ORBETELLO. Il confronto politico tra l’ex tecnico comunale Domenico Covitto e il sindaco Andrea Casamenti si accende nuovamente.
Questa volta al centro della polemica c’è la riaccensione dell’illuminazione sulla diga, celebrata sui social dal primo cittadino come un importante risultato amministrativo.
Per Covitto, invece, si tratterebbe di un intervento ordinario previsto da un contratto in vigore da anni.
Illuminazione sulla diga: per Covitto è solo “retorica social”
Secondo l’ex tecnico, il sindaco avrebbe diffuso su Facebook una notizia esagerata e fuorviante, enfatizzando il “ripristino” delle luci e ringraziando uffici e amministratori.
La realtà, sostiene Covitto, è ben diversa.
La storia parte dal 2017: un contratto già pagato dai cittadini
Tutto nasce da una delibera di giunta del 5 gennaio 2017 relativa alla manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione e all’adesione alla convenzione Consip per un contratto esteso di 9 anni, fino al 2026, per un costo iniziale annuo di 366.214 euro, al quale deve essere aggiunto l’adeguamento Istat annuale.
Un accordo, quello con Consip che comprendeva già l’intera gestione della rete di illuminazione pubblica, compresa la diga, e che da allora il Comune paga regolarmente manutenzione ed energia elettrica.
«Il Comune non paga più direttamente l’energia elettrica necessaria al funzionamento – spiega Covitto – nel compenso all’appaltatore è compresa, oltre alla manutenzione, una quota di investimenti e appunto l’energia elettrica. Questo perché più consumi equivalgono a meno guadagno mentre meno consumi significano un guadagno più alto per la ditta».
Per Covitto, dunque, la riaccensione della diga è un servizio già incluso e pagato, non un’opera straordinaria.
Dalla diga al buio… al trionfalismo online
Nell’ultimo anno i cittadini hanno assistito allo spegnimento progressivo delle luci sulla diga: da 80 lampade iniziali, ne erano rimaste accese pochissime già prima dell’estate.
Poi, improvvisamente, l’annuncio del sindaco: «Ripristinata l’illuminazione lungo la diga». Per Covitto, un annuncio «sensazionale ma infondato», perché non risulta alcun nuovo atto amministrativo legato all’intervento.
Le domande che attendono risposta
L’ex tecnico pone alcuni interrogativi:
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Perché l’impianto è rimasto quasi totalmente al buio per mesi?
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Il Comune ha richiesto alla ditta di intervenire già dal primo guasto?
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Il mancato ripristino avrebbe dovuto comportare penali?
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Il Comune ha risparmiato energia durante lo spegnimento?
E, se sì, a danno di chi?
Domande che, sostiene, restano aperte.
«Trasparenza e controllo: è mancato tutto»
Covitto richiama obblighi normativi: presenza di un direttore dell’esecuzione del contratto (DEC), monitoraggi documentati, controlli continui e tracciabili, verifiche periodiche sullo stato degli impianti.
Secondo l’ex tecnico, se l’ordinaria manutenzione fosse stata correttamente svolta, la diga non sarebbe mai finita al buio. «Siamo arrivati al paradosso: quasi buio completo, con un servizio che invece i cittadini pagano regolarmente da anni»



