GROSSETO. Piazza Marconi, la piazza della Stazione, torna al centro delle polemiche.
Gli autisti del trasporto pubblico locale denunciano ancora una volta la pericolosità dell’area, gli spazi troppo stretti per la manovra dei mezzi e l’assenza di interventi promessi dal Comune. A sollevare il caso sono Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Ugl Trasporti.
«Aspettiamo da un anno la convocazione del Comune»
«L’ultima volta che abbiamo sollevato il problema della regolamentazione più sicura dell’accesso agli stalli per gli autobus in piazza Marconi è stata nella primavera del 2024 – dichiarano Alberto Allegrini (Filt Cgil), Elena Paolella (Fit Cisl), Fabio Alberti (Uil Trasporti), Paolo Masserizzi (Faisa Cisal) e Giuseppe Dominici (Ugl Trasporti) –. Siamo ancora in attesa di essere convocati dal Comune di Grosseto per prendere visione del progetto di risistemazione dell’area, che ci era stato assicurato come imminente. Un impegno che l’assessore ai lavori pubblici, Riccardo Megale, aveva preso anche davanti a Prefettura e Autolinee Toscane. Un impegno che, evidentemente, era solo un modo per prendere tempo e calmare le acque».
I sindacati: «Non possiamo più tacere»
I rappresentanti dei lavoratori del Tpl parlano di una situazione non più sostenibile.
«Abbiamo atteso fino ad oggi perché volevamo verificare fino in fondo la buona fede di chi governa la città – continuano i sindacalisti –. Oggi non possiamo più tacere e constatiamo la malafede dell’amministrazione comunale rispetto a un problema molto serio di sicurezza, più volte segnalato a vigili urbani, assessorato ai lavori pubblici e Prefettura. Anche Autolinee Toscane ne è pienamente informata: l’amministratore delegato Franco Middei si è incontrato recentemente con il sindaco, e vogliamo sperare che gli abbia illustrato le soluzioni ipotizzate per risolvere questo annoso problema».
Manovre a marcia indietro tra studenti, biciclette e furgoni
Il nodo, denunciano i sindacati, riguarda la configurazione stessa del parcheggio.
«Il piazzale della stazione è stato progettato in modo sbagliato: gli autobus posteggiano con il muso a ridosso del marciapiede e della pensilina. Per uscire sono costretti a fare una doppia manovra a marcia indietro per rimettersi nella direzione di uscita» spiegano.
A peggiorare la situazione contribuiscono autobus lunghi 12 metri presenti nelle ore di punta, studenti che arrivano e partono intorno alle 13, biciclette e motorini in transito continuo, auto e furgoni diretti verso il posteggio o verso il parcheggio Lidl e navette di ferrovie italiane, Arzillibus, Tiemme e altri vettori che condividono la stessa area.
Il tutto in «un piazzale di dimensioni ridotte e sovraffollato, nel quale il rischio che qualcuno venga investito è quotidiano».

Via Luis Braille: corsia occupata dagli autobus urbani
I sindacalisti segnalano anche criticità all’uscita dell’area.
«Quando imbocchiamo via Luis Braille per raggiungere lo stop siamo spesso costretti a spostarci sulla corsia di ingresso nel parcheggio, perché su quella in uscita sostano due autobus del servizio urbano. Dobbiamo girare intorno a loro per riuscire a uscire».
La proposta: usare l’area dell’Acquedotto del Fiora
Le organizzazioni sindacali ricordano di aver presentato più volte una soluzione concreta: «La risposta migliore sarebbe utilizzare il terreno adiacente di Acquedotto del Fiora, oggi in trasformazione in parcheggio per i dipendenti. Ci era stata prospettata una risistemazione del piazzale con stalli più razionali e sicuri, ma l’immobilismo dell’amministrazione non ha prodotto nemmeno questa soluzione minima».
«Degrado, spaccio e violenze: la zona è abbandonata»
Oltre al problema della viabilità, i sindacati sottolineano anche il contesto sociale.
«La stazione è un’area palesemente degradata. L’intervento dell’esercito non ha inciso sui fenomeni di spaccio e sulle periodiche violenze che continuano sotto gli occhi di tutti».
«Serve un intervento subito: siamo stanchi di essere presi in giro»
La chiusura è netta: «Siamo stanchi di essere presi in giro. I nostri colleghi ci segnalano ogni giorno il disagio di lavorare in condizioni di scarsa sicurezza, con il rischio continuo che qualcuno venga messo sotto, come avvenuto nel maggio 2024. È ora di prendere provvedimenti seri per garantire condizioni minime di sicurezza agli utenti del trasporto pubblico locale e al personale viaggiante di Autolinee Toscane».



