Viaggio a Dubai, il Pd attacca il Comune: «Criteri di scelta e costi da rendicontare» | MaremmaOggi Skip to content

Viaggio a Dubai, il Pd attacca il Comune: «Criteri di scelta e costi da rendicontare»

Missione negli Emirati Arabi Uniti, i consiglieri dem chiedono atti, criteri di scelta e risultati economici concreti per il territorio. Oltre al dettaglio di tutte le spese
Una veduta di Dubai, partita la missione istituzionale del Comune
Una veduta di Dubai, partita la missione istituzionale del Comune

GROSSETO. Il gruppo consiliare del Partito Democratico di Grosseto chiede conto al Comune di Grosseto del viaggio istituzionale a Dubai, iniziato oggi, 10 febbraio, e in programma fino al 14, negli Emirati Arabi Uniti.

Una missione che, per modalità e contenuti, solleva gravi interrogativi politici e amministrativi e impone un chiarimento pubblico sull’uso delle risorse dei cittadini. 

In questo caso si tratta di 9831 euro. (Clicca qui per l’articolo). Ma in arrivo ci sono altre tre missioni, in Montenegro, Polonia e Paesi Bassi. Il Pd chiede il dettaglio completo dei costi, dai biglietti dei voli, agli alberghi, alle spese vive, a chi ha pagato cosa. Del resto sono soldi pubblici e pubbliche devono essere le risposte.

Una missione “facilitata” che solleva più di una perplessità

L’articolo apparso sulla stampa locale, che racconta la presenza negli Emirati di una delegazione di cinque imprenditori “facilitata” dal Comune, non può essere archiviato come un’operazione ordinaria di promozione economica.

Al contrario, pone interrogativi che l’opposizione ritiene doveroso portare all’attenzione della città.

È vero che il 27 gennaio l’amministrazione ha inviato una comunicazione alle associazioni di categoria. Ma questo non equivale né a un bando pubblico né a una reale manifestazione di interesse aperta a tutte le imprese del territorio.

Nessuna pari opportunità per le imprese

Non tutte le imprese sono iscritte alle associazioni di categoria e, soprattutto, non tutte hanno avuto pari accesso alle informazioni né agli stessi tempi. Rivolgersi esclusivamente ai corpi intermedi, per di più a ridosso della partenza, non garantisce né pari opportunità né trasparenza amministrativa.

La domanda resta quindi inevitabile: chi ha scelto questa delegazione imprenditoriale e sulla base di quali criteri oggettivi, pubblici e verificabili?

Il problema non sono le imprese, ma il metodo

Il Pd chiarisce che non è in discussione il valore delle aziende coinvolte, che rappresentano senza dubbio eccellenze del territorio. È invece il metodo a essere profondamente sbagliato. Proprio perché le eccellenze in Maremma sono molte e diffuse, sarebbe stato doveroso adottare un percorso realmente aperto, pubblico e competitivo, non una selezione ristretta di fatto a pochi soggetti. 

Il ruolo dello studio legale Vasellini

Ulteriori interrogativi – dicono dal Pd – riguardano la presenza dello studio legale Vasellini. Quale ruolo svolge? Con quale funzione pubblica? E soprattutto: perché uno studio legale riconducibile a un consigliere comunale di maggioranza partecipa a una missione istituzionale di questo tipo?

La motivazione secondo cui la partecipazione sarebbe giustificata dal fatto che “i clienti sono interessati” è giudicata politicamente e istituzionalmente grave. In una missione promossa da un ente pubblico non è in gioco l’interesse della clientela privata, ma esclusivamente la finalità pubblica. Ruolo politico, attività professionale e missione istituzionale non possono e non devono essere confusi.

Costi pubblici: servono risposte puntuali

Il gruppo consiliare chiede risposte puntuali e documentate anche sul fronte delle spese: dai voli – che devono essere in economy – alle strutture alberghiere, fino a tutte le spese sostenute dalla delegazione istituzionale. 

Un tema tutt’altro che marginale, perché i cittadini sono particolarmente sensibili all’uso dei soldi pubblici e – dicono – non accettano spese allegre mascherate da promozione economica.

Il nodo politico e amministrativo

Il punto centrale resta però politico. Un Comune non può privilegiare alcuni soggetti economici rispetto ad altri, né può svolgere attività assimilabili a quelle d’impresa se non nei limiti strettissimi previsti dalla normativa e sempre nell’interesse generale.

Le pratiche di internazionalizzazione sono legittime e, in molti casi, auspicabili. Questa modalità, però, è sbagliata: selettiva, opaca e politicamente inopportuna, soprattutto quando coinvolge esponenti della maggioranza.

Quali risultati concreti per il territorio?

Per queste ragioni il gruppo consiliare del Pd chiede all’amministrazione atti, criteri di selezione, programmi svolti e una rendicontazione dettagliata delle spese.

Ma c’è una domanda decisiva che resta senza risposta: quali ricadute economiche concrete hanno prodotto questi incontri internazionali sul territorio?

Che valore reale stanno portando all’economia locale? Quanti contratti sottoscritti, quanti investimenti attratti, quante imprese del territorio realmente coinvolte?

Senza dati verificabili, indicatori di risultato e rendicontazione pubblica, conclude il Pd, queste missioni restano operazioni di rappresentanza, non politiche di sviluppo economico.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati

© 2021 PARMEDIA SRL – Via Cesare Battisti 85, 58100 – Grosseto – P.I.V.A. 01697040531
Tutti i diritti riservati.