GROSSETO. Da qualche settimana Facebook è pieno di foto di grossetani – e non solo – che espongono un adesivo giallo con una scritta ormai familiare: Zona franca. Un adesivo diventato in poco tempo virale, che racchiude un’idea di solidarietà nata da un’amicizia lunga decenni.
L’iniziativa è stata ideata da Riccardo Giusti, il Sirpe, insieme a Stefano Speroni, per tutti il Parrucca. Uniti da sempre dal tifo per il Grosseto e dall’impegno nel sociale e da numerose iniziative benefiche a sostegno dell’Ammec, l’associazione che si occupa di malattie metaboliche rare.
«Il mio motto – dice Speroni – è sempre lo stesso: col sorriso si vince facile. Perché anche quando ci sono difficoltà vere nella vita, bisogna continuare sempre a sorridere». Un principio che negli anni ha guidato molte iniziative per l’Ammec e per l’ospedale pediatrico Meyer, come il celebre tesseramento al Club delle leggere, che fece il giro della Maremma.
Gli adesivi che regalano la vita
Lo spirito di Zona franca è esattamente lo stesso. Per ogni adesivo distribuito viene devoluta una cifra all’associazione malattie metaboliche rare. Chi lo riceve si scatta una foto, la pubblica sui social e poi attacca l’adesivo dove vuole. E così lo si vede comparire ovunque: sulle auto dei carabinieri e della polizia penitenziaria, sulle porte delle attività , sui cartelli stradali. Non solo in mezza Italia, ma anche all’estero.
«Qualcuno – racconta Giusti – lo ha attaccato a Berlino, qualcun altro a Stoccarda, un adesivo è volato fino a Bangkok». A Grosseto, intanto, sembra essere scoppiata una piccola mania che fa solo bene.
«In soli dieci giorni – spiega il Sirpe – abbiamo dovuto ristampare gli adesivi tre volte e abbiamo già fatto un primo bonifico da 370 euro per l’ammec». La raccolta viene gestita direttamente da Giusti, subissato in questi giorni di telefonate e richieste. Le offerte vengono lasciate nel contenitore che si trova nel negozio di barbiere del Parrucca, in via Oberdan, e ogni dieci o al massimo quindici giorni vengono versate sul conto dell’associazione.
Un’iniziativa alla quale sta partecipando tutta la città . Ma cos’è davvero la zona franca?
Cos’è la zona franca
È un settore dello stadio, quello del fossato, dove un gruppo di tifosi storici del Grosseto si gode le partite di una squadra che oggi sembra inarrestabile.
«Una ventina di anni fa ci siamo staccati dalla curva nord – racconta il Sirpe – e abbiamo deciso di creare una zona franca: un posto dove può stare il sindaco come il giostraio. Non abbiamo colori politici, non stiamo dietro alle polemiche e non ci interessano. Tifiamo e poi ci troviamo anche fuori. Ormai siamo un gruppo di amici storici».
Ed è forse proprio questo stare fuori dalle correnti, questo spirito libero e inclusivo, ad aver reso Zona franca così contagiosa. L’iniziativa ha anche un gruppo Facebook che in pochi giorni ha raccolto quasi 500 iscritti. Le richieste sono arrivate da tutta la provincia, da Follonica a Orbetello, tanto che Giusti ha dovuto creare quattro punti di raccolta.
La soddisfazione più grande, però, va oltre i numeri: vedere la zona franca diventare la casa di tutti e sapere che, grazie a un semplice adesivo, la ricerca dell’ammec può continuare. Un sorriso alla volta.



