Vasellini attacca il Pd: «Nessun euro pubblico per la missione negli Emirati» | MaremmaOggi Skip to content

Vasellini attacca il Pd: «Nessun euro pubblico per la missione negli Emirati»

Il consigliere replica alle accuse sulla trasferta ad Abu Dhabi: «Zero spese per il Comune di Grosseto, tutto a carico dei partecipanti. È l’eterno riflesso dei poveri comunisti: vedono un aereo e pensano subito a un privilegio pagato dallo Stato»
Il consigliere Andrea Vasellini con la delegazione all’Ambasciata Italiana ad Abu Dhabi

GROSSETO. «Confesso che leggere l’ultimo comunicato del Partito Democratico locale è stato un momento di autentico intrattenimento. Se non fosse politica, sarebbe cabaret».

Così Andrea Vasellini, avvocato e consigliere di maggioranza, interviene nel dibattito sulle polemiche legate alla missione negli Emirati Arabi, finita al centro di uno scontro politico in città.

«Nessuna spesa pubblica per il Comune di Grosseto»

«Si parla di “operazione opaca”, di “spese allegre”, di privilegi. Peccato che ci sia un piccolo, trascurabile dettaglio: il Comune di Grosseto non ha pagato un euro. Zero. Nada. Niente voli, niente alberghi, niente rimborsi. Tutto a carico dei partecipanti. Ma capisco che per qualcuno il concetto di “spesa privata” sia un mistero antropologico».

Vasellini respinge quindi le accuse legate all’utilizzo di risorse pubbliche, ribadendo che la trasferta negli Emirati non avrebbe inciso sul bilancio dell’ente.

«Nessun bando per una spesa privata»

L’avvocato rincara la dose anche sul tema della presunta “selezione opaca”. «Parlano di bandi, graduatorie, criteri oggettivi. Ma quale bando? Non c’è un finanziamento pubblico da assegnare. Non c’è un contributo da spartire. Ci sono imprese private che hanno scelto liberamente di partecipare e di pagarsi tutto – dice –  Pretendere un bando per una spesa privata è come chiedere una gara pubblica per andare in pizzeria».

Secondo Vasellini, dunque, non vi sarebbero stati presupposti amministrativi per attivare procedure pubbliche, trattandosi di iniziativa sostenuta economicamente dai privati coinvolti.

Il ruolo professionale: «Ho fatto l’avvocato»

L’intervento chiarisce anche la posizione personale del legale. «Il mio studio è stato coinvolto da clienti interessati a valutare opportunità giuridiche e contrattuali. Non ho avuto incarichi pubblici, non ho ricevuto un centesimo dall’ente – aggiunge – non ho esercitato alcuna funzione amministrativa. Ho fatto l’avvocato. So che per qualcuno è scioccante: un professionista che lavora senza attingere al bilancio comunale».

Un passaggio che punta a separare nettamente l’attività professionale privata da eventuali responsabilità istituzionali.

L’affondo politico contro la sinistra

Non manca l’attacco politico. «Il copione è sempre lo stesso: se un imprenditore investe di tasca propria per cercare nuovi mercati, diventa automaticamente un caso politico. Se un professionista accompagna clienti in un contesto internazionale, scatta l’allarme rosso. È l’eterno riflesso dei poveri comunisti: vedono un aereo e pensano subito a un privilegio pagato dallo Stato».

E ancora: «La verità è che a certa sinistra dà fastidio l’idea stessa di impresa che si muove, che rischia, che guarda oltre i confini. Meglio la stagnazione rassicurante, meglio il convegno ideologico in sala consiliare che l’incontro con investitori stranieri. È una differenza culturale prima ancora che politica».

«Risultati, non slogan»

In chiusura, l’avvocato affida al sarcasmo la conclusione della replica. «Prima di gridare allo scandalo, basterebbe leggere i fatti. Ma capisco che sia meno emozionante. Continueremo a lavorare per creare opportunità reali, anche a costo di turbare il sonno di chi preferisce il sospetto alla crescita».

E aggiunge: «Tranquilli: nessun complotto, nessun yacht, nessuna valigetta piena di soldi pubblici. Solo imprenditori che pagano di tasca propria e professionisti che fanno il loro mestiere. Se questo per qualcuno è una colpa… allora preparate pure il prossimo comunicato indignato. Noi nel frattempo continuiamo a produrre risultati, non slogan».

 

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