Vendita delle Farmacie comunali, il giallo della mozione sparita | MaremmaOggi Skip to content

Vendita delle Farmacie comunali, il giallo della mozione sparita

Trattativa in corso del socio privato per la cessione del 49% delle Farmacie comunali. La giunta ha già deliberato il no alla prelazione sull’acquisto. De Martis: «Caos in maggioranza, scontro fra Vasellini e Bragaglia e l’assessore Rossi»
La farmacia comunale numero 3 in via dei Mille a Grosseto
La farmacia comunale numero 3 in via dei Mille a Grosseto

GROSSETO. In questi giorni è in corso una “due diligence“, in sostanza un’indagine approfondita che viene condotta prima di finalizzare un accordo commerciale, come un’acquisizione, una fusione o un investimento, da parte del gruppo Aboca, con sede a Sansepolcro, sulle Farmacie Comunali di Grosseto, da poco guidate da Mauro Squarcia. Il gruppo aretino sta infatti trattando con Farvima Medicinali l’acquisizione del 49% della società che gestisce, appunto, le 7 farmacie comunali del Comune di Grosseto.

L’altro 51% è in possesso del Comune di Grosseto (a dire il vero il 50,615%, lo 0,385% è del Comune di Scansano, ndr) che, quando arriverà la comunicazione da parte di Farvima di un eventuale accordo, ma non prima, avrà 30 giorni di tempo per far valere il diritto di prelazione. Quindi, quando questa comunicazione ci sarà, ma non prima, e “se” ci sarà, entro un mese il Comune di Grosseto potrà decidere di acquistare quel 49% facendo valere la prelazione, pareggiando l’offerta del gruppo aretino.

Aboca è un gruppo che è nato nel 1978 a Sansepolcro dal cavalier Valentino Mercati con la moglie Rosetta Del Bene ed è oggi portato avanti insieme alla seconda generazione, rappresentata da Valentina e Massimo.

Del gruppo fanno parte Aboca stessa, che produce e commercializza prodotti naturali per la salute e Apoteca Natura (partecipata al 100% da Aboca) che è una rete di farmacie. Quest’ultima possiede (dal 2016) anche la maggioranza (80%, il 20% è del Comune) di Afam, le farmacie comunali di Firenze, fondate nel 1952 dall’allora sindaco Giorgio La Pira.

Al momento, quindi, il Comune non potrebbe prendere una decisione ufficiale, in quando la comunicazione dell’accordo non è stata mandata. Ma il socio privato, per una forma di cortesia istituzionale, chiamiamola così, ha fatto sapere in piazza Duomo che c’è in corso la trattativa e che potrebbe, ma il condizionale è d’obbligo, chiudersi.

Però il Comune ha già deliberato, il 1° luglio scorso, di rinunciare alla prelazione. Anche perché comprare quel 49% costerebbe parecchi soldi. Una decisione presa in giunta su proposta dell’assessore Rossi che, a caldo, vide la reazione di Vasellini e Bragaglia che presentarono una mozione nella quale chiedevano spiegazioni. In sostanza, attaccavano Fabrizio Rossi. Quella mozione, però, è stata ritirata. Pare che sia stato decisivo l’intervento del sindaco Vivarelli Colonna.

De Martis: «Scontro politico in maggioranza sulle Farmacie»

«Non si placa il caos sulle Farmacie Comunali scoppiato nel cuore della maggioranza» scrive Carlo De Martis, capogruppo di Grosseto Città Aperta.

«Neppure un mese fa, il primo luglio, la giunta deliberava di rinunciare all’esercizio del diritto di prelazione sull’acquisto della quota del 49% detenuta dal socio privato di Farmacie Comunali, dopo aver appreso la volontà di quest’ultimo – Farvima Medicinali Spa – di chiudere l’esperienza con il Comune di Grosseto. Immediatamente si apriva lo scontro in maggioranza».

