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Grosseto, Cerboni passa ad Azione e attacca: «La città oggi sta peggio di quattro anni fa»

Presentazione all’hotel Granduca con i vertici di Azione. Il partito di Calenda entra in consiglio comunale e apre alle alleanze in vista del voto del 2027, criticando l’Amministrazione
Giacomo Cerboni con Francesco Grassi, l'onorevole Sottanelli e gli altri iscritti e simpatizzanti di Azione a Grosseto
Giacomo Cerboni con Francesco Grassi, l’onorevole Sottanelli e gli altri iscritti e simpatizzanti di Azione a Grosseto

GROSSETO. Voleva smettere di fare politica, al termine di questo mandato amministrativo. Ma i dirigenti di Azione, il partito fondato da Carlo Calenda nel 2019, orientamento centrista e liberale, europeista e contrario ai sovranismi, lo hanno convinto a mettersi di nuovo in gioco. Forse non hanno neppure faticato molto. Così Giacomo Cerboni aderisce ad Azione e affila le armi in vista delle prossime amministrative a Grosseto. Nelle quali Azione può avere un peso politico importante, in particolare su quell’elettorato di centro che, da sempre, ha fatto pendere il braccio della bilancia da una parte e dall’altra.

A presentarlo, all’hotel Granduca, oltre a tanti dirigenti e simpatizzanti, ci sono i vertici toscani e locali. C’è Francesco Grassi, segretario provinciale di Grosseto e vicepresidente regionale e, accanto a lui, c’è l’onorevole Giulio Cesare Sottanelli, abruzzese di Teramo, ma commissario regionale di Azione in Toscana.

Al centro i temi cari a Calenda, ma anche un focus locale. Nel quale l’indicazione è chiara: Azione valuta in modo negativo l’operato dell’attuale Amministrazione, in particolare nel secondo mandato. Ed è pronta a valutare eventuali alleanze in vista del voto.

Intanto Cerboni, dopo Forza Italia e dopo la Lega, dopo un mandato da assessore al bilancio e un secondo mandato in cui ha scelto di lasciare la maggioranza, resta nel gruppo misto di opposizione, visto che un solo componente non può fare un gruppo autonomo.

Cerboni: «Resto nel solco del riformismo, oggi più che mai»

Nel suo intervento, Giacomo Cerboni ha ripercorso la propria storia politica, rivendicando una coerenza di fondo che va oltre i cambi di partito.

Ha ricordato come il suo percorso sia sempre stato legato a una precisa area culturale e politica: quella del popolarismo europeo, del riformismo e del cattolicesimo liberale. Un’impostazione che, ha spiegato, ha mantenuto nel tempo, anche attraversando esperienze diverse, da Forza Italia al Nuovo centrodestra fino alla Lega.

«Ogni volta che ho potuto dare un contributo – ha spiegato – ho sempre rappresentato questo tipo di collocazione. Cambio quando queste idee non sono più riscontrabili».

Per Cerboni, oggi il quadro politico è profondamente cambiato e non può più essere letto con le categorie tradizionali: «Non esiste più il vecchio schema bipolare – ha detto – ma una divisione tra chi crede nel riformismo e nella cultura liberale e chi invece si riconosce nel sovranismo e nei populismi».

Una riflessione che si allarga anche allo scenario internazionale, con un riferimento esplicito alla situazione globale e alla difesa delle democrazie liberali.

La firma con cui Cerboni aderisce ad Azione, con lui l'onorevole Cesare Sottanelli e Francesco Grassi
La firma con cui Cerboni aderisce ad Azione, con lui l’onorevole Cesare Sottanelli e Francesco Grassi

«Non cerco poltrone»: il ritorno in politica

Cerboni ha poi chiarito le motivazioni della sua scelta, spiegando come non fosse affatto scontato un suo ritorno in un partito.

