GROSSETO. Ormai è ufficiale Carla Minacci è la nuova assessora con nomina al sociale, politiche della casa e ai rapporti con il Coeso del Comune di Grosseto. Una carica che è stata strappata a Maria Chiara Vazzano, che a sua volta era stata strappata a Sara Minozzi (che mio padre al mercato comprò). La causa? Il classico rimpasto all’italiana, dove l’importante è mantenere i numeri, non curandosi di quale sia la testa da sacrificare.
Vazzano lascia l’incarico con un po’ di rammarico, visto che in 11 mesi aveva iniziato a lavorare su molti progetti. Ma un’altra nota dolente arriva da come ha scoperto che da lì a qualche giorno sarebbe stata esclusa dal gioco, subendo la stessa sorte della sua predecessora.
«Conosco i giochi della politica e quelli dei numeri, mi dispiace solamente che di tutta questa vicenda abbia appreso dalla stampa quello che sarebbe accaduto da lì a pochi giorni – dice Vazzano – Mi hanno poi dato fastidio le chiacchiere e le dietrologie, comprese quelle che avrei aderito ad un partito politico. Sono stata nominata come civica ed esco dal Comune di Grosseto come civica».
Vazzano: «Ho la coscienza pulita»
La carica come assessora le è stata tolta per un classico gioco della politica nazionale italiana. Un gioco, quello del rimpasto, fatto da altarini, cambio partito e chi più ne ha più ne metta.
«In queste settimane di chiacchiere e riunioni riservate – afferma Vazzano – sono stata contattata più volte per aderire a partiti e, forse, avrei anche potuto salvare il posto, magari ricevendo anche il plauso di qualche ex esponente della civica, che a sua volta sarebbe migrato verso altri lidi partitici, per aver lasciato la stessa. Non mi sarei, però, sentita a posto con la mia coscienza di persona libera, accettando le conseguenze della mia scelta».
Ma l’ex assessora ci tiene anche a ringraziare chi l’ha sostenuta in questo viaggio.
«Ringrazio chi si è battuto per me durante i tavoli politici. In questi giorni ho anche capito chi aveva più interesse a portarmi in un partito, anziché apprezzare le mie qualità personali, morali e professionali. Di consigli interessati ne ho ricevuti tanti, ma, alla fine, non credo di essere né la prima né l’ultima ad essere messa da parte per ragioni di equilibri».
«Ci tengo a dire grazie ai dipendenti comunali dell’assessorato – continua – Mi hanno supportato sin dal primo giorno. Non è facile fare il loro lavoro con poco personale dedicato, poche risorse e soprattutto molte delle competenze demandate ad un soggetto sovraordinato che è il Coeso. Ringrazio tutte le associazioni con cui ho collaborato, l’assessora Angela Amante, espressione del mio stesso movimento, che mi ha aiutato ad entrare immediatamente nel ruolo e il consigliere Alfiero Pieraccini che ha speso parole importanti per me».
I progetti che non si concluderanno mai
Nel percorso di Vazzano ci sono rammarichi e soddisfazioni.
«Sono decine e decine i messaggi di stima che ho ricevuto, forse perché ho preferito i fatti alle fotografie – dice l’ex assessora – Mi dispiace di non poter portare a termine i progetti su cui stavo lavorando e di aver compreso come il Comune sia destinatario di colpe non sue, visto che molte delle decisioni sul sociale e sul sociosanitario non gli spettano, avendole destinate al Coeso da anni».
«Penso che il sistema delle società della salute debba essere rivisto, perché una zona con aree così vaste e disomogenee non riesce a dare le giuste risposte alle criticità che in un comune complesso come quello di Grosseto – dice Vazzano – Proseguirò nel mio impegno da semplice cittadina, arricchita nelle mie conoscenze e con tanta esperienza in più da mettere al servizio del prossimo. Non avevo mai pensato di diventare assessore, se non il giorno prima di essere nominata, visto che chi fece il mio nome allora ne aveva pensati molti altri prima del mio, dunque non posso certo dire oggi che cosa mi riserverà il futuro».



