FOLLONICA. Uno degli edifici più antichi di Follonica, risalente addirittura al 1581, verrà presto restaurato e messo a servizio degli operatori dei servizi sanitari. La cosiddetta “casa Gobba”, compresa tra piazza del Popolo, piazza Guerrazzi e piazza XXV Aprile, è stata acquisita dall’amministrazione comunale attraverso un passaggio di beni con l’agenzia del Demanio nel 2018, e adesso è stato realizzato un progetto di restauro e risanamento conservativo.

I locali, fino alla loro dismissione, sono stati impiegati per l’alloggio dei dipendenti dello stabilimento dell’Ex Ilva. La struttura ha poi ospitato l’ufficio locale marittimo della Capitaneria di porto fino al 2017, anno in cui l’ente è stato trasferito nella vicina Casa Storta.
La storia della casa Gobba
La casa Gobba era stata realizzata nei pressi dell’antico attracco delle navi impiegate per il trasporto del materiale ferroso proveniente dall’Elba, a servizio dei forni fusori di Follonica e di Valpiana.
La struttura fu ampliata nel 1734 con due recinti detti “scottieri“, destinati a depositi dell’ematite estratta da Rio nell’Elba. Nel 1773 fu sopraelevato per realizzare il sottotetto per l’alloggio del custode.
A partire dal 1809, sotto la direzione di Walser Kriemler, il fabbricato fu ingrandito a più riprese fino al 1835, rimanendo a lungo deposito per lo scarico e smistamento della vena di ferro, ghisa e getti, e anche di foraggio per gli animali, impegnati dai vetturini.
La Casa gobba comprende nel 1817 un magazzino nuovo, un magazzino vecchio, il salotto, la cucina e la camera del magazziniere Pietro Volpini, il semolaio vecchio e la camera del garzone Bramanti. Ma le funzioni dello stabile non cambiano: lì si scaricano la vena di ferro, la ghisa, i getti e le semole per i cavalli e i buoi dei vetturini.
Nel 1925 l’Amministrazione dette incarico all’ingegnere Ernesto Ganelli della sistemazione della Piazza del Popolo (ex Piazza delle Dogane) proponendo di demolire parte della “Casa Gobba”. Il nuovo fabbricato destinato a “Casa Italia come sede decorosa e degna del Fascio, delle Corporazioni Sindacali, dei Combattenti e dell’Ente Morale dopo lavoro” fu realizzato in stile neoclassico nell’attuale Civica Pinacoteca, senza sacrificare completamente l’adiacente casa.
Il fabbricato originario dei magazzini, con il caratteristico tetto spiovente e le forme irregolari, è da allora conosciuto con il nome di “Casa Gobba”.
L’intervento di recupero
L’intervento proposto prevede il recupero completo dei locali abitativi, cercando di ottenere, si legge nel progetto «una soluzione che permetta il giusto equilibrio tra funzionalità, vivibilità e abitabilità, rispetto delle normative in tema di risparmio energetico, impiantistico, edilizio ove non derogabili vista la peculiarità storica dell’immobile».
Verrano quindi rimodulati i locali a disposizione mantenendo l’ingresso comune con il portone in legno che sarà recuperato e valorizzato, per ottenere due bilocali di circa 40 metri quadrati ognuno.