«Nella stessa mattinata del primo luglio i consiglieri Vasellini e Bragaglia, oggi in forza alla Lega, presentavano una mozione che chiedeva l’esatto contrario non solo di quanto era stato appena deliberato dalla giunta, ma pure di quanto il loro stesso partito aveva votato nel 2018: l’esercizio della prelazione ed il ritorno delle Farmacie Comunali sotto pieno controllo pubblico».

«Vasellini e Bragaglia contro Rossi»

«Il bersaglio dichiarato di Vasellini e Bragaglia era l’assessore alle partecipate Fabrizio Rossi, che i due consiglieri attaccavano frontalmente: “Cogliamo l’occasione per rivolgere un messaggio chiaro all’assessore alle partecipate ed onorevole Rossi Fabrizio: non si governa tenendo la città all’oscuro”. E concludevano con un perentorio “Noi andiamo avanti”. Peccato che l’eroica ribellione del duo Vasellini-Bragaglia, non per nulla discepoli locali del generalissimo Vannacci, sia durata come un gatto sull’Aurelia».

«La mozione è sparita»

«L’altro ieri è pervenuta la convocazione del consiglio comunale per il prossimo 28 luglio, ma della mozione sulle Farmacie nemmeno l’ombra. Dagli uffici confermano che è stata ritirata. Nei corridoi si vocifera che l’assessore Rossi abbia rimesso al loro posto gli alleati Vasellini e Bragaglia, se di alleati si può ancora parlare».

«Ebbene, in tutto questo ci sarebbe da ridere se la questione non fosse tremendamente seria. Farmacie Comunali è un ente strategico per l’amministrazione e per l’intera comunità grossetana. Macina oltre tredici milioni di fatturato all’anno, dà lavoro a quasi cinquanta dipendenti e, soprattutto, costituisce un presidio socio-sanitario imprescindibile. Ancor più lo sarà nel prossimo futuro, in cui i processi già in atto renderanno sempre più le farmacie soggetti essenziali nel supporto al welfare locale».

«La gestione ed il futuro delle Farmacie Comunali non possono essere ridotti a strumento di lotte politiche a uso e consumo dei personalissimi destini politici del consigliere o dell’assessore di turno. Che, con tutto il rispetto, non interessano a nessuno».

«Ancor meno possono essere trattati con l’approssimazione che questa amministrazione ha fin qui dimostrato. La delibera della giunta del primo luglio, infatti, era risultata fortemente viziata in termini di legittimità, nel tentativo di esautorare il ruolo decisionale del consiglio comunale. Con l’aggravante di aver esposto l’amministrazione al rischio di un’azione risarcitoria per aver rivelato impropriamente una trattativa commerciale riservata. Ciò che era stato prontamente contestato dalle opposizioni, tanto che la giunta è stata costretta a revocare l’atto dopo pochi giorni».

«Serve un dibattito pubblico sulle Farmacie»

«Fuori dai dissidi politici interni alla destra, fuori dalle approssimazioni tecniche che troppo spesso si ripetono, la discussione sul destino delle Farmacie Comunali deve entrare nel dibattito pubblico con la serietà e l’attenzione che merita. Anche in seno alla competente commissione consiliare, tanto più ora che sappiamo che l’ipotesi di una ripubblicizzazione potrebbe entrare a breve nel novero delle opzioni possibili e su di essa saremo chiamati ad esprimerci. Già nel 2018, in occasione del precedente avvicendamento nella quota di partecipazione privata, le opposizioni votarono contro la decisione della giunta di non esercitare il diritto di prelazione».

«Se tuttavia l’intendimento dell’attuale maggioranza fosse ancora quello di mantenere una compartecipazione pubblico-privato, allora sarà indispensabile rimettere in discussione i patti parasociali che attualmente disciplinano i rapporti tra il comune, che detiene il 51%, ed il socio privato (patti parasociali che, di fatto, lasciano il controllo al socio privato, ndr), che detiene il 49%, per rafforzare concretamente la funzione pubblica e sociale delle nostre farmacie».

 

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