DI ROSSANO MARZOCCHI
GROSSETO. I giovani di oggi, sommersi come sono di prodotti tecnologici coreani, cinesi e in generale asiatici, resteranno forse indifferenti leggendo questo nome: Mivar. Ma i più grandi avranno certo un moto d’affetto di fronte a questo marchio che, oltre ad essere stato per mezzo secolo un vessillo della tivù Made in Italy, vanta un forte legame con la Maremma, dato che il suo fondatore e amministratore unico, Carlo Vichi, è originario di Montieri.
Dalla Maremma a Milano
Nato nel 1923, Carlo si trasferisce con la famiglia nel 1930 a Milano, dove il padre fa il metronotte. Qui studia da elettrotecnico e si diletta riparando radio in camera sua.
Poco più che ventenne crea la Var, che sta per Vichi Apparecchi Radio. Nel 1955 la svolta con la creazione della Mivar, ossia Milano Vichi Apparecchi Radio, che quattro anni dopo comincia a produrre televisori.
L’ascesa industriale
Aiutato dalle finanze di parenti e amici, Vichi implementa la produzione e la struttura aziendale che, a metà degli anni Sessanta, vanta quasi mille dipendenti.
Poi il salto di livello: il colore. La strategia è perfetta e la Mivar giunge a controllare, vent’anni dopo, un terzo del mercato nazionale. Nelle case degli italiani entrano milioni di tv color dal prezzo concorrenziale, tanto che la Mivar viene definita la Fiat del tubo catodico.
Il boomerang del progresso
È proprio quest’ultimo dettaglio che ad un certo punto si rivelerà un boomerang. Quando dall’Asia cominciano ad arrivare container carichi di schermi piatti, al plasma e lcd, la Mivar accusa il colpo. Il mercato globale è impietoso e la crisi dietro l’angolo.
Vichi deve rigenerarsi, ma è un imprenditore vecchio stile e, contrariamente al prodotto che crea, si espone anche poco sui media. «Io i televisori li costruisco, ma in televisione non ci sono mai andato» ripeteva spesso, anche con un pizzico d’orgoglio.
Un carattere riservato
Questo atteggiamento riservato, che per lui ha sempre rappresentato un valore, Vichi lo ha conservato per tutta la vita. Modesto e abitudinario, coglieva ogni occasione utile, specialmente d’estate, per tornare a rigenerarsi nella sua casa a Montieri.
Eppure avrebbe avuto molte cose da dire, visto che la sua è soprattutto una storia di tenacia e successo, di quelle che oggi in Italia si sentono sempre meno. In un Paese normale un imprenditore di talento come Vichi sarebbe stato sommerso da benemerenze, attestati, finanziamenti pubblici, ospitate in tv.
L’ultimo saluto
Carlo Vichi è venuto a mancare il 21 settembre del 2021 ad Abbiategrasso. Semplici i suoi funerali, con la bara all’interno della fabbrica come suo intendimento, nel suo stile.
Rossano Marzocchi, nota biografica
Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.
In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.
È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.
Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.
È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).
Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.





