GROSSETO. La Maremma torna protagonista ai vertici della professione contabile italiana. Con le elezioni del Consiglio nazionale dei commercialisti e degli esperti contabili, svolte il 15 aprile 2026, è stato riconfermato presidente Elbano De Nuccio, mentre tra i consiglieri eletti figura nuovamente Gianluca Ancarani, commercialista grossetano.
Un risultato che non riguarda solo gli equilibri nazionali della categoria, ma che ha anche una forte valenza territoriale: Grosseto e la Maremma avranno ancora una voce diretta nei luoghi decisionali della professione.
Elezioni nazionali: continuità alla guida dei commercialisti
La rielezione di Elbano De Nuccio segna un passaggio importante per la categoria: si tratta infatti di una conferma nel segno della continuità , con un consenso ampio che rafforza la linea già avviata nel precedente mandato. I numeri parlano da soli: se il 53% della vittoria al primo turno aveva il sapore del “cambiamento”, il 70% di questa seconda vittoria ha il sapore del “riconoscimento” dei risultati raggiunti.
Tra gli obiettivi principali: il rafforzamento del ruolo del commercialista, la semplificazione del sistema fiscale, il miglioramento del rapporto con l’amministrazione finanziaria e l’adattamento della professione alle sfide della digitalizzazione.
In questo quadro, la presenza di consiglieri provenienti dai territori, come Ancarani, assume un valore strategico.
La Maremma rappresentata ai vertici nazionali
La riconferma di Gianluca Ancarani rappresenta un elemento di rilievo per il territorio.
Classe 1964, grossetano, Ancarani è titolare dello studio Ancarani e associati, con sedi a Grosseto, Castel del Piano e Follonica, ed è da anni impegnato nell’attività professionale e istituzionale.
La sua presenza nel Consiglio nazionale consente di portare le esigenze della Maremma all’interno del dibattito nazionale, in un momento in cui le imprese locali si confrontano con sfide sempre più complesse.
«Un riconoscimento importante per il territorio»
Nel commentare la sua rielezione, Ancarani sottolinea il valore non solo personale, ma collettivo di questo risultato.
Consigliere Ancarani, che valore ha per lei questa riconferma nel Consiglio nazionale dei commercialisti?
«Questa riconferma ha per me un valore molto significativo, sia sul piano personale sia su quello professionale. È prima di tutto un attestato di fiducia da parte della categoria, che interpreto come un invito a proseguire con ancora maggiore impegno nel lavoro svolto. Allo stesso tempo, rappresenta una responsabilità importante: quella di contribuire, in un momento di grande trasformazione, a guidare la professione verso un futuro più solido e riconosciuto».
Cosa rappresenta per la Maremma e per Grosseto avere un proprio rappresentante ai vertici nazionali della categoria?
«Avere un rappresentante ai vertici nazionali significa portare la voce dei territori, spesso lontani dai grandi centri decisionali, dentro i luoghi in cui si definiscono le politiche della professione. Per la Maremma e per Grosseto è un’opportunità per far emergere le specificità del tessuto economico locale e per garantire che le esigenze delle imprese e dei professionisti del territorio siano adeguatamente considerate».
Le priorità del nuovo mandato
Il nuovo Consiglio nazionale si troverà ad affrontare sfide importanti, a partire dalla riforma e dall’evoluzione della professione.
La rielezione di Elbano De Nuccio segna una continuità : quali saranno le priorità del nuovo mandato?
«La continuità è un elemento importante perché consente di consolidare il lavoro già avviato. Le priorità saranno certamente il rafforzamento del ruolo del commercialista come consulente strategico delle imprese, la semplificazione normativa e il miglioramento del rapporto con l’amministrazione finanziaria. Grande attenzione sarà anche rivolta alla sostenibilità della professione e alla sua evoluzione in un contesto sempre più digitale».
Quali temi ritiene più urgenti oggi per la categoria dei commercialisti?
