Gli specialisti del futuro a lezione a Grosseto: qui è nata la chirurgia robotica | MaremmaOggi Skip to content

Gli specialisti del futuro a lezione a Grosseto: qui è nata la chirurgia robotica

È iniziato il nuovo corso alla Scuola di Chirurgia Robotica di Grosseto, diretta da Andrea Coratti, polo di eccellenza nazionale. A idearla fu il professor Piercristoforo Giulianotti, oggi a Chicago: il suo primo robot, Da Vinci, è citato anche nell’ultimo romanzo di Dan Brown
Scuola di Chirurgia robotica: il professor Coratti con il dg Torre e il ministro Schillaci
Scuola di Chirurgia robotica: il professor Coratti con il dg Torre e il ministro Schillaci

GROSSETO. Sono arrivati da tutta Italia — da Bolzano a Catania — i 15 nuovi iscritti al corso di base della Scuola di chirurgia robotica di Grosseto, iniziato lunedì 20 ottobre all’ospedale Misericordia. Un’edizione che fa parte del terzo scaglione annuale dei corsi 2025, destinato a concludersi a novembre.

A fine anno saranno 16 i corsi realizzati, con oltre 150 partecipanti complessivi: numeri che confermano il successo di un centro di formazione unico nel suo genere in Italia, riconosciuto a livello internazionale.


Dove è nata la chirurgia robotica

La chirurgia robotica, oggi diffusa nei migliori ospedali del mondo, è nata proprio a Grosseto, grazie al lavoro e alla visione del professor Piercristoforo Giulianotti, uno dei chirurghi più stimati al mondo.

Giulianotti è stato il primo a utilizzare in modo sistematico la tecnologia robotica in sala operatoria: il suo nome è legato al robot Da Vinci, il primo sistema impiegato per interventi complessi, poi diventato simbolo di un’evoluzione epocale nella medicina.

Oggi il professor Giulianotti guida la divisione di Chirurgia robotica dell’Università dell’Illinois a Chicago, ma il suo legame con Grosseto resta fortissimo: è qui che tutto è cominciato.
Il robot Da Vinci è diventato così celebre da essere citato anche nell’ultimo romanzo di Dan Brown, “L’ultimo segreto”, uscito da poche settimane e ambientato a Praga, dove il protagonista, il professor Robert Langdon, si imbatte proprio in un riferimento alla chirurgia robotica italiana.


I corsi e il Progetto Giovani

I nuovi corsi grossetani prevedono lezioni teoriche, simulazioni pratiche e osservazioni dirette di interventi eseguiti al Misericordia e in altri ospedali italiani di eccellenza.
Le esercitazioni riguardano operazioni su addome e organi principali, con il coinvolgimento di docenti di alto livello per ciascuna specializzazione.

Prosegue anche il Progetto giovani, il percorso formativo dedicato ai giovani chirurghi toscani, un unicum a livello nazionale che punta a creare una nuova generazione di specialisti capaci di operare con tecnologie robotiche avanzate.


Coratti: «Un polo di riferimento per l’Italia»

«Il polo robotico di Grosseto – spiega Andrea Coratti, direttore della Scuola di Chirurgia Robotica – nel 2024 è stato il primo in Italia per numero di interventi per singola macchina a impiego multispecialistico. È un unicum per la varietà di tipologie di operazioni, tra cui esofago, pancreas e fegato. Siamo particolarmente soddisfatti dell’interesse crescente per la chirurgia robotica e del riconoscimento del ruolo scientifico e didattico della nostra scuola».

Tra i riconoscimenti ricevuti nel 2025 anche la visita del ministro della Salute, Orazio Schillaci, che si è fermato al Misericordia per conoscere da vicino l’attività del polo, accompagnato dallo stesso Coratti.

Il professor Coratti con lo staff della scuola di Chirurgia robotica
Il professor Coratti con lo staff della scuola di Chirurgia robotica

Innocenti: «Un orgoglio per la sanità toscana»

«L’Azienda Usl Toscana sud est – dichiara la direttrice sanitaria Barbara Innocenti – ringrazia tutta l’equipe del dottor Coratti, impegnata in un lavoro fondamentale per la sanità di oggi e di domani. Realtà come quella grossetana consentono di mantenere alta l’attrattività della nostra azienda e rafforzano la qualificazione del personale, che continua a crescere mantenendo un legame forte con la Scuola».

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