di ROSSANO MARZOCCHI
GROSSETO. Ci sono cose che non si sanno e altre che non si immaginano neppure. Come chi sia stata la prima donna a ottenere l’incarico di Medico Condotto in Italia.
È il 1927 e la professione fino a quel tempo è quasi esclusivamente prerogativa maschile. Fino a quando una donna grossetana inverte la tendenza. Lei è Brunetta Scotti e quello che segnerà sarà un primato per la sua persona e per il territorio, all’insegna dell’uguaglianza sociale, della professionalità e del senso di civiltà.
Le origini e gli anni della formazione
Figlia del veterinario comunale di Grosseto, Brunetta Scotti nasce nel capoluogo sicuramente sotto una buona stella, dato che vede la luce il 9 agosto 1902, alle ore 20.20, pochi minuti prima che inizi la processione del patrono San Lorenzo e tanti sguardi sognanti si rivolgano al cielo in cerca delle stelle cadenti.
Nel 1917 il padre, curato erroneamente per malaria, muore invece di febbre maltese, e Brunetta si ritrova, sorella maggiore, a sostenere insieme alla madre i due fratelli minori: Giuseppina di 13 anni, che diventerà una valente insegnante elementare, e Liberale, che diventerà Capitano di lungo corso e poi Vice Questore a Grosseto. Proprio per consentire al fratello di frequentare l’Istituto Nautico e poi l’Accademia Militare, la famiglia si trasferisce a Livorno.
Intanto Brunetta si iscrive al Liceo classico ed entra in contatto con una società più aperta e moderna, conosce artisti e studiosi che difficilmente avrebbe potuto frequentare in Maremma. Laureatasi all’Università degli Studi di Pisa a venticinque anni con 110 e Lode e la tesi “Malaria e gravidanza”, viene subito convocata dal Comune di Grosseto per un interinato nella frazione di Batignano, in qualità di Medico Condotto, e in seguito nel Comune di Roccastrada.
Donna garbata e dotata di profonda umanità, Brunetta Scotti riesce a vincere pericoli, pregiudizi e malattie con gli scarsi mezzi dell’epoca, avvalendosi esclusivamente del suo carattere forte e delle sue profonde competenze.
Gli incarichi e il contributo alla salute pubblica
La dottoressa Scotti, fra l’altro anche nipote del canonico Federico Riccioli e zia della fondatrice e per molti anni Presidente dell’Unitre Giuseppina, ottiene incarichi importanti di tutela della salute pubblica: diventa direttrice del Laboratorio d’igiene e profilassi di Grosseto e contribuisce alla sconfitta della malaria; frequenta poi la Cecchignola di Roma, insegna puericultura al Liceo Classico di Grosseto, è medico del Touring, componente della Società Internazionale di Storia della Medicina e ottiene infine due medaglie d’oro per conto dell’Avis dalle sezioni di Orbetello e Grosseto.
Il ricordo della città
Nonostante la sua scomparsa prematura nel 1974, Brunetta Scotti non sarà affatto dimenticata, dato che successivamente alcuni studenti presenteranno una tesi di laurea sul suo primato professionale e la città di Grosseto le intitolerà qualche anno dopo una via, forse non per caso, proprio nei pressi dello storico “Sanatorio”.
Rossano Marzocchi, nota biografica
Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.
In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.
È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.
Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.
È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).
Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.





