SAN VINCENZO. La situazione della sanità territoriale a San Vincenzo ha ormai superato ogni limite di tollerabilità .
Per ottenere una visita dal medico di base, in alcuni casi i cittadini arrivano ad attendere oltre 40-45 giorni. È questa la denuncia di Spi-Cgil: un dato gravissimo, che di fatto nega il diritto alla cura primaria.
Le prime date disponibili a fine maggio
Questo avviene in un contesto demografico ben preciso: una popolazione composta per lo più da anziani, dove cresce il bisogno di cura e di presa in carico.
«Una fascia di cittadini che spesso incontra difficoltà nell’utilizzo degli strumenti digitali e che necessita, più di altri, di una risposta sanitaria semplice, accessibile e tempestiva. Eppure, anche chi prova ad accedere ai servizi tramite app o canali digitali, si vede proporre appuntamenti a distanza di settimane, con date che arrivano fino a metà o fine maggio».
Spi Cgil: «Questa non è organizzazione: è abbandono».
Le conseguenze sono evidenti: cittadini senza presa in carico, aggravamento delle condizioni di salute, aumento degli accessi impropri al pronto soccorso, costi aggiuntivi per le persone costrette a pagare ticket per prestazioni che dovrebbero essere garantite sul territorio
«Si sta scaricando sul pronto soccorso ciò che la medicina territoriale non riesce più a garantire. È una deriva inaccettabile» continuano nella nota.
«Chiediamo con urgenza monitoraggio pubblico e trasparenza dei tempi di accesso, pubblicazione dei tempi medi di attesa per visite con medico di medicina generale, verifica puntuale delle criticità locali e coinvolgimento dei Comuni. Non è più accettabile che un cittadino debba aspettare più di un mese per vedere il proprio medico – concludono -. La sanità territoriale deve tornare a essere il primo presidio di tutela della salute, non un ostacolo».
L’invito è alle istituzioni locali e all’azienda sanitaria di intervenire subito per risolvere la delicata e gravissima situazione.