ORBETELLO. Nell’aula per l’udienza preliminare, al terzo piano del tribunale di Grosseto, l’immagine dello studente ventenne seduto davanti al giudice sembra quella di un ragazzo qualunque, uno che esce da scuola, pensa alla giornata che è appena finita, a quello che potrà fare una volta finiti i compiti. E invece mercoledì 19 novembre il giovane era lì per l’udienza di convalida dell’arresto. Lunedì pomeriggio era finito nei guai dopo essere stato trovato con mezzo chilo di hashish.
Il pubblico ministero Giampaolo Melchionna ha chiesto per lui gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. Una misura che permetterà comunque al ragazzo di andare a scuola, considerata la sua età e il percorso di studi ancora in corso.
Difeso dall’avvocata Mara Renzetti, il giovane ha scelto il silenzio. Davanti al giudice Giuseppe Coniglio non ha risposto alle domande.
Seguito da scuola fino a casa, poi la fuga a Grosseto
La ricostruzione dei carabinieri parte dalla mattina dell’arresto. I militari lo avevano seguito dall’uscita della scuola: passo dopo passo, fino quasi alla porta di casa, dove era arrivato vicino in auto con un amico. Tutto sembrava finito lì, davanti all’ingresso.
Poi, invece, il cambiamento. Il ragazzo esce di nuovo, questa volta da solo. Si dirige verso l’autobus, sale, si siede, parte verso Grosseto. È una scelta che i carabinieri notano e annotano. Lo seguono anche lì.
Quando l’autobus si ferma e lui scende, succede tutto in un attimo: il ventenne vede i militari, capisce la situazione e tenta di scappare. Pochi metri, una corsa breve. I carabinieri lo bloccano e lo arrestano.
Mezzo chilo di hashish nello zaino
Nello zaino c’erano i panetti di hashish: mezzo chilo, confezionato. Un quantitativo che ha fatto scattare l’accusa e le misure immediate.
Il giudice ha accolto la richiesta del sostituto procuratore. Il ventenne resta ai domiciliari ma dovrà andare a scuola. Al ragazzo è stato applicato anche il braccialetto elettronico.



