GROSSETO. Poco dopo il termine del collaudo, serio e impegnativo, col Tau Altopascio finito 2-2, il tecnico Paolo Indiani si presenta in sala stampa.
Le sue prime parole sono dedicate all’amico Ivan Maraia, allenatore degli avversari, grande amico, nonché compagno di squadra di innumerevoli stagioni.
Indiani 1: «Il Grosseto mi è piaciuto solo nella prima mezz’ora»
«Un grande piacere ritrovarlo, anche da avversario. Ci rivedremo in campionato (allo Zecchini il 12 ottobre, 7ª giornata, n.d.r.)».
Quindi l’analisi di quello che ha prodotto il suo Grosseto.
«Un buon allenamento. I primi 30′ sono stati molto buoni, il proseguo molto meno ma è del tutto naturale che sia così visto il particolare periodo della stagione. Su come sono arrivate le reti subite, invece, sono critico. Il primo non si deve prendere in quel modo. In campionato sarà proibito regalare un gol così, invece del doppio vantaggio ci siamo trovati in parità 1-1. No, non si devono fare certi omaggi – ribadisce -, però è un bene sia accaduto adesso. Mi sono arrabbiato in quanto in allenamento avevamo analizzato diverse volte il tipo di situazione in campo, averlo fatto in gara non va bene».
Indiani non si spinge oltre, lo farà alla ripresa degli allenamenti prevista domenica 17 agosto sul terreno della Corte dei Conti, lo farà tra le mura dello spogliatoio.
Hai visto segnali di crescita?
Un sospiro e occhi chiusi, espressioni eloquenti. «Si, insomma. Si, nella prima mezz’ora ho colto miglioramenti generali e nei singoli. Poi molto meno». Altro respiro profondo.
Indiani 2: «Non abbiamo corsa»
Il verbo vincere è declinato in ogni salsa. Può essere un ostacolo per te e il gruppo?
«Sicuramente non aiuta, ma è così. Mi preme far notare, comunque, che non siamo soli. Sta arrivando il Prato con i suoi acquisti importanti e giornalieri per fare il salto di qualità e poi ci saranno le solite sorprese. Ovvio che avvertiamo la responsabilità di questo incarico. A pelle rifiuterei la frase “l’hai perso te”, io voglio vincerlo, ma vediamo, ci sono anche gli avversari».
Finisce la frase con un sorriso tirato, facendo capire come la sua padronanza calcistica venga sempre filtrata dall’esperienza.
Si è visto spesso un Grifone infilato verticalmente.
«Credo sia un aspetto fisico importante, le infilate devono essere assorbite con la corsa. Anche col Tau due o tre volte si è notato che adesso non abbiamo questa caratteristica per impedirle. Mi auguro di colmare questa lacuna, altrimenti non si va da nessuna parte».
Nella ripresa si è visto un Grosseto a due punte. Esperimento riuscito?
«Con due attaccanti come Marzierli e Carlotti era una situazione da provare, quasi un obbligo. Mah, non mi sono entusiasmato nel secondo tempo».
Cercasi disperatamente una quota 2007
Un giudizio su Simone Teratone, il 2007 in prova.
«Con la palla non è male, però… diciamo che va rivisto. Lo ripeto la quota 2007 è strafondamentale». Parola che ripete con decisione.
L’arrivo della punta Gerardini presuppone dei tagli ad una rosa molto lunga?
«L’arrivo di questo giocatore presuppone che vogliamo lui, per le sue caratteristiche, in quel ruolo. Credo anche che qualcuno debba uscire».
Gerardini ha scelto il Grifone
Filippo Gerardini (Arezzo, 11 settembre 2000), 141 presenze distribuite tra serie C e D, 9 gol all’attivo, 17 assist. Ha giocato nel San Donato nel 2020-21 dove ha raggiunto la promozione in serie C con mister Indiani in panchina. Ruolo naturale di ala destra ma capace di assumere il ruolo di trequartista o ala sinistra. Si lega al Grifone fino al 2027.

Il grazie ad Abbadia San Salvatore
Prima di lasciare il monte Amiata il Grifone ha ringraziato l’amministrazione comunale di Abbadia San Salvatore, nella persona del sindaco Niccolò Volpini, e l’Amiata Calcio, con il suo presidente Claudio Zilianti, per la disponibilità, l’accoglienza e la collaborazione dimostrate in occasione del ritiro estivo.
«In questi giorni abbiamo trovato un ambiente ideale per lavorare, strutture di livello e, soprattutto, persone capaci di farci sentire a casa. Una grande esperienza di sport e di amicizia». Questo il commento biancorosso.

Accordo tra Grosseto e Belvedere
Definito un accordo tra Grosseto e il Belvedere, una collaborazione strategica tra le due prime squadre cittadine. A partire dai prossimi giorni, la prima squadra biancorossa svolgerà le sedute di allenamento presso l’impianto sportivo “Corte degli Ulivi”, messo gentilmente a disposizione dal proprietario Gianfranco Tosoni.
Un impianto moderno e accogliente, che ospiterà il Grifone durante la stagione sportiva, mentre l’impianto Palazzoli sarà destinato alle attività del settore giovanile unionista. Il Belvedere potrà usufruire del centro sportivo di Roselle per lo svolgimento dei propri allenamenti. A suggellare l’intesa tra le due società, nelle prossime settimane sarà organizzata una gara amichevole tra le rispettive prime squadre.




