Vertenza Magona: slitta il tavolo al Mimit. Sindacati all’attacco: «Basta speculazioni» | MaremmaOggi Skip to content

Vertenza Magona: slitta il tavolo al Mimit. Sindacati all’attacco: «Basta speculazioni»

A meno di 24 ore dal tavolo romano, arriva il rinvio tecnico per definire il passaggio di proprietà tra Trasteel e Liberty. Fim e Uilm: «Il prossimo incontro sia quello risolutivo, i lavoratori hanno già aspettato troppo»
La Liberty Magona
La Liberty Magona

PIOMBINO. Un rinvio dell’ultimo minuto, arrivato a meno di 24 ore dall’appuntamento prefissato, dice molto sulla delicata gestione della vicenda Magona. L’incontro, inizialmente previsto per oggi alle ore 11 al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), è stato posticipato a data da destinarsi.

La motivazione ufficiale, comunicata in serata, punta a «consentire alle aziende di proseguire il confronto finalizzato al passaggio di proprietà». Una decisione che segue giorni di trattative frenetiche, come confermato dal consulente del Ministero, il dottor Giampietro Castano.

Trattative a oltranza

Secondo quanto emerso, i legali di Trasteel, Liberty Magona e Greensill hanno lavorato senza sosta, occupando l’intera giornata di ieri, martedì 17 marzo, nel tentativo di limare gli ultimi dettagli tecnici e legali.

Sono state le stesse parti coinvolte a chiedere al Ministero un rinvio di alcuni giorni, ritenuto necessario per arrivare a una conclusione definitiva che metta fine all’incertezza societaria.

La rabbia di Fim e Uilm

Nonostante lo spiraglio di una chiusura imminente, la pazienza delle sigle sindacali è ormai al limite. In una nota congiunta, le segreterie di Fim e Uilm hanno espresso chiaramente la loro posizione:

«Ribadiamo di non essere disponibili ad accettare ulteriori ritardi dettati solo da logiche speculative. Chiediamo che il prossimo incontro sia finalmente quello risolutivo.»

I sindacati attendono ora una nuova convocazione, che il Ministero ha assicurato verrà comunicata nel più breve tempo possibile. L’appello rivolto al Mimit è perentorio: utilizzare ogni strumento a disposizione per garantire che il passaggio di proprietà si sblocchi positivamente già nei prossimi giorni.

I lavoratori, che attendono risposte concrete da troppo tempo, restano col fiato sospeso in attesa di capire se questo rinvio sarà l’ultimo atto di una crisi infinita o l’ennesimo capitolo di uno stallo che la fabbrica non può più permettersi.

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