattro leoni, realizzati in marmo dallo scultore Battelli di Pietrasanta, ormai da decenni senza acqua.

Acqua che, sgorgando dalle zampe dei leoni, andava a formare un piccolo ruscello portando piacevolezza e refrigerio per la stagione estiva.

Piccolo capolavoro nostrano, posizionato qui negli anni ’30 dopo il trasferimento da piazza della Vasca, che ricalca in scala il monumento ben più famoso realizzato qualche anno prima dall’architetto Giuseppe Valadier in piazza del Popolo di Roma.

Le opere d’arte presenti sulle mura

Altri capolavori abbelliscono i nostri bastioni: il busto di Giuseppe Garibaldi, opera del 1882 del notissimo artista senese Tito Sarrocchi, il busto di Giuseppe Mazzini, realizzato nel 1950 dal padre degli scultori grossetani Ivo Pacini e il “cinghialino”, opera degli anni cinquanta di Tolomeo Faccendi, autore anche della targa commemorativa dei caduti in guerra sull’obelisco del bastione Rimembranza.

Targa che, in maniera impropria in una recente pubblicazione, ha visto diversa attribuzione.

Patrimonio arboreo e aiuole da tutelare

Anche il patrimonio arboreo e l’insieme delle aiuole rappresentano un valore aggiunto alla qualità delle possibili passeggiate. Nonostante gli abbattimenti subiti durante le guerre alcune piante risultano centenarie e meritevoli di cura ed attenzioni.

Quelle attenzioni che fino a qualche decennio fa erano testimoniate dalla presenza di una squadra di giardinieri che, utilizzando le troniere come serre invernali, provvedeva egregiamente a rendere le passeggiate familiari piacevoli e profumate.

Una troniera invasa dalle piante
Una troniera invasa dalle piante

Il richiamo al codice dei beni culturali

La tutela del parco, in conformità all’art. 136 D.lgs. n° 42 del 2004 (codice beni culturali), dovrebbe comprendere anche la centenaria presenza delle aiuole, alberature ecc. che formano, e soprattutto formavano come la documentazione fotografica testimonia, il patrimonio dello storico parco pubblico cittadino.

Meno risorse e carenze strutturali

Da anni, nei piani triennali delle opere pubbliche comunali, si trovano sempre meno risorse per la ripiantumazione e cura dei giardini delle Mura. Al contrario di ingenti investimenti nei nuovi e numerosi parchi urbani, le vecchie Mura ricevono risorse esigue e insoddisfacente programmazione.

A tutt’oggi sono scarsamente illuminate e prive di un normale impianto di irrigazione che è invece presente in tante banali rotatorie. Anche le fontanelle – elemento fondamentale di un parco urbano – sono in disuso ed abbandonate.

Appare veramente paradossale che il giardino storico di Grosseto debba avere solo l’imprevedibile acqua piovana come fornitura idrica.

Le proposte per il rilancio delle Mura

In sintesi si auspica che:

  • si faccia un censimento dello storico patrimonio arboreo
  • si adotti un aggiornato piano di ripiantumazione, finalizzato a migliorare anche la qualità dell’aria e delle ombreggiature
  • si realizzi un funzionale impianto di irrigazione
  • si faccia un piano di illuminazione appropriato che allontani frequentazioni pericolose
  • si incentivino attività e iniziative (mercato dei fiori, libri usati, percorsi vita, ecc.)
  • si dia valore alle opere d’arte presenti, comprese le storiche panchine decorate
  • la Fortezza diventi realmente fruibile e occasione di attività attrattive e socializzanti

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