CAPALBIO. Al momento è solo un progetto, sia chiaro. Ma il progetto è di quelli grossi. E Capalbio rischia di subirlo senza poter dire nulla, perché tutto l’iter è nelle mani del Comune di Montalto di Castro e della Regione Lazio. La Regolo Rinnovabili Srl (azienda con sede a Milano) ha presentato un piano per la realizzazione di 34 pale eoliche enormi, alte 150 metri al mozzo e 268 metri considerando le pale di 118 metri l’una, a una distanza compresa fra circa 6-7 km e 14 km dalla costa. Proprio davanti a Montalto di Castro, ma in buona parte anche oltre alla linea immaginaria del confine fra le due Regioni. Insomma, davanti all’antica Dogana pontificia.
La potenza nominale è di 15 MW, per un totale di 504 MW.
Regolo Rinnovabili Srl è un’azienda controllata dal dal gruppo BayWa r.e. AG, sede a Monaco di Baviera, con sedi in 29 paesi, quasi 3,6 miliardi di € di fatturato.
BayWa r.e. è leader nello sviluppo di energie rinnovabili, nella distribuzione, nella fornitura di servizi e di soluzioni energetiche.
Pale eoliche, davanti a Montalto, ma non solo
Il parco eolico prevede 34 aerogeneratori, a una distanza di circa 21 Km dall’isola di Giannutri, 19 Km da punta Avoltore e 8 Km dal punto di approdo nel comune di Montalto di Castro. L’impianto sarà collegato a terra da cavi, mentre all’interno del parco ci saranno due sottostazioni offshore flottanti. Il cavo che trasporta l’energia è previsto fino a un tratto di spiaggia libera sulla terraferma.
Nel dettaglio la scelta del sito è stata effettuata tenendo conto della risorsa eolica potenzialmente disponibile, della distanza dalla costa, della profondità, dei possibili nodi di connessione alla Rete di Trasmissione Nazionale (RTN) gestita da Terna Spa. e, non da ultimo, minimizzando/evitando il più possibile le aree di potenziale maggior interferenza a livello ambientale. Nell’area scelta per l’installazione delle turbine il fondale ha una profondità inferiore ai 100 metri.

Regolo Rinnovabili ha chiesto l’Autorizzazione unica, il cui iter è in corso in queste settimane e una concessione demaniale di 40 anni per il nuovo impianto. Che occuperà oltre quasi 2milioni di mq quadri oltre il limite delle acque territoriali, 70mila metri quadri entro il limite delle acque territoriali e 192 metri quadri a terra.


Pale eoliche, la posizione del Comune di Montalto
Questa la nota del Comune di Montalto di Castro.
«Dopo aver proceduto alla pubblicazione sull’albo pretorio della domanda di concessione demaniale, abbiamo posto alla conferenza dei servizi aperta dal ministero delle Infrastrutture, compartimento Capitaneria di porto, numerose questioni tecniche, ambientali e paesaggistiche sull’impatto che l’opera potrà creare che saranno alla base delle decisioni che la nostra Amministrazione, nei limiti della sua competenza, potrà assumere».
«Tra le molte richieste di chiarimento ed approfondimento abbiamo domandato la valutazione dell’impatto acustico e dei campi elettromagnetici che si genereranno per valutarne le conseguenze sull’avifauna e sull’ecosistema marino – continua il Comune -. Abbiamo chiesto di conoscere le eventuali interferenze sulle rotte migratorie degli uccelli, nonché una relazione dettagliata sull’ecosistema marino presente nell’area di progetto evidenziando l’eventuale presenza di tartarughe marine e altre specie tutelate, compresa la presenza di cetacei tenuto conto dell’esistenza in sito del Santuario dei Cetacei».
«Vogliamo sapere il programma dettagliato relativo al futuro smantellamento dell’impianto e rassicurazioni sul ripristino dello stato dei luoghi. Queste informazioni domandate alla conferenza dei servizi sono necessarie per una seria valutazione e discussione sul progetto, da effettuare tenuto conto dell’intero assetto territoriale, delle servitù energetiche (centrale Enel e fotovoltaici) già presenti e della sempre più necessaria produzione di energia elettrica, meglio se da fonti rinnovabili».
Il Comune di Tarquinia, invece, pare orientato a fare ricorso al Tar.
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58 anni, direttore di MaremmaOggi
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