Rigassificatore, opposizioni all’attacco: «Maggioranza divisa e città senza voce» | MaremmaOggi Skip to content

Rigassificatore, opposizioni all’attacco: «Maggioranza divisa e città senza voce»

Pd e Follonica a Sinistra: «Assenza politica e niente compensazioni per il golfo». Salta il numero legale durante la mozione su Piombino
Il rigassificatore in porto a Piombino
il rigassificatore di Piombino

FOLLONICA. Dalla crisi politica in consiglio comunale fino alla questione del rigassificatore di Piombino: le opposizioni attaccano duramente la maggioranza, parlando di «assenza della politica» e di una città che rischia di perdere anche le compensazioni legate all’impianto.

A intervenire sono da un lato il Partito Democratico di Follonica, dall’altro Follonica a Sinistra, che collegano direttamente quanto accaduto in aula alla gestione della partita energetica nel golfo.

Consiglio comunale, salta il numero legale

Per Follonica a Sinistra, la sospensione del consiglio comunale per mancanza del numero legale non è un episodio isolato, ma «l’ennesima dimostrazione di una maggioranza che non regge più».

«Ancora una volta il consiglio comunale si è fermato per l’incapacità della maggioranza di garantire la presenza dei propri consiglieri – si legge nel comunicato – Non è un caso isolato, ma una situazione che si ripete con preoccupante regolarità».

Durante la seduta, con soli nove consiglieri di maggioranza presenti, la minoranza ha abbandonato l’aula chiedendo la verifica del numero legale. Dopo la sospensione, il presidente ha dovuto dichiarare l’impossibilità di proseguire i lavori.

Secondo il gruppo, il problema è politico: «Una maggioranza che non riesce a tenere il numero legale, né in commissione né in consiglio, ha perso la coesione necessaria per governare». E ancora: «I follonichesi meritano rispetto istituzionale e una guida capace di assumere decisioni per il futuro della città».

Rigassificatore, il Pd: «Città lasciata sola»

Sul fronte del rigassificatore interviene anche il Partito Democratico, che accusa l’amministrazione di non aver preso posizione sulla proroga dell’impianto nel porto di Piombino.

«Di fronte al sacrificio di un intero territorio – afferma il vicesegretario Cristiano Battisti – l’amministrazione follonichese sceglie di restare inerme, senza chiedere nemmeno le dovute compensazioni per la popolazione».

Il riferimento è alla nave rigassificatrice installata in via emergenziale durante il governo Mario Draghi dopo l’invasione russa dell’Ucraina, poi confermata dal governo Giorgia Meloni con la promessa di uno spostamento nel 2026. Una prospettiva però cambiata con il recente decreto che prevede la proroga della permanenza a Piombino.

«Nulla è stato fatto per superare l’emergenza – aggiunge Battisti – e intanto si continua con soluzioni tampone. La popolazione del golfo avrebbe dovuto ricevere indennizzi, ma l’amministrazione non ha neanche provato a ottenerli».

«Senza compensazioni si perde sviluppo»

Secondo il Pd, la mancata trattativa sulle compensazioni rappresenta un danno economico per tutto il territorio.

«Senza compensazioni si rinuncia allo sviluppo industriale – prosegue Battisti – Aziende energivore come Sol.Tiox consumano enormi quantità di gas. Un accordo sull’energia avrebbe potuto portare benefici concreti anche alle imprese locali».

Per i democratici, i sindaci avrebbero dovuto aprire un confronto con il governo, mentre «l’unico gesto della maggioranza è stato coprire le scelte dell’esecutivo».

«Divisioni interne e assenza dai tavoli»

Le due questioni – crisi politica e rigassificatore – si intrecciano nella lettura dell’opposizione.

«La maggioranza ha un evidente problema politico – conclude Battisti – Le divisioni interne sono ormai evidenti e lo dimostra il fatto che il consiglio comunale si sia sciolto proprio sulla mozione relativa al rigassificatore».

Non solo: secondo il Pd, l’amministrazione sarebbe «scomparsa dai tavoli tecnici» in cui si discute dell’impianto.

Un’assenza che, per le opposizioni, pesa doppio: sul piano politico e su quello delle opportunità per il territorio.

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