Grosseto, alberi abbattuti: protesta in piazza e accuse al Comune su trasparenza e scelte | MaremmaOggi Skip to content

Grosseto, alberi abbattuti: protesta in piazza e accuse al Comune su trasparenza e scelte

In piazza Dante la protesta contro gli abbattimenti: contestati metodo, valutazioni tecniche e gestione del verde urbano
La protesta in piazza per il taglio degli alberi
La protesta in piazza per il taglio degli alberi

GROSSETO. Alberi tagliati senza un’analisi accurata, altri che cadono e non erano fra quelli a rischio. Il Comune non ha un piano del verde efficiente, fa poche manutenzioni delle piante, soprattutto in ambito urbano e arriva con la sega elettrica a deturpare intere strade, cambiando il volto della città.

Sabato 18 aprile, in piazza Dante, la protesta è scesa in piazza, con una manifestazione contro il taglio degli alberi in città. Al centro della protesta, la decisione del Comune di procedere con l’abbattimento di 215 alberature pubbliche, già in parte eseguito.

Un’iniziativa partecipata, che ha visto cittadini e associazioni scendere in piazza per difendere quello che viene definito un patrimonio ambientale, sanitario ed economico della città .

Secondo quanto emerso durante l’intervento pubblico, la questione non riguarda solo il verde urbano, ma anche la salute dei cittadini, la qualità della vita e il futuro della città.

«Tagliare alberi non è una scelta neutra»

Uno dei punti centrali della protesta riguarda il ruolo degli alberi nella tutela della salute pubblica.

È stato sottolineato come le alberature urbane contribuiscano a ridurre il caldo nelle città, migliorare la qualità dell’aria e abbassare i rischi sanitari legati alle ondate di calore.

Secondo i dati citati durante l’intervento, il caldo estremo avrebbe causato oltre 50mila morti in Italia tra il 2022 e il 2024, mentre i decessi per caduta di alberi sono estremamente rari .

Da qui la posizione dei manifestanti: «tagliare alberi ha conseguenze dirette sulla salute pubblica».

Il nodo della sicurezza

Durante l’incontro è stato chiarito che non c’è una contrapposizione ideologica.

«Se una pianta è davvero pericolosa, va rimossa», è stato ribadito. Tuttavia, la critica riguarda il metodo utilizzato.

Secondo i promotori della protesta, il rischio è che si stia procedendo con abbattimenti non sempre giustificati da valutazioni approfondite.

Le criticità sollevate: trasparenza e metodo

Tra i punti più contestati:

Documentazione incompleta

Secondo quanto ricostruito, gli elaborati tecnici alla base della decisione non sarebbero stati subito disponibili ai cittadini, ma resi accessibili solo dopo richieste formali .

Valutazioni considerate carenti

Gran parte degli alberi sarebbe stata classificata con analisi visive, senza indagini strumentali approfondite e con schede tecniche incomplete.

Divergenze tra perizie

Un elemento rilevante riguarda le forti differenze tra le valutazioni tecniche: circa 7 abbattimenti su 161 alberi secondo una società incaricata, fino a 208 su circa 650 alberi secondo un altro tecnico.

Una discrepanza che, secondo i manifestanti, avrebbe richiesto ulteriori verifiche prima di procedere.

«Nessun confronto con associazioni e tecnici»

Altro punto critico riguarda il mancato dialogo.

Le associazioni avevano proposto verifiche tecniche indipendenti, confronto con il Comune e analisi condivise prima degli abbattimenti.

Proposte che, secondo quanto riferito, non avrebbero ricevuto risposta, mentre i tagli sarebbero proseguiti.

Il valore degli alberi: anche economico

Durante l’intervento è stato evidenziato anche il valore patrimoniale del verde urbano.

Secondo le stime riportate ogni albero può valere tra 8.700 e oltre 26mila euro e il patrimonio complessivo interessato supererebbe 2,6 milioni di euro.

A fronte di questo, le valutazioni tecniche sarebbero costate circa 19 euro per albero, elemento che ha alimentato le critiche sulla gestione.

Emergenza climatica e mancanza di pianificazione

Tra i temi emersi anche quello della gestione del verde urbano.

Secondo i promotori manca un piano organico del verde e gli interventi sarebbero gestiti in modo emergenziale e non programmato.

Una situazione che, secondo le associazioni, non garantirebbe né sicurezza né tutela ambientale.

Gli esposti e le richieste

Sulla vicenda sono stati presentati un esposto alla Procura della Repubblica e un esposto alla Corte dei Conti.

Con l’obiettivo di verificare eventuali responsabilità e possibili danni erariali.

Le richieste al Comune

Durante la manifestazione sono state avanzate alcune richieste precise:

  • un piano del verde urbano a lungo termine
  • monitoraggi continui e strutturati
  • valutazioni tecniche approfondite e trasparenti
  • abbattimenti solo come ultima soluzione
  • maggiore coinvolgimento di cittadini e tecnici
  • istituzione di una consulta comunale del verde

«Una battaglia per il futuro della città»

La protesta, è stato ribadito, non riguarda solo gli alberi già abbattuti, ma anche quelli ancora presenti.

«Non è una battaglia di pochi – è stato detto – ma una battaglia per una città più sana, più vivibile e più giusta».

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