La fase nuova di Fedeli: un patto con la città tra sicurezza, sport e ascolto | MaremmaOggi Skip to content

La fase nuova di Fedeli: un patto con la città tra sicurezza, sport e ascolto

In un lungo e accorato messaggio affidato ai social nel giorno del 25 aprile, il neo assessore Gianni Fedeli si presenta alla comunità. Non solo deleghe tecniche, ma una visione che mette al centro le persone e il dialogo. «Non porto ricette pronte, ma la voglia di camminare insieme»
Il sindaco con i nuovi assessori Satya Ferraris e Gianni Fedeli
Il sindaco con i nuovi assessori Satya Ferraris e Gianni Fedeli

PIOMBINO. A pochi giorni dal passaggio di consegne, Gianni Fedeli, neo assessore della giunta Ferrari, ha rotto il ghiaccio nella giornata della Liberazione con un lungo post programmatico sui propri canali social. Un intervento che, pur partendo dai ringraziamenti di rito al sindaco Francesco Ferrari per la fiducia accordata, delinea una visione politica ben precisa: trasformare le competenze tecniche maturate in una vita dedicata alla pubblica sicurezza in uno strumento umano al servizio del tessuto sociale piombinese.

«Desidero ringraziare sinceramente il sindaco Francesco Ferrari per la fiducia riposta nella mia persona attraverso questa nomina. Ricevere deleghe così importanti per la vita della nostra città è per me motivo di grande responsabilità, prima ancora che di orgoglio» dichiara Fedeli.

Dalla divisa alla delega

Il generale Gianni Fedeli

Fedeli mette subito in chiaro le sue radici: una carriera professionale spesa interamente per la tutela delle persone. Tuttavia, l’assessore sottolinea come questo nuovo incarico non sia un punto di arrivo, ma una metamorfosi necessaria.

«Ho dedicato tutta la mia vita professionale alla sicurezza e alla tutela delle persone. Oggi, in una fase nuova della mia vita, sento che quel percorso non si chiude, ma si trasforma – ha dichiarato Fedeli – le competenze diventano strumento al servizio della comunità in una veste nuova e profondamente motivante».

I pilastri: oltre i numeri, le persone
 

Il discorso di Fedeli si è allontanato dai tecnicismi burocratici per toccare le corde della quotidianità. Per il nuovo assessore, il sociale è il “cuore pulsante” che deve occuparsi di anziani, famiglie e giovani. 

«Il sociale è il cuore pulsante di una comunità. Dietro ogni numero, ogni statistica, ogni progetto, ci sono persone reali: anziani soli, famiglie in difficoltà, ragazzi che cercano un punto di riferimento, associazioni che ogni giorno tengono vivo il tessuto della nostra città con dedizione e passione. È a loro che voglio dedicare il mio impegno».

Un altro punto chiave del suo programma riguarda il terzo settore che deve essere, secondo la sua visione, semplificato, snellendo i rapporti con la pubblica amministrazione, sostenuto, attraverso la valorizzazione delle realtà che già operano nel silenzio, e costruito, colmando le lacune del territorio attraverso la cooperazione dei volontari.

Lo sport e il volontariato come motori di identità

Un passaggio fondamentale del suo discorso è stato dedicato allo sport e all’associazionismo. Non visti come semplici attività ricreative, ma come pilastri fondamentali per formare i cittadini di domani e per mantenere accesa la fiamma della solidarietà cittadina.

«Ma una comunità viva si nutre anche di energia, di movimento, di condivisione. Lo sport non è un accessorio, è una palestra di vita: insegna il rispetto delle regole, il valore della squadra, la capacità di rialzarsi dopo una sconfitta. Ogni campo di gioco, ogni palestra, ogni associazione sportiva del nostro territorio è un luogo dove si formano persone e si costruisce identità civica. Sostenere lo sport significa investire nelle generazioni future e rafforzare il senso di appartenenza alla nostra Piombino».

«Allo stesso modo – continua Fedeli -, il ricco mondo dell’associazionismo rappresenta una risorsa preziosa e insostituibile: volontari, realtà culturali, sportive e sociali che operano quotidianamente, spesso in silenzio, per tenere accesa la luce della solidarietà e della partecipazione. Il mio obiettivo è essere al loro fianco, semplificare, sostenere, valorizzare ciò che già funziona e aiutare a costruire ciò che ancora manca».

La sicurezza: prossimità e dialogo

Inevitabile il passaggio sulla sicurezza e sulla polizia locale, deleghe che Fedeli sente particolarmente “sue” data la sua storia. Qui la parola d’ordine è prossimità: una divisa che non deve essere percepita come distante, ma come parte integrante e rassicurante della vita quotidiana.

«Sul fronte della sicurezza e della polizia locale, porterò la stessa attenzione: la sicurezza percepita dai cittadini è parte integrante della qualità della vita. Lavoreremo per una presenza più vicina al territorio, attenta non solo al controllo ma anche alla prevenzione e al dialogo con la comunità.”

Un metodo basato sull’umiltà e sul confronto

Infine, Fedeli ha delineato il suo metodo di lavoro. Nessun approccio autoritario o soluzioni calate dall’alto, ma un invito aperto al confronto, anche con le opposizioni, convinto che il bene di Piombino passi attraverso la sintesi di diverse voci.

«Ascolto, prossimità e concretezza saranno le parole guida del mio lavoro. Non arriverò con ricette preconfezionate, ma con la volontà genuina di camminare accanto ai cittadini, capire i bisogni reali del territorio e costruire risposte efficaci insieme a chi, sul campo, conosce Piombino meglio di chiunque altro. Per fare ciò, ricercherò un confronto costruttivo con tutte le forze politiche e sociali della città: il dialogo non è una debolezza, è il metodo migliore per ottenere risultati duraturi».

Gianni Fedeli in corteo con il sindaco Ferrari nel giorno della Liberazione

Il capitolo si chiude con un gesto di continuità e rispetto per chi lo ha preceduto, segno di una transizione serena e focalizzata esclusivamente sul bene comune.

«Un ringraziamento sentito va all’assessore uscente Vittorio Ceccarelli per il lavoro svolto con impegno e dedizione: ricevo un testimone prezioso e mi impegno a portarlo avanti con lo stesso spirito di servizio, aggiungendo il contributo della mia esperienza e della mia visione».

 

 

 

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