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Volti di Maremma: Pietro Citati, la scrittura e le vite degli altri

Il critico letterario che trovò nella Maremma il suo luogo dell’anima, sposò una grossetana e visse a Roccamare
Pietro Citati e la pineta di Roccamare
Pietro Citati e la pineta di Roccamare

di ROSSANO MARZOCCHI

GROSSETO. Nel corso del tempo molti intellettuali si sono innamorati della Maremma, tanto da farla diventare il proprio luogo dell’anima. Uno di questi è stato Pietro Citati.

Dalla formazione alla critica letteraria

Nato a Firenze nel 1930, studia a Torino, dove frequenta il liceo classico Massimo d’Azeglio. Dopo il bombardamento del 1942, si trasferisce con la famiglia in Liguria.

Entra alla Normale di Pisa, nel 1951 si laurea in Lettere moderne e inizia la carriera di critico letterario collaborando a riviste come Il Punto, dove conosce Pasolini, L’approdo e Paragone.

Una carriera tra giornali, romanzi e biografie

Dal 1954 al 1959 insegna italiano nelle scuole professionali della provincia di Roma, poi scrive per Il Giorno, diventa critico letterario di Repubblica e del Corriere della Sera. Ma Citati è molto di più: abile romanziere e biografo, spazia da Manzoni a Leopardi, da Goethe a Kafka, da Alessandro Magno a Tolstoj, con la cui biografia vince il Premio Strega nel 1984.

L’amore e il legame con la Maremma

In Maremma Citati trova l’amore. Conosce e sposa infatti la grossetana Elena Londini, sorella di Lamberto, noto commercialista grossetano. Pietro ed Elena hanno un figlio, Stefano, anche’egli giornalista.

La Maremma come luogo dell’anima

Della Maremma scrive: «Qui c’è spazio, un immenso spazio: i maremmani hanno costruito poco comprendendo che la massima qualità dell’uomo, mentre si affaccia al mondo, deve essere la discrezione. Guidi la macchina per ottanta chilometri, solo grandi boschi di lecci, di castagni, e di sughere, foreste, miniere abbandonate, un piccolo lago, azzurro e verde, come un quadro di Poussin, una chiesa cistercense scoperchiata, una chiesa di onice, una cappella micenea, un paese con le torri e le case bianche di Giotto. E poi, all’improvviso, ai piedi di un immenso castagno, che ha conosciuto i secoli, vedi un altopiano verdissimo circondato da boschi. Pensi all’umile Italia di Virgilio. Non c’è nulla di più antico di questo luogo».

Roccamare e l’amicizia con Calvino e Fruttero

Grazie alla moglie, Citati apprezza molto anche la costa maremmana. Incontrato e intervistato infatti da chi scrive alcuni anni fa proprio nella sua villa a Roccamare, Citati racconta: «Avevamo comprato una casa vicino a Giuncarico, alla Castellaccia. Ci andavamo spesso, trascorrendoci lunghi periodi, fino a quando mio figlio Stefano aveva sei anni. Poi comprammo questa casa qui, a Roccamare».

Ed è grazie a lui se altri due celebri scrittori, Italo Calvino e Carlo Fruttero, s’innamorano di Roccamare.

«Italo lo conoscevo da quando avevo 17 anni» racconta Citati. «Lui era di Sanremo e i miei avevano una casa a Cervo, circa trenta chilometri da lui. D’estate andavo a trovare i miei, e così ci vedevamo spesso. Eravamo molto legati. Poi quando sono venuto a Roccamare ho fatto conoscere questo luogo a Italo e a Carlo Fruttero. A Roccamare Calvino stava benissimo, perché gli piaceva il mare con la sabbia, diverso dal mare con le rocce della Liguria. Qui scrisse l’ultimo romanzo e preparò le Lezioni americane per Harvard. Solo per inciso, Italo mi parlava sempre delle sue lezioni ma non sapeva come chiamarle, e fui io a suggerirgli quel titolo, perché ogni volta che passavo a trovarlo gli chiedevo: “Come vanno le lezioni americane?”. Doveva scriverne sei, ma ne completò soltanto cinque. Lo sforzo con cui si dedicò alle Lezioni probabilmente gli procurò l’ictus che lo colse nel settembre 1985.»

Gli ultimi anni e il ricordo

Citati scompare il 28 luglio del 2022 proprio nella sua villa a Roccamare e riposa nella cappella della famiglia Londini al cimitero della Misericordia di Grosseto, accanto alla moglie.


Rossano Marzocchi, nota biografica

Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.

In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.

È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.

Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.

È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).

Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.

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