«Tra i temi più urgenti metterei sicuramente la complessità del sistema fiscale, che richiede un forte impegno per essere semplificato, e il riconoscimento del valore della professione. Inoltre, è fondamentale affrontare il tema dell’eccessivo carico di adempimenti e della responsabilità sempre crescente che grava sui professionisti».
Imprese e territorio: le difficoltà della Maremma
Uno dei punti centrali riguarda il legame tra professione e territorio, con un focus diretto sulle imprese locali.
Dal suo osservatorio, quali sono oggi le principali difficoltà delle imprese in Maremma?
«Le imprese della Maremma, come molte realtà territoriali italiane, affrontano difficoltà legate all’accesso al credito, all’aumento dei costi e alla complessità burocratica. A questo si aggiungono le sfide legate alla transizione digitale e alla carenza di competenze. Si tratta di un contesto che richiede accompagnamento e supporto costante».
In che modo il lavoro del Consiglio nazionale può incidere concretamente sulla vita delle aziende del territorio?
«Il Consiglio nazionale può incidere lavorando su norme più semplici e su un dialogo più efficace con le istituzioni. Migliorare il quadro normativo significa rendere più agevole l’attività delle imprese. Inoltre, valorizzare il ruolo del commercialista come consulente significa offrire alle aziende strumenti migliori per affrontare le sfide del mercato».
Una professione che cambia: digitalizzazione e nuove competenze
Il lavoro del commercialista sta evolvendo rapidamente, spinto dall’innovazione tecnologica e dalle nuove esigenze del mercato.
La professione sta cambiando: tra digitalizzazione, fisco e nuove competenze, che direzione stanno prendendo i commercialisti?
«La professione sta evolvendo verso un modello sempre più consulenziale. Il commercialista non è più soltanto un esperto di adempimenti, ma un partner strategico per le imprese. La digitalizzazione sta trasformando il modo di lavorare, liberando tempo da dedicare ad attività a maggior valore aggiunto, come la pianificazione, il controllo di gestione e la consulenza».
Il tema dei giovani e il futuro della categoria
Un nodo cruciale riguarda il ricambio generazionale, sempre più centrale nel dibattito nazionale.
C’è un problema di ricambio generazionale: come si possono avvicinare i giovani a questa professione?
«Il tema del ricambio generazionale è centrale. Per avvicinare i giovani è necessario rendere la professione più attrattiva, valorizzandone le opportunità di crescita e il ruolo centrale nel sistema economico. Occorre anche semplificare l’accesso alla professione e investire maggiormente nella formazione pratica e nelle competenze digitali».
Il messaggio ai giovani e il rapporto con le istituzioni
La chiusura è dedicata al futuro della professione e al rapporto con le istituzioni.
Che messaggio si sente di mandare ai giovani professionisti e a chi oggi sta pensando di intraprendere questa carriera?
«Ai giovani dico che questa è una professione impegnativa, ma ricca di opportunità . Richiede studio continuo e capacità di adattamento, ma offre anche la possibilità di essere protagonisti nello sviluppo delle imprese e del Paese. È una scelta che vale la pena intraprendere con passione e determinazione».
Il rapporto tra professionisti e istituzioni è spesso complesso: cosa serve per renderlo più efficace?
«Serve innanzitutto un dialogo costante e strutturato, basato sull’ascolto reciproco. I professionisti devono essere considerati interlocutori qualificati nella costruzione delle norme. Solo attraverso una collaborazione reale si possono creare regole più semplici, efficaci e sostenibili per tutti».
Un ponte tra territorio e istituzioni
La presenza di un rappresentante grossetano nel Consiglio nazionale non è solo un dato simbolico.
È, piuttosto, un ponte concreto tra il territorio e le istituzioni, in un momento in cui la professione dei commercialisti è chiamata a evolversi e a rispondere a sfide sempre più complesse.
Per la Maremma, significa avere una voce diretta nei luoghi in cui si decidono le politiche che incidono su imprese, professionisti ed economia locale.




