Da richiedente asilo a sposo innamorato: la storia di Ibra, rinato a Grosseto | MaremmaOggi Skip to content

Da richiedente asilo a sposo innamorato: la storia di Ibra, rinato a Grosseto

Dal Senegal alla Maremma, dall’Auxilium Vitae al matrimonio: un amore nato su TikTok e cresciuto grazie al coraggio di ricominciare
Ibra e Rokhya il giorno del matrimonio

GROSSETO. Nel 2017 è arrivato a Grosseto dal Senegal. Non parlava una parola di italiano. Non aveva certezze. Non riusciva nemmeno a immaginare il suo futuro.

Aveva solo una cosa: una voglia immensa di riscatto.

Ibra era un richiedente asilo quando ha varcato la soglia di Auxilium Vitae Onlus. Spaesato, silenzioso, ma con gli occhi pieni di intelligenza e determinazione. E proprio quegli occhi, fin dall’inizio, hanno raccontato molto più delle parole che ancora non conosceva.

Imparare una lingua, costruire un destino

In pochissimo tempo Ibra ha imparato l’italiano. Non per necessità. Ma per scelta. Per rispetto. Per volontà di farcela. 

Si è rimboccato le maniche, ha voluto imparare un mestiere. La cucina lo affascinava. I profumi, il ritmo, il calore dei fornelli. Così la cooperativa ha deciso di assumerlo come aiuto cuoco. Poi, dopo un paio d’anni, un altro passo avanti: operatore, ruolo che svolge ancora oggi, dopo cinque anni.

Non era più solo un ragazzo accolto. Era diventato una risorsa. Una presenza affidabile. Una storia di integrazione vera.

La palestra, i sacrifici, la trasformazione

Ma Ibra non si è fermato al lavoro. Ha iniziato a costruire anche se stesso. Si è iscritto in palestra. All’inizio lo ha fatto per sfogarsi, per crescere. Per migliorarsi non solo fisicamente, ma anche spiritualmente. Sport, disciplina, sacrificio: nella sua vita c’era tutto questo, insieme alla gratitudine per quella terra che gli stava dando una possibilità.

Il suo fisico è cambiato. Si è definito. Ha preso forma, come il suo futuro. Un amico conosciuto in palestra, Mimmo, gli ha dato un’idea: aprire un canale TikTok per raccontare il percorso, condividere consigli, motivare gli altri.

Un suggerimento semplice. Che ha cambiato tutto.

L’amore nato sui social

Un giorno Rokhiya lo vede su TikTok. Comincia a seguirlo. I messaggi diventano conversazioni e le conversazioni diventano confidenze.

Per molti i social sono un male, per loro invece sono stati destino.

Lei è nata in Veneto e vive in nord Italia. Decidono di incontrarsi a metà strada, in Emilia. Non si erano mai visti. Ma avevano già scelto di venirsi incontro. Dopo tre giorni Ibra torna a Grosseto, entra nella struttura e dice, senza esitazione: «Mi sono innamorato».

Qualcuno pensa sia troppo presto. Che sia esagerato. Ma lui lo sapeva già. Aveva capito che Rokhiya sarebbe stata la sua vita.

«Ti amo in questa vita e nella prossima»

Nel mondo arabo c’è un detto che recita: «Ti amo in questa vita e nella prossima». È una frase molto profonda nella cultura araba, perché richiama l’idea di un amore che non finisce con la vita terrena, ma continua anche nell’eternità.

È la frase che Ibra ha scritto a Rokhiya in una lettera letta dopo il matrimonio civile, celebrato venerdì 27 febbraio al Comune di Grosseto, davanti alla responsabile dell’ufficio, Stefania Matassi.

Nella sala dell’anagrafe c’erano gli ospiti e gli operatori dell’Auxilium. C’erano gli amici. C’era chi lo aveva visto arrivare senza parole e ora lo vedeva pronunciare la più importante di tutte.

Poi la festa, insieme, al ristorante Lucignolo.

Un amore cresciuto a Grosseto

Dal loro amore è nata anche una splendida bambina. Una nuova vita dentro una nuova vita. Un amore nato su TikTok. Cresciuto a Grosseto, celebrato dagli amici. Costruito con fatica, dignità, lavoro e fede nel futuro.

Ibra ha lasciato il Senegal anni fa senza sapere dove sarebbe arrivato. Oggi sa di aver trovato molto più di un destino: ha trovato una casa, una famiglia, una comunità che lo ha accolto e che lui ha ricambiato con impegno e cuore.

Perché a volte il futuro non si immagina.
Si costruisce.

E quando lo fai con amore, diventa più grande di qualsiasi paura.

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