Anzi, ha ammesso di aver pensato di chiudere la propria esperienza politica. Poi, però, il contesto internazionale e il confronto con Azione hanno cambiato la prospettiva.

«Lo dico con franchezza – ha aggiunto – pensavo che il mio percorso potesse concludersi. Ma quello che sta accadendo nel mondo mi ha spinto a continuare a dare un contributo».

E ha voluto sottolineare con forza un punto: «Non lo faccio alla ricerca di poltrone, perché se fosse così avrei scelto un’altra collocazione».

Una dichiarazione che punta a marcare una distanza netta dalle logiche opportunistiche e a rivendicare una scelta legata ai contenuti.

Azione entra in consiglio comunale

Per Azione, l’ingresso di Cerboni rappresenta un passaggio politico rilevante.

Lo ha sottolineato il segretario provinciale Francesco Grassi, evidenziando come il partito abbia finalmente un punto di riferimento diretto all’interno del consiglio comunale.

«È una persona che stimiamo profondamente e che ha esperienza da vendere», ha detto, spiegando che questo ingresso permetterà al partito di entrare più in profondità nella politica cittadina.

Un risultato importante, dunque, ma non un punto di arrivo: «Questo è solo l’inizio di un lavoro», ha aggiunto.

Giudizio critico sull’amministrazione e idea di discontinuità

Nel corso della presentazione è emersa con chiarezza anche la posizione politica di Azione sulla situazione cittadina.

Grassi ha parlato di una Grosseto in difficoltà, indicando in particolare nel secondo mandato dell’attuale amministrazione una fase negativa.

«Serve un cambio di passo, una discontinuità che definirei pressoché totale», ha spiegato. Un giudizio che si collega direttamente alla prospettiva delle prossime elezioni.

Sottanelli: «Serve una proposta riformista oltre il bipolarismo»

L’onorevole Sottanelli ha invece allargato il discorso al piano nazionale, sottolineando la difficoltà di Azione nel comunicare una posizione politica che non rientra nelle logiche tradizionali.

«Per anni siamo stati abituati a pensare che si debba stare o da una parte o dall’altra – ha spiegato – ma oggi serve una proposta diversa».

Una proposta che, secondo il deputato, deve partire da temi concreti e strategici, a partire dalla politica estera, considerata centrale per il futuro del Paese.

Energia, competitività delle imprese, costo della vita: tutte questioni che, ha sottolineato, dipendono da scelte internazionali e non possono essere affrontate con schemi ideologici rigidi.

Verso le amministrative: dialogo aperto sulle alleanze

Guardando alle prossime elezioni comunali, Azione mantiene una linea pragmatica.

Nessuna chiusura pregiudiziale, ma nemmeno alleanze automatiche. Il criterio sarà quello dei contenuti e dei programmi.

L’obiettivo è costruire un’area riformista ampia, capace di dialogare con realtà civiche e moderate, valutando eventuali convergenze.

Cerboni: «Grosseto oggi sta peggio di quattro anni fa»

Nel finale, lo stesso Cerboni è tornato sul piano locale, esprimendo un giudizio netto sulla situazione della città.

«Credo che ci siano ampi margini per dare una risposta di discontinuità rispetto a come la città oggi si trova – ha detto – e, a mio parere, si trova peggio rispetto a quattro anni fa».

Parole che tracciano già una linea politica chiara e che anticipano il confronto elettorale dei prossimi mesi.

Un tassello che può pesare negli equilibri politici

L’adesione di Giacomo Cerboni ad Azione non è solo un passaggio personale, ma un movimento che può incidere sugli equilibri politici a Grosseto.

Rafforza il partito di Calenda sul territorio, intercetta una parte dell’elettorato moderato e apre nuovi scenari in vista delle Amministrative del 2027.

E soprattutto segna il ritorno pieno sulla scena politica di un protagonista che, almeno fino a poco tempo fa, sembrava pronto a farsi da parte.

 

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