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700 euro in più per la spesa a famiglia: tutti i rincari

Il costo della vita non si ferma, stipendi e pensioni al palo, aumentano i beni alimentari ed energetici. Giorgio Romualdi (Federconsumatori): «Sono sempre di più le famiglie indebitate»

GROSSETO. Con il costo della vita in aumento e gli stipendi e le pensioni che invece sono sempre fermi, la previsione è di andare incontro ad un inverno difficile.

Federconsumatori ha tracciato un primo bilancio di quello che potrebbe succedere, e il presidente Giorgio Romualdi lancia l’allarme: «Il rischio reale è l’indebitamento crescente delle famiglie».

Come cresce l’inflazione nel nostro paese e nella nostra provincia

Le prime stime diffuse dall’Istat rilevano un tasso di inflazione, a settembre, fermo all’1,6%. Però con molte differenze, diverse, tra settori merceologici e servizi. I beni alimentari lavorati segnano un aumento dei prezzi (da +2,7% a +3,0%), i beni energetici che molto incidono sui costi degli acquisti complessivi aumentano direttamente ed indirettamente di circa il 15% con un aumento medio annuo di circa 150 euro a famiglia.

Dato preoccupante in vista dei mesi più freddi dove i consumi di luce e gas si impennano. I prezzi dei beni alimentari non lavorati aumentano mediamente del 4,8%, incidendo notevolmente sul costo della vita degli italiani.

I servizi alla persona e ricreativi aumentano del 2,9%, i trasporti del 3,5%

Il carrello della spesa passa da un +3,2% al +3,5% del mese precedente, e l’osservatorio di Federconsumatori nazionale (Onf) stima che le ricadute per una famiglia saranno di ben 504 euro in più all’anno a livello nazionale.

In Toscana invece si va verso i 700 euro in più, dato in linea anche per la provincia di Grosseto. Non sorprende quindi che sempre più famiglie siano costrette a ricorrere ad un prestito personale per sostenere gli aumenti dei costi.

Giorgo Romualdi, presidente Federconsumatori Grosseto

Romualdi: Più della metà degli italiani hanno un debito, a Grosseto il 60%

«Uno studio rilevato da Crif (la centrale dei rischi finanziari) – spiega Romualdi – segnala che il 56% degli italiani ha un debito sia per prestiti finalizzati sia per liquidità nella nostra regione abbiamo punte che vanno dal 60% (Grosseto) fino al 70% (Livorno). L’anno scolastico appena iniziato prevede un aumento delle spese famigliari di circa il 15%, non solo per gli acquisti di materiale scolastico, anche per trasporti e attività sussidiarie».

Risparmi sull’acquisto di cibo, carne e pesce

Si tratta di dati che continuano a destare preoccupazione, soprattutto se osservati in parallelo con l’andamento dei consumi e la misura delle rinunce operate dalle famiglie. L’Osservatorio nazionale Federconsumatori ha rilevato una riduzione del consumo di carne e pesce (-16,9%, con uno spostamento anche verso il consumo di tagli e qualità meno costosi e meno pregiati); l’incremento della tendenza a ricercare offerte, sconti, acquisti di prodotti prossimi alla scadenza (abitudine adottata dal 51% dei cittadini). Anche nei discount si nota un aumento della spesa del 12%. Scelte a cui le famiglie, in molti casi sono costrette, visti gli stipendi fermi e le crescenti difficoltà a cui sono esposte. Difficoltà che sono a volte aggravate da intollerabili fenomeni speculativi, come quello rilevato recentemente dell’Antitrust, che ha appurato un’intesa restrittiva della concorrenza nella vendita del carburante per autotrazione ad opera delle maggiori compagnie petrolifere che coprono oltre l’80% del mercato italiano. Intesa che, tra gennaio 2020 fino a fine giugno 2023, ha danneggiato in maniera diretta i cittadini, spingendo al rialzo anche i prezzi dei beni di largo consumo trasportati in gran parte su gomma. Prezzi che non si sono mai riallineati al ribasso e che continuano a pesare, in maniera talvolta insostenibile, sui bilanci familiari.

«Tutto ciò inciderà notevolmente sulla crescita delle diseguaglianze e delle disparità – sottolinea Romualdi – e di fronte a questa situazione è necessario e urgente avviare alcuni provvedimenti che siano realmente in grado di arginare i rincari e sostenere il potere di acquisto delle famiglie, specialmente le più colpite da queste dinamiche».

Come intervenire secondo Federconsumatori

La rimodulazione dell’Iva sui generi di largo consumo (che consentirebbe un risparmio di oltre 516 euro annui a famiglia); la creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica e una determinata azione di contrasto alla povertà alimentare; lo stanziamento di risorse adeguate per la sanità pubblica e per il diritto allo studio; una riforma fiscale equa, davvero tesa a sostenere i bassi redditi e i redditi medi, e non a incrementare le disuguaglianze.

In tal senso è necessario restituire a tutti i pensionati e i lavoratori dipendenti quanto pagato più del dovuto a causa del fiscal drag. L’avvio di determinate azioni di verifica e contrastare ogni fenomeno speculativo sui prezzi lungo le filiere.

 

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