GROSSETO. Un uomo di lotta, in difesa delle lavoratrici e dei lavoratori. Che non si è mai sottratto al confronto, che lo ha sempre portato avanti come le battaglie delle donne e degli uomini che rappresentava. Con garbo, gentilezza. Con lo sguardo attento, con la voce ferma.
Roberto Franceschetti, ex responsabile del settore industriale della Uil, di vertenze al fianco dei lavoratori della Maremma che rappresentava ne ha combattute tantissime. Una, in particolare: quella al fianco delle vestaglie azzurre della Mabro, la fabbrica di abbigliamento che si affacciava su via Senese, fallita dopo anni e anni di lotte, speranze, notti insonni.
Ex operaio della Lucchini di Piombino, elettrotecnico, Roberto Franceschetti è morto domenica 14 settembre. Aveva 72 anni.
L’impegno al fianco dei lavoratori
La grande esperienza maturata proprio alle acciaierie di Piombino, dove Franceschetti aveva lavorato a lungo, lo aveva portato a diventare, giorno dopo giorno, uno dei punti di riferimento del mondo sindacale maremmano.
C’era stata la vertenza Mabro, ma c’erano state anche le lotte per i lavoratori della Vemar e dell’Eurovinil, l’impegno per la centrale operativa del 118, l’attenzione ad ogni lavoratrice o lavoratore che avesse bisogno del suo intervento.
«Era una persona speciale – lo ricorda il collega della Cisl Fabio Della Spora – insieme abbiamo seguito diverse vertenze. Era un uomo d’oro, ti aiutava sempre a capire i meccanismi, le dinamiche. portava con sé un bagaglio importante, messo insieme negli anni alla Lucchini. Soprattutto però, era un amico, una persona della quale tutti ci siamo sempre potuti fidare».
Dalle acciaierie alle lotte sindacali
Roberto Franceschetti aveva iniziato la sua attività sindacale nella Uilm alle acciaierie di Piombino, dove lavorava come manutentore elettrico. Le sue capacità sindacali ed organizzative, lo fanno salire in breve da semplice delegato di reparto a responsabile di fabbrica per la Uil metalmeccanici.
Arrivato alla pensione nel 2009, Franceschetti non aveva mai abbandonato il suo impegno sindacale a cui aveva deciso di continuare a dedicarsi. Residente a Grosseto, grazie alla sua esperienza, entra a far parte della segreteria provinciale della Uil, responsabile del settore industriale.
Quegli anni sono impegnativi per un sindacalista: il settore manifatturiero grossetano è in profonda crisi, sono aperte vertenze difficili come la Vemar, l’Eurovinil, la Mabro. Roberto ha sempre partecipato da protagonista, facendo crescere le adesioni alla Uil, in una realtà dove era stata sempre poco presente.
Alla fine di questo turbolento periodo, aveva scelto di lasciare l’attività sindacale dei lavoratori attivi per dedicarsi al sindacato pensionati, dove ha ricoperto il ruolo di responsabile organizzativo fino ad oggi. Per Roberto, i lavoratori ed il sindacato sono stati un pezzo importante della sua vita. Gli ha dedicato un impegno ed una passione che tutti ricorderemo sempre.
Alla moglie Claudia ed alle figlie le condoglianze sentite e commosse di tutti suoi amici e colleghi.
L’ultima lotta contro la malattia
In pensione dal 2009, Roberto Franceschetti aveva continuato il suo impegno nella Uil, il suo sindacato. A febbraio aveva scoperto di essere malato. Se n’è andato nella sua abitazione, circondato dall’amore della sua famiglia, della moglie Claudia e delle figlie Alice ed Elena. Da poco, era diventato nonno.
Originario di Murci, i funerali di Roberto saranno celebrati lunedì 15 settembre alle 15. La salma è esposta all’obitorio dell’ospedale Misericordia.