di ROSSANO MARZOCCHI
GROSSETO. Di solito le donne e gli uomini in divisa si celebrano in occasione delle ricorrenze ufficiali, ma ogni luogo, ogni territorio porta con sé il ricordo di coloro che hanno tradotto la fedeltà alle Istituzioni in scelte di vita. Una di queste donne è Maria Alessandra Barbantini, che ha dedicato la vita al servizio dello Stato, scegliendo di percorrere il cammino professionale nella Polizia di Stato.
Gli inizi e l’arrivo a Grosseto
Nata nel 1934 a Roma, dopo una brillante laurea in Giurisprudenza, vince il primo concorso per Ispettrici di Polizia nel Corpo dell’allora Guardie di Pubblica Sicurezza.
Giunta a Grosseto nel 1961, due anni dopo sposa il dottor Pasquale Sposato, funzionario già in servizio presso la locale Questura, dal quale avrà due figli, Elena e Pierluigi.
L’impegno nelle emergenze nazionali
Per le grandi capacità organizzative mostrate in Maremma, anche durante l’alluvione del ’66, il Ministero dell’Interno la invia, tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, nelle zone terremotate, rispettivamente, del Friuli, del Viterbese e poi della Campania, ove riesce nuovamente a dare risposte concrete alla cittadinanza.
La carriera in Questura e il lavoro per la legalità
Dopo aver ricoperto vari incarichi direttivi all’interno della Questura di Grosseto – dirigente della Squadra Mobile, dell’Anticrimine e Vice Questore Vicario – viene promossa Dirigente Superiore e inviata a Roma.
Attenta e sensibile ai problemi delle donne e dei minori, divulga nelle scuole i valori della legalità e, quando una giovane studentessa, Esteranne Ricca, viene sequestrata, si spende anima e corpo per risolvere il caso.
La nomina a questore e il ricordo della città
Nel 1993 diventa Questore di Grosseto, mentre quasi parallelamente il marito sarà Questore a Siena.
La dottoressa Barbantini dedicherà al lavoro ogni sua energia, finché un male incurabile aggredirà il suo corpo portandola alla morte, nel 1997.
Ma il suo spirito e l’attaccamento alle istituzioni non saranno dimenticati, tanto che la città di Grosseto ricorderà il suo particolare impegno profuso verso i giovani, intitolandole la Scuola Materna di Via Adamello, esempio di come la cultura della legalità debba iniziare proprio tra i banchi di scuola, e il 9 luglio del 2021 una strada nella frazione di Braccagni.
Rossano Marzocchi, nota biografica
Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.
In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.
È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.
Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.
È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).
Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.




