Grosseto, Andrea è tetraplegico e la madre ha un tumore: «Le Rsa non mi vogliono perché sono giovane» | MaremmaOggi Skip to content

Grosseto, Andrea è tetraplegico e la madre ha un tumore: «Le Rsa non mi vogliono perché sono giovane»

Andrea Canessa, 34 anni, vive a Grosseto. È tetraplegico dopo un incidente e assistito solo dai genitori. Ora la madre ha un tumore e non può più occuparsi di lui: ma nessuna Rsa è disposta ad accoglierlo perché è troppo giovane
Addio ad Andrea Canessa, morto a 40 anni
Grosseto, il grido di aiuto del tetraplegico Andrea Canessa (nel riquadro)

GROSSETO. Andrea Canessa, 34 anni, vive in via Molise a Grosseto. È tetraplegico da otto anni, dopo un incidente stradale che gli ha tolto quasi ogni autonomia.

Si muove con una carrozzina elettrica e può usare solo parzialmente le braccia. A prendersi cura di lui, ogni giorno, sono sempre stati i genitori. Ma oggi anche questa fragile rete familiare sta crollando.

«Mia madre non può più aiutarmi, ma nessuna struttura mi accoglie»

La madre di Andrea, infatti, ha scoperto di avere un tumore maligno al seno, già al terzo stadio. Dopo gli esami di ottobre, la diagnosi ha confermato la gravità della malattia. Da pochi giorni le è stato posizionato un pic e non può più fare sforzi con il braccio che usa per assistere il figlio.

«Da lunedì – racconta Andrea nella lunga lettera inviata a MaremmaOggimia madre non potrà più occuparsi di me. Mio padre non riesce a gestire da solo la casa, lei e me insieme. Dopo otto anni senza trovare un caregiver disposto a imparare come vestirmi e aiutarmi, ora non ho più nessuno che possa farlo».

Per questo, già dai primi di ottobre, Andrea ha chiesto di essere inserito in una Rsa a Grosseto: non per motivi familiari o di sollievo, ma per necessità reale.

«Ho chiesto di entrare in una struttura – scrive – per non essere un peso ai miei genitori e per permettere a mia madre di affrontare le cure con serenità».

«Le Rsa non mi vogliono: sono giovane»

La risposta delle strutture, però, è stata quasi sempre negativa.

«Molte Rsa – spiega Andrea – mi hanno rifiutato perché sono giovane. Mi dicono che sono residenze per anziani. Altre non mi hanno voluto nemmeno in regime privato. Solo quando ho presentato un voucher del Coeso alcune hanno cambiato atteggiamento. Allora mi chiedo: cosa cambia avere o meno un voucher? È tutto una questione di soldi?».

Andrea vorrebbe restare a Grosseto, vicino ai suoi genitori.

«Devo seguire anche la parte burocratica della casa e delle pratiche – racconta –. Mio padre non è pratico di documenti e mia madre non può più occuparsene. Restare in città sarebbe fondamentale, anche perché ho diverse visite mediche già programmate all’ospedale Misericordia tramite il progetto Pass, che ringrazio per la disponibilità».

Un doppio dramma: malattia e solitudine

Oltre alla tetraplegia, Andrea deve convivere con i dolori causati da un nuovo incidente avuto lo scorso luglio.

«Un’auto mi ha tagliato la strada – scrive – e da allora i dolori sono aumentati. Riesco a muovermi ancora meno. Passo molto tempo a letto e le braccia mi fanno sempre più male».

La situazione familiare è diventata insostenibile.

«Se resto a Grosseto – dice – posso almeno continuare le cure e stare vicino ai miei. Se mi mandano lontano, sarà impossibile. Mio padre dovrebbe viaggiare continuamente e lasciare mia madre sola in casa, mentre affronta un tumore».

«La disabilità a Grosseto è invisibile»

Il messaggio finale di Andrea è un appello alla città.

«I disabili a Grosseto non hanno spazio – scrive –. Se hanno bisogno, devono arrangiarsi. Le strutture sono piene o inadatte, e non esiste un luogo di emergenza per situazioni come la mia. È una forma di emarginazione. Si parla tanto di inclusione sociale, ma la realtà è che siamo lasciati soli».

Andrea conclude con parole che colpiscono:

«Vi invito a riflettere. La disabilità qui non è inclusa, è nascosta. E chi, come me, chiede solo di vivere con dignità, viene rimbalzato da una porta chiusa all’altra».

L’assessora: «C’è il posto a Orbetello, appena possibile a Grosseto»

Sulla vicenda interviene la neo assessora al sociale, Carla Minacci.

«Conosciamo la situazione di Andrea – spiega Carla Minacci – ed è stato già visto dal Punto insieme del Coeso. È stato valutato dall’Unità di valutazione per la disabilità, quindi, tramite il portale della Regione ha ottenuto un posto nella Rsd (residenza sanitaria per disabili) di Orbetello. Potrebbe già andarci. Poi capisco che, per la particolare situazione che ha, preferisca avere un posto a Grosseto. Il problema è che, al momento, il posto non c’è. Però ci siamo presi l’impegno di trasferirlo appena si libererà un posto».

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