PIOMBINO. Nel giorno dello sciopero dei lavoratori delle acciaierie, la Fiom-Cgil riferisce che Metinvest lascia il progetto siderurgico di Piombino. L’annuncio arriva dopo l’incontro di giovedì 5 novembre al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il sindacato chiede al Governo come intenda realizzare e finanziare un investimento che lo stesso esecutivo aveva dichiarato strategico. Il sindaco Francesco Ferrari insiste sulla necessità di portare avanti il progetto originario, con un partner in grado di realizzarlo e tempi certi.
Ferrari: «Il progetto è e rimane quello originario»
Per Ferrari, le difficoltà di Metinvest Adria rischiano di compromettere anni di lavoro per riportare a Piombino un polo siderurgico moderno. Il sindaco indica due possibilità: affiancare Metinvest con un nuovo partner oppure sostituirla. In entrambi i casi, chiede che si verifichino la solidità dell’investitore e la sua capacità di rispettare gli impegni, anche se si tratta di un soggetto già presente a Piombino. In questo quadro giudica positiva la permanenza di Danieli, per le competenze e l’affidabilità tecnica che apporta al progetto.
«Il progetto è e rimane quello originario», afferma Ferrari. Secondo il sindaco, Metinvest valuterà soltanto offerte che garantiscano la continuità del progetto, mantenendo le caratteristiche e l’impostazione dell’impianto. Per l’amministrazione, ripartire da un progetto diverso significherebbe rischiare di allungare ancora i tempi.
Ferrari accosta la situazione di Piombino a quella di Taranto e chiede al Governo «parità di considerazione nelle misure di accompagnamento, nella tutela dei lavoratori, nel controllo degli impegni e nel sostegno alla continuità produttiva». Ricorda che il Comune lavora al rilancio del polo da oltre sette anni e richiama l’urgenza di una decisione per i dipendenti e le imprese dell’indotto. «Il progetto deve andare avanti, con soggetti affidabili, tempi certi e garanzie verificabili».
La Fiom chiede risposte anche sul treno rotaie
A riferire del ritiro di Metinvest dopo l’incontro al ministero sono Loris Scarpa, coordinatore nazionale della siderurgia per la Fiom, e Mauro Macelloni, della segreteria Fiom-Cgil di Livorno. Il sindacato chiede all’esecutivo di dire con quali risorse intenda portare avanti il progetto e richiama l’incertezza che pesa sul futuro di 1.400 lavoratori.
Lo sciopero di 24 ore di Jsw, Gsi e Piombino Logistics, inizialmente previsto per il 3 novembre, era stato spostato al 5 per farlo coincidere con il vertice. Oltre alle prospettive del nuovo polo, i lavoratori chiedono risposte sul treno rotaie. Scarpa e Macelloni sollecitano gli interventi di manutenzione che, secondo la Fiom, servono dal 2018. Chiedono inoltre al ministro Adolfo Urso di presentare il piano nazionale per la siderurgia e ricordano che la cassa integrazione accompagna la vertenza dal 2009.
I cassintegrati Jsw chiedono tutele. L’incontro a Campiglia
Martedì 3 novembre, una delegazione di lavoratori Jsw in cassa integrazione ha incontrato a Campiglia Marittima la sindaca Alberta Ticciati e il vicesindaco Iacopo Bernardini. I lavoratori hanno consegnato un documento sulle difficoltà economiche e sociali che affrontano e hanno chiesto al Comune di portare la loro situazione all’attenzione della Regione e del Governo.

Anche la delegazione guarda a Taranto. Se il Governo dovesse predisporre misure straordinarie per i lavoratori dell’ex Ilva, chiede che gli strumenti di sostegno tengano conto anche dei cassintegrati di Piombino, pur nella specificità delle due vertenze. Il Comune di Campiglia ha confermato la disponibilità a proseguire il confronto e ha annunciato la partecipazione di Ticciati al presidio davanti alla portineria dello stabilimento.




