ORBETELLO. Un controllo serale, poi la fuga di pochi metri e il tentativo di disfarsi della droga. È iniziata così l’operazione che ha portato all’arresto di un ventenne fermato dai carabinieri della compagnia di Orbetello, al termine di un intervento scattato nella serata del 17 aprile.
Secondo quanto ricostruito, tutto è partito da un controllo nei pressi di un’abitazione: alla vista delle pattuglie, il ragazzo, ventenne tunisino, avrebbe mostrato segni evidenti di agitazione, fino a tentare di liberarsi di alcuni involucri lanciandoli all’interno dell’auto su cui si trovava con altre due persone, una donna residente all’Argentario di 42 anni e un altro tunisino di 30 anni.
Il tentativo di disfarsi della droga
I carabinieri, insospettiti dal comportamento del ragazzo, sono intervenuti immediatamente bloccando i tre. Durante le operazioni, sono stati recuperati più involucri in cellophane contenenti cocaina.
Nel dettaglio, si trattava di quattro dosi per un peso complessivo di pochi grammi, rinvenute sia all’interno del veicolo sia nelle immediate vicinanze.
Una quantità limitata, ma sufficiente per far scattare l’arresto.
Perquisizioni e controlli
Dopo il fermo, i militari hanno esteso i controlli anche all’abitazione collegata alle persone coinvolte e ad altri veicoli, ma senza trovare altra sostanza stupefacente.
La direttissima e la decisione del giudice
Il ventenne, difeso dall’avvocato Giulio Parenti, è stato portato sabato 18 aprile davanti al giudice Sergio Compagnucci per la direttissima. In aula, ad assisterlo, c’era l’avvocata Iris Milano in sostituzione del collega.
Nonostante la modesta quantità di sostanza trovata al momento dell’arresto, è emerso un elemento decisivo: pochi giorni prima, a Siena, lo stesso ragazzo era già stato arrestato con circa un etto di cocaina.
Un precedente che ha inciso in maniera determinante sulla valutazione del giudice, che ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari.
Al termine dell’udienza infatti, il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere.



