GROSSETO. Lo avevano notato in via Giulio Cesare, nel cuore di Barbanella. Camminava con il cappuccio della felpa tirato sulla testa e la mascherina sul volto. Quando gli uomini della guardia di finanza si erano avvicinati per un controllo, il ragazzo – poco più che ventenne – era scappato a piedi, tentando di far perdere le proprie tracce tra le strade del quartiere.
La fuga, però, era durata poche centinaia di metri. Sempre a Barbanella, le fiamme gialle erano riuscite a fermarlo. A inchiodarlo era stato soprattutto il fiuto di Dankan, il cane antidroga, che aveva permesso di trovare addosso al giovane 19 involucri tra eroina e cocaina, già pronti per essere ceduti.
L’arresto e i contatti con i clienti
Era il 23 dicembre 2021. In tasca aveva anche 255 euro in contanti, ritenuti dagli investigatori il provento dell’attività di spaccio.
Secondo quanto emerso dalle indagini, Hassem Otay, 24 anni, tunisino, era diventato nel tempo uno dei punti di riferimento per diversi tossicodipendenti grossetani, tutti tra i 30 e i 50 anni.
I contatti avvenivano attraverso due numeri di cellulare: telefonate e messaggi WhatsApp per concordare le cessioni di eroina, cocaina e hashish.
L’analisi dei tabulati telefonici e dei dati forensi estrapolati da un Samsung Galaxy A20e sequestrato ha consentito agli investigatori di ricostruire una serie di episodi avvenuti tra il 2020 e l’inizio del 2022, prevalentemente nella zona di Barbanella.
Otto i consumatori individuati, le cui dichiarazioni hanno costituito – scrive il giudice – un quadro probatorio «univoco e coerente».
Due episodi, tuttavia, sono stati esclusi per carenza di adeguati riscontri.
La decisione del tribunale
Il tribunale di Grosseto ha riconosciuto la responsabilità dell’imputato, ma ha qualificato gli episodi di spaccio secondo l’ipotesi di lieve entità.
Una valutazione legata ai quantitativi sequestrati e alle modalità delle cessioni, pur ritenendo non occasionale l’attività svolta. Difeso dall’avvocata Iris Milano, il 24enne è stato condannato dal giudice Marco Bilisari a un anno e sei mesi di reclusione e 2mila euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali. Il giudice ha escluso la concessione dei benefici di legge, ritenendo che le condizioni di vita e la condotta del ragazzo non offrano sufficienti garanzie rispetto alla futura astensione da ulteriori reati.
Una pena molto più lieve, quella applicata dal giudice, rispetto alla richiesta del pm: 7 anni e 20mila euro di multa.




