Val di Cornia, un patto per proteggere le campagne: stop a impianti selvaggi e cemento | MaremmaOggi Skip to content

Val di Cornia, un patto per proteggere le campagne: stop a impianti selvaggi e cemento

Via libera all’intesa tra Comuni e Soprintendenza: regole chiare per difendere i campi e gestire lo sviluppo delle energie rinnovabili
In Val di Cornia sono in arrivo numerosi impianti eolici e fotovoltaici
La zona del Quagliodromo a Piombino

PIOMBINO. Approvata la bozza di accordo di collaborazione per la tutela e la valorizzazione del paesaggio agrario della Val di Cornia, un bene da proteggere con regole precise e condivise.

A lavorare, fianco a fianco, ci saranno i Comuni della zona e la Soprintendenza di Pisa e Livorno. L’obiettivo è chiaro: mappare le aree rurali più preziose per evitare che progetti sbagliati ne cancellino la storia e la bellezza.

Una barriera contro gli interventi “impropri”

Non si tratta solo di estetica, ma di identità ed economia. L’intesa punta a individuare con precisione quelle zone della pianura che, per valore storico o agricolo, meritano una tutela speciale. Il bersaglio principale sono le installazioni che potrebbero sfigurare il volto della valle, come i grandi impianti per la produzione di energia che spesso finiscono per occupare suoli non idonei.

«Con questo accordo facciamo un passo concreto per difendere il nostro territorio – spiega l’assessore all’urbanistica e vicesindaco Luigi Coppola – Vogliamo prevenire usi impropri del suolo. Siamo assolutamente favorevoli alle energie rinnovabili, ma la loro crescita deve essere ordinata e pianificata. Non possiamo permettere che gli impianti sorgano ovunque, senza rispettare il paesaggio».

Come funzionerà l’accordo

Grazie al lavoro congiunto tra gli enti, sarà sviluppata un’attività coordinata di analisi e conoscenza del territorio, anche sulla base degli strumenti di pianificazione già vigenti, per definire in modo puntuale le aree rurali della pianura della Val di Cornia di maggiore interesse paesaggistico e rafforzare le strategie di tutela e valorizzazione.
Il percorso sarà condotto dalla Soprintendenza, che affiancherà i Comuni sia nella definizione e nella rappresentazione cartografica delle aree interessate, sia nella predisposizione della documentazione necessaria per l’eventuale avvio delle procedure previste dal codice dei beni culturali e del paesaggio.
L’accordo prevede forme di collaborazione immediata e di stretto coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti, verifiche periodiche sullo stato di avanzamento delle attività e l’impegno a rimuovere eventuali criticità procedurali nelle diverse fasi del lavoro.

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