I vicoli di Grossetum: Grosseto diventa un mazzo di Magic con 302 carte | MaremmaOggi Skip to content

I vicoli di Grossetum: Grosseto diventa un mazzo di Magic con 302 carte

Un progetto artistico monumentale di Ismaele Ricciarelli trasforma la città e la Maremma in un gioco di carte tra politica, folklore e identità urbana
L'ambientazione de I vicoli di Grossetum e alcune delle carte di Magic dedicate alla città
L’ambientazione de I vicoli di Grossetum e alcune delle carte di Magic dedicate alla città

GROSSETO. C’è un modo nuovo, inaspettato e sorprendentemente efficace per raccontare una città: trasformarla in un gioco. Non un gioco qualsiasi, ma uno dei linguaggi pop più longevi, complessi e riconoscibili degli ultimi trent’anni, Magic: The Gathering.

È da qui che nasce “I vicoli di Grossetum”, un progetto artistico monumentale che prende Grosseto, la Maremma e i suoi simboli e li rilegge come un vero e proprio set di carte: 302 carte originali, complete, coerenti e potenzialmente giocabili.

Non una semplice curiosità grafica, né una parodia. Ma un lavoro stratificato, che utilizza le regole, l’estetica e la logica di Magic per costruire una mitologia urbana, dove quartieri, personaggi, istituzioni, conflitti sociali e paesaggi diventano creature, incantesimi, artefatti e terre.

I vicoli d Grossetum, Canapone
I vicoli d Grossetum, Canapone

L’autore: trent’anni di Magic e una città dentro le carte

L’autore del progetto è Ismaele Ricciarelli, dipendente del Monte dei Paschi di Siena e appassionato di grafica e di Magic, conosciuto sui social con lo pseudonimo IsmaXX. Non è la sua prima collezione, ma questa volta la scelta è stata chiara: dedicare tutto a Grosseto.

Ismaele Ricciarelli con alcune delle sue carte
Ismaele Ricciarelli con alcune delle sue carte

«Gioco a Magic da trent’anni, da quando ero ragazzino, la passione ce l’ho sempre avuta – racconta – e mi diverto a creare le carte. L’idea di farle con i personaggi di Grosseto me l’ha data il dentista Glauco Chisci, che ha lo studio in via Ricasoli e con cui gioco proprio a Magic. Da lì è partito tutto».

Un’idea che si è trasformata in un lavoro enorme: mesi di progettazione, centinaia di illustrazioni, testi scritti con il linguaggio preciso delle carte di Magic, bilanciamenti, colori, meccaniche.

Dai personaggi reali alla mitologia urbana

Nel mazzo finiscono politici di ogni schieramento, figure istituzionali, volti noti della città, ma anche persone comuni, baristi, ristoratori, personaggi più o meno conosciuti. Tutti trasformati in archetipi fantasy.

Ci sono tutti i sindaci della città, ma anche Calogero del Latino, Galli del bar omonimo, ma anche l’indimenticabile Gigi Ambrosio del Ricasoli, Marras e Tornusciolo, il comandante dei vigili Pasquini, la prefetta Berardino, il vescovo Giordano, Aldo Giuliani. C’è anche Madrigali, volto noto di Tv9. Ma i personaggi da scoprire sono decine e decine.

E poi le situazioni: la rissa in piazza del Sale, i cittadini di Barbanella, Alberese, Marina di Grosseto, i quartieri, le feste, i conflitti, i momenti di vita quotidiana.

«Ci ho messo dentro tanti personaggi di Grosseto, politici di una parte e dell’altra, ma anche situazioni e momenti di vita cittadina», spiega Ricciarelli. Il risultato non è una caricatura, ma una trasfigurazione simbolica: nessuno è un eroe assoluto, nessuno un cattivo finale. Tutti sono ruoli all’interno di un sistema.

Grosseto come campo di gioco

Una delle intuizioni più forti del progetto è trasformare la città in spazio di gioco.

I quartieri – Centro, Gorarella, Pace, Barbanella – diventano terre. Così come Alberese, Marina di Grosseto, Principina, Batignano, Braccagni, Roselle, Nomadelfia. Ogni luogo produce risorse, abilità, vantaggi.

Il messaggio è chiaro e potente: chi controlla lo spazio, controlla il gioco.

Anche le statue e i simboli storici della città – dal Cavallino al Cinghialino, fino alle figure storiche – diventano artefatti permanenti, difficili da rimuovere. La tradizione non agisce direttamente, ma condiziona tutto ciò che accade.

Tutti i colori del potere

Il set copre tutti i colori di Magic, e lo fa in modo coerente con il loro significato simbolico: il bianco rappresenta ordine, istituzioni, religione, comunità, il blu il sapere, la burocrazia, la cultura, l’informazione, il nero mostra il lato oscuro: degrado, repressione, criminalità, il rosso è la piazza: rabbia, protesta, conflitto, infine il verde è la Maremma: natura, campagna, animali, equilibrio

Una lettura complessa, che non giudica ma mette in scena le dinamiche.

Un set che funziona anche come gioco

“I vicoli di Grossetum” sorprende anche chi conosce bene Magic: non è solo bello da vedere, funziona anche dal punto di vista ludico.

Le curve di mana sono sensate, gli archetipi riconoscibili, le sinergie chiare. È un set che si potrebbe realmente giocare in un draft tematico, in un cube narrativo o in una partita tra appassionati.

Un dettaglio che fa la differenza: il progetto rispetta il linguaggio che utilizza, non lo svuota.

Stampate, imbustate, pronte a vivere

Le carte non sono rimaste solo digitali. «Le ho fatte stampare e le ho messe nelle bustine. Sono venute molto bene – racconta Ricciarelli – Mi piacerebbe organizzare dei tornei e, chissà, magari venderle e crearne altre, con gli altri personaggi della Maremma».

Un’idea che apre scenari nuovi: dal gioco all’esposizione, dalla collezione fino all’evento.

Arte pop che racconta una città

“I vicoli di Grossetum” non parla semplicemente di Grosseto. Parla attraverso Grosseto.

Utilizza un linguaggio globale per raccontare una realtà locale, mostrando la città non come cartolina, ma come organismo: un sistema di equilibri instabili, dove ogni scelta produce conseguenze.

Ed è proprio per questo che il progetto funziona: non come provocazione sterile, ma come riflessione travestita da gioco, capace di far discutere, sorridere e pensare.

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