GROSSETO. Si fa sempre più forte il contrasto tra il socio privato e quelli pubblici all’interno di Acquedotto del Fiora. Acea, prima ha contestato le spese per il rebranding del logo di AdF, poi – a seguito del deconsolidamento del bilancio – ha sospeso la garanzia sul finanziamento bancario da 90 milioni di euro che sostiene gli investimenti.
Una decisione che comporterà la ricontrattazione dei mutui, con potenziali ricadute sul servizio e sui costi.
Valente: «Riportare l’acqua nel perimetro pubblico»
«La prima anomalia – dice Roberto Valente, membro della segreteria del Pd – sta nel fatto che Acquedotto del Fiora, gestore del servizio idrico e quindi di un bene essenziale, abbia come socio un soggetto privato».
Secondo l’esponente Pd, i Comuni delle province di Grosseto e Siena dovranno rimuovere questa anomalia, riportando AdF a essere una società completamente pubblica.
Per farlo, indica una strada chiara: «Accantonare gli utili per riacquistare le azioni oggi in mano al privato alla scadenza della concessione, nel 2032». Una cifra stimata intorno ai 6 milioni di euro all’anno.
La richiesta ai sindaci: «Avete una responsabilità verso i cittadini»
Valente punta il dito anche contro la politica: «Serve una volontà politica esplicita che ancora non è emersa né nei Comuni né nelle forze che sostengono i sindaci».
Neppure nell’assemblea dei soci di AdF sarebbero infatti arrivate prese di posizione nette a tutela degli utenti.
«Senza una scelta chiara, si lascia spazio a iniziative estemporanee che confondono le acque» aggiunge, riferendosi a un ordine del giorno presentato da alcuni consiglieri comunali di Grosseto.
«Bollette più basse e niente spese inutili»
L’obiettivo dichiarato è uno: far pagare meno ai cittadini.
«Riportare AdF nell’esclusiva proprietà pubblica – afferma Valente – significherebbe anche una maggiore oculatezza nell’utilizzo delle risorse, evitando spese non necessarie come il cosiddetto rebranding del logo o investimenti pubblicitari superflui. L’acqua non è un bene di consumo come gli altri».
La chiamata al CdA: «Battere un colpo»
Infine, l’appello ai membri di nomina pubblica nel consiglio di amministrazione di AdF: «Serve un contributo concreto nella definizione della governance aziendale, con l’obiettivo di abbattere il costo della fornitura per famiglie e imprese. Dimostrino di tutelare davvero gli interessi degli utenti».
E conclude: «A maggior ragione oggi, in concomitanza con le emergenze ambientali che ogni giorno si fanno più drammatiche, l’acqua pubblica è un bene prezioso per ciascuno di noi. E proprio per questo va tutelato sottraendolo alle logiche di mercato».



