GROSSETO. Sbattendo la testa contro il banco, una, due, tre volte. Fino a costringere gli agenti della guardia di finanza a intervenire di corsa, a bloccarlo, ad ammanettarlo mentre continuava a urlare.
È così che si chiude, tra tensione e caos, l’udienza di convalida per Bayrem Romdhani, 22 anni, arrestato dalla guardia di finanza a Grosseto con l’accusa di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale.
Pochi istanti prima il giudice aveva letto la decisione: carcere. E per il giovane, quella parola, è stata la scintilla.
Arresto al supermercato: blitz dei finanzieri
È un pomeriggio come tanti, quello del 21 aprile, nel parcheggio di un supermercato in via Aurelia Nord. Ma qualcosa non torna.
Un giovane, fermo vicino a un’aiuola, si guarda intorno con nervosismo. Nelle mani ha uno spinello confezionato, ma quando vede arrivare la pattuglia della guardia di finanza con l’unità cinofila, cambia tutto.
In un attimo si china, nasconde qualcosa tra le piante e prova ad allontanarsi. È l’inizio di una sequenza che finirà con un arresto, una colluttazione e un processo per direttissima.
La fuga, il recupero della droga e la colluttazione
I finanzieri lo raggiungono subito. Recuperano l’involucro nascosto: dentro ci sono 13 dosi di cocaina, confezionate in piccoli pallini bianchi.
Il giovane, Bayrem Romdhani, tunisino di 22 anni, tenta di sottrarsi al controllo. Reagisce, spinge gli agenti, li colpisce con pugni sulle braccia nel tentativo di guadagnare la fuga.
La scena si fa concitata. Serve l’intervento deciso dei militari per bloccarlo e ammanettarlo. Da quel momento, oltre allo spaccio, scatta anche la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale.
La perquisizione: droga, contanti e spray al peperoncino
Portato negli uffici del reparto, scatta la perquisizione personale. Nel marsupio i finanzieri trovano una bomboletta di spray al peperoncino e soprattutto 1.300 euro in contanti, suddivisi in banconote di diverso taglio.
La sostanza sequestrata viene pesata: sono 13 grammi di cocaina e 1 grammo di hashish, per un totale di 14 grammi di stupefacente.
Una quantità che, insieme al denaro e alle modalità di confezionamento, rafforza l’ipotesi di attività di spaccio.
I precedenti e il sospetto sulla provenienza del denaro
Dagli accertamenti emerge anche un precedente per resistenza a pubblico ufficiale, risalente al settembre 2025. E poi c’è il denaro: quei 1.300 euro che il giovane non riesce a giustificare.
Non ha un lavoro stabile, non risultano redditi recenti. Le verifiche parlano di impieghi saltuari nel settore agricolo negli anni precedenti.
Per questo la somma viene sequestrata per sproporzione, ritenuta incompatibile con le entrate dichiarate.
La direttissima e la decisione del giudice
Il giorno dopo, Romdhani viene portato in tribunale a Grosseto per la direttissima. È difeso dall’avvocato Giulio Parenti, sostituito in aula dall’avvocata Iris Milano.
Il pm Mauro Lavra, rappresentato dal vice procuratore onorario Massimiliano Tozzi, chiede la custodia cautelare in carcere, in subordine il divieto di dimora.
La difesa chiede invece i termini a difesa e una misura meno afflittiva.
Ma il giudice Sergio Compagnucci decide diversamente: in attesa del processo, fissato a metà maggio, il giovane deve tornare in carcere.
L’esplosione in aula: insulti e testa contro il banco
È a quel punto che la tensione esplode. Quando viene letta la decisione e il giudice si alza per lasciare l’aula, il 22enne perde il controllo. Inizia a imprecare, poi si scaglia contro il banco sbattendo la testa con violenza.
Gli agenti della guardia di finanza intervengono subito. Non è semplice. Devono bloccarlo, ammanettarlo tra le difficoltà e riportarlo fuori dall’aula.
Il trasferimento avviene verso il carcere di via Saffi, dove resterà in attesa del processo.



