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I fossi non sono scoli: Grosseto cambia visione

Approvati gli emendamenti del Movimento 5 Stelle. Divieto di tagli raso e riuso degli sfalci in ottica di economia circolare: il nuovo regolamento punta su ambiente, sicurezza e tutela del paesaggio rurale
L'ecosistema di un fosso e un fosso
L’ecosistema di un fosso e un fosso

GROSSETO. Il consiglio comunale approva gli emendamenti al nuovo regolamento di polizia rurale e per il territorio si apre una fase diversa. L’obiettivo dichiarato è chiaro: tutelare l’ambiente e rafforzare la biodiversità, dotando il Comune di uno strumento operativo che guarda alla gestione del paesaggio agricolo con un approccio più moderno e sostenibile.

«Il consiglio comunale ha approvato i nostri emendamenti. Al centro della revisione normativa c’è quella che viene definita una vera e propria “cultura del fosso”. Non più semplici canali di scolo da sottoporre a tagli drastici e manutenzioni indiscriminate, ma ecosistemi lineari da studiare e valorizzare – dice Giacomo Gori, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle – In un’ottica rigenerativa, il fosso diventa un elemento capace di migliorare la salute complessiva dei campi agricoli e di contribuire al ripristino degli equilibri naturali».

Le modifiche agli emendamenti 

L’emendamento all’articolo 5 introduce il divieto di effettuare tagli raso indiscriminati della vegetazione ripariale. Il fosso viene riconosciuto come “margine”, un’area di confine in cui l’incontro tra ambienti diversi favorisce la massima produttività naturale. Gli interventi di pulizia dovranno quindi essere mirati e selettivi, con l’obiettivo di mantenere strutture vegetali stratificate e privilegiare specie autoctone. Una scelta che consente di sostenere la biodiversità, garantendo allo stesso tempo la stabilità delle sponde e la protezione del suolo grazie all’azione consolidante delle radici.

Novità anche per la gestione dei residui vegetali. La modifica al comma 2 dell’articolo 19 inserisce sfalci e potature nel solco dell’economia circolare: non più semplici scarti da eliminare tramite abbruciamento, ma risorse da recuperare. Il regolamento incentiva infatti il riutilizzo dei materiali per la produzione di ammendanti, pacciamanti o biomassa destinata a impieghi agricoli ed energetici. Attraverso un sistema di tracciabilità documentata, il materiale vegetale potrà essere classificato come “sottoprodotto” anziché rifiuto, favorendo il reinserimento della materia organica nel ciclo produttivo.

Le ricadute riguardano anche salute pubblica e sicurezza. Ridurre il ricorso al fuoco significa abbattere le emissioni inquinanti derivanti dalla combustione e limitare il rischio di incendi accidentali legati alle attività agricole. Con queste modifiche, il Comune sceglie una gestione del paesaggio rurale che punta sulla complessità degli ecosistemi e sulla valorizzazione delle risorse naturali, con uno sguardo attento alla sostenibilità e alla qualità dell’aria.

 

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