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Annuario Arpat 2025: Maremma promossa su mare e aria, ma attenzione a clima e suolo

Qualità alta lungo la costa grossetana, nuove sfide con i limiti europei più severi: il mare della Maremma non ha rivali, ecco quali sono le zone premiate dall’agenzia regionale
La spiaggia di Collelungo, nel parco della Maremma, al tramonto e la copertina dell'annuario Arpat
La spiaggia di Collelungo, nel parco della Maremma, al tramonto e la copertina dell’annuario Arpat

GROSSETO. Come sta l’ambiente in provincia di Grosseto? Una domanda che si pongono non soltanto gli abitanti, ma anche i turisti che scelgono di trascorrere le vacanze in Maremma. E che quest’anno, complice il caro carburanti e il rischio di cancellazione dei voli potrebbero essere molti di più dell’anno scorso.

A questa domanda ha risposto l’Annuario dei dati ambientali 2025 di Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale.

Un documento giunto alla quattordicesima edizione, che raccoglie i dati completi rilevati nel 2024 e che rappresenta la fotografia più dettagliata dello stato di salute dell’ambiente toscano attraverso oltre novanta indicatori.

Il quadro che emerge è complessivamente positivo, ma con criticità che impongono attenzione, soprattutto in un contesto segnato dai cambiamenti climatici.

Aria: miglioramenti, ma la nuova direttiva Ue alza l’asticella

Sul fronte della qualità dell’aria il 2024 conferma un quadro regionale positivo rispetto ai limiti attualmente in vigore.

Il biossido di azoto rientra nei limiti di legge, consolidando un trend di miglioramento iniziato nel 2023. Anche PM10 e PM2,5 rispettano i parametri attuali.

Il rinnovo del parco veicolare e le misure di contenimento delle emissioni abbiano inciso in modo significativo, soprattutto nelle aree urbane più trafficate.

Ma la vera sfida è rappresentata dalla nuova direttiva europea 2881/2024, che riduce sensibilmente i limiti. Con i nuovi valori:

  • il 60% delle stazioni supererebbe il nuovo limite annuale di PM10,

  • 12 stazioni su 16 sarebbero oltre soglia per il PM2,5,

  • il 70% delle stazioni di traffico supererebbe il nuovo limite per l’NO₂.

Un cambio di scenario che impone ulteriori interventi strutturali.

Acqua: buona qualità delle falde, più complessa quella dei fiumi

Per quanto riguarda la risorsa idrica, nel 2024 si conferma una buona qualità delle acque sotterranee, salvo nelle aree soggette a pressioni industriali o a sovrasfruttamento agricolo.

Più articolata la situazione delle acque superficiali: nel triennio 2022-2024 solo il 30% dei corpi idrici monitorati raggiunge uno stato ecologico buono o elevato, in calo rispetto al periodo precedente. Anche lo stato chimico registra una flessione.

Secondo Rubellini, gli eventi meteorologici estremi di fine 2023 e 2024 hanno inciso profondamente sugli ecosistemi fluviali e lacustri, evidenziando l’impatto crescente dei cambiamenti climatici.

Mare: qualità elevata, ma effetti del clima in aumento

Le acque marino-costiere mostrano uno stato ecologico buono o elevato nel 75% dei casi, in diminuzione rispetto al triennio precedente.

Più incoraggiante il dato sulle acque di balneazione: su 277 aree controllate, solo 30 non risultano conformi. Un miglioramento rispetto al 2023, anche grazie agli interventi dei Comuni e dei gestori del servizio idrico sugli scarichi domestici.

Focus Maremma e provincia di Grosseto

Se si guarda alla Maremma e alla provincia di Grosseto, il quadro ambientale appare in larga parte positivo, con alcune eccellenze consolidate e qualche elemento da tenere sotto controllo.

Costa maremmana: qualità molto alta

La provincia di Grosseto vanta alcuni dei tratti costieri più lunghi e rilevanti della Toscana.

Follonica, Scarlino, Castiglione della Pescaia, Grosseto, Orbetello, Monte Argentario, Capalbio e l’Isola del Giglio presentano in larga parte classificazioni “eccellenti” per la qualità delle acque di balneazione.

In particolare, il litorale dell’Argentario e del Giglio conferma standard elevatissimi, così come gran parte della costa grossetana.

Un patrimonio ambientale che rappresenta anche una leva fondamentale per l’economia turistica del territorio.

Rifiuti marini: segnali in miglioramento

Nel monitoraggio dei rifiuti spiaggiati, tra le aree campionate figura anche la spiaggia di Collelungo, nel Parco della Maremma.

A livello regionale si registra una diminuzione del numero medio di oggetti rinvenuti ogni 100 metri di spiaggia rispetto all’anno precedente. Il dato conferma una tendenza alla riduzione, anche se il fenomeno resta significativo e richiede continuità nelle politiche di prevenzione.

Pollini e allergie: Grosseto in calo, ma attenzione alle spore

Sul fronte aerobiologico, la stazione di Grosseto mostra nel 2024 un calo dell’indice pollinico rispetto all’anno precedente.

Diversa la situazione per le spore fungine, in particolare l’alternaria, che in Maremma registra livelli elevati e una stagione di diffusione prolungata. Un dato rilevante soprattutto per chi soffre di allergie.

Acque e impianti: controlli costanti

Per quanto riguarda le acque destinate alla produzione di acqua potabile, in provincia di Grosseto risultano attivi punti di monitoraggio regolari.

Anche sul fronte industriale, compresi gli impianti geotermici dell’area amiatina, i controlli evidenziano il rispetto dei limiti emissivi autorizzati.

Una Maremma tra qualità ambientale e vigilanza

Nel complesso, la Maremma si conferma uno dei territori ambientalmente più qualificati della Toscana: mare pulito, aria senza criticità strutturali, controlli costanti sugli impianti produttivi.

Restano tuttavia alcuni fronti da monitorare: consumo di suolo a livello regionale, gestione dei rifiuti marini ed effetti dei cambiamenti climatici sui fenomeni legati a ozono e allergeni.

L’Annuario Arpat 2025 non è solo una raccolta di dati, ma uno strumento che permette di comprendere dove intervenire per mantenere elevata la qualità ambientale di un territorio che vive di natura, turismo, agricoltura e paesaggio.

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