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Scritte no vax, imbrattato anche il cantiere della 398: dai vaccini all’intelligenza artificiale

Dopo lo sfregio al cimitero di Riotorto, spunta un’altra lunga serie di scritte rosse sulle barriere del cantiere del nuovo ponte tra Piombino e Venturina. Nel mirino vaccini, energie rinnovabili, tecnologia e sostenibilità. I video mostrano decine di metri di cemento ricoperti di slogan
Scritte no vax alla rotonda sulla ss398

PIOMBINO. Prima il muro del cimitero di Riotorto, ora anche il cantiere della strada statale 398. Le scritte no vax continuano a comparire in Val di Cornia e questa volta non si limitano ai vaccini. C’è praticamente di tutto: dalle accuse contro le energie rinnovabili alla paura dell’intelligenza artificiale, dalle teorie sul 5G fino alla convinzione che la sostenibilità ambientale sia una truffa.

Un’intera sequenza di slogan dipinti con vernice rossa sulle barriere di cemento che delimitano il cantiere per la costruzione del nuovo ponte della 398, proprio in corrispondenza della rotonda che collega Piombino a Venturina Terme.

Le scritte sono apparse nei giorni scorsi e sono documentate da due video girati percorrendo la viabilità provvisoria intorno al cantiere. Le immagini mostrano che l’imbrattamento interessa numerose barriere, lungo entrambi i lati del percorso, e raggiunge anche alcuni pilastri del ponte.

«Il vaccino uccide», «Il 5G è morte»: tutti gli slogan sul cemento

Basta percorrere qualche decina di metri per capire che non si tratta di una semplice scritta isolata. I messaggi si susseguono quasi senza interruzione, accompagnati da simboli rossi che si ripetono lungo tutto il percorso.

Tra le frasi più evidenti compare «Il vaccino uccide», un’affermazione falsa e priva di fondamento scientifico nella sua formulazione assoluta, che richiama direttamente la propaganda antivaccinista.

Ma l’elenco prosegue, toccando argomenti apparentemente molto diversi. «Fotovoltaico = falso green» e «Eolico = falso green» sono i messaggi rivolti contro le energie rinnovabili. Poco più avanti si leggono «CO2 = frode», «Sostenibilità = truffa» ed «Elettrico = frode».

La tecnologia diventa un altro bersaglio. Sul cemento compare la frase «Robot e I.A. = schiavitù», mentre nei pressi di uno dei pilastri del ponte è stata scritta «5G = morte».

Non mancano i riferimenti alla videosorveglianza, con «Telecam = prigione», e ai centri di elaborazione dati, accusati in un altro messaggio di distruggere l’ambiente.

Un insieme di slogan che mescola disinformazione sanitaria, negazionismo climatico, diffidenza verso le tecnologie e teorie complottiste, trasformando le barriere di un cantiere stradale in una lunghissima bacheca di propaganda. 

Gli stessi simboli rossi ripetuti sulle barriere

Un altro particolare è che tra una frase e l’altra si ripete un simbolo rosso, simile a una doppia V stilizzata racchiusa in una forma circolare, insieme alla sigla «V.V.».

La ripetizione dei simboli, l’utilizzo dello stesso colore e la disposizione dei messaggi danno all’imbrattamento un aspetto riconoscibile e uniforme. 

Non ci sono tuttavia elementi sufficienti per stabilire chi abbia materialmente realizzato le scritte, quante persone abbiano partecipato o se l’episodio sia collegato direttamente a quello del cimitero di Riotorto, di certo è molto simile. 

Lo sfregio al cimitero di Riotorto e gli altri precedenti

Il nuovo episodio si aggiunge a quello scoperto domenica 25 ottobre sul muro esterno del cimitero di Riotorto, ricoperto durante la notte di scritte rosse contro i vaccini, con riferimenti ai presunti «turbo cancri», ai malori improvvisi, agli ictus e agli infarti.

Un gesto condannato duramente dal sindaco di Piombino Francesco Ferrari, che lo ha definito «grave e irrispettoso», soprattutto perché compiuto in un luogo dedicato alla memoria dei defunti.

Il primo cittadino ha annunciato la volontà dell’amministrazione comunale di ripristinare il muro e di fare il possibile per individuare i responsabili.

Non è neppure la prima volta che questo genere di propaganda compare sul territorio. Nel settembre 2025 erano state imbrattate con vernice rossa anche le rocce di Buca delle Fate. Altri episodi erano stati documentati successivamente nella zona di Baratti, anche vicino alle testimonianze archeologiche etrusche.

Un cantiere trasformato in una bacheca di propaganda

Il caso della 398 presenta però una caratteristica particolare: la quantità e la varietà dei messaggi. Non soltanto la contestazione dei vaccini, ma un insieme di affermazioni che sembrano avere come denominatore comune la sfiducia verso la scienza, le istituzioni, le nuove tecnologie e le politiche ambientali.

Tutto questo nel bel mezzo di un cantiere stradale, lungo una viabilità attraversata ogni giorno dagli automobilisti che si spostano tra Piombino e Venturina con il rischio che i conducenti si distraggano dalla guida e vadano incontro ad incidenti.

Resta da chiarire quando siano state realizzate le scritte e chi ne sia responsabile. Le immagini mostrano però l’estensione dell’imbrattamento e pongono nuovamente il problema della tutela degli spazi pubblici.

Perché, indipendentemente dalle idee che qualcuno vuole esprimere, le barriere di un cantiere, i muri di un cimitero e le rocce di un’area naturalistica non sono manifesti sui quali lasciare liberamente la propria propaganda.

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