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Università a Grosseto, il rettore rompe il silenzio: «Voci infondate, troveremo una nuova sede»

Dopo le indiscrezioni sulla possibile chiusura, l’ateneo chiarisce: il problema è l’accreditamento degli spazi di via Ginori, non la permanenza sul territorio
La sede dell'università in via Ginori a Grosseto e il rettore, Roberto La Pietra
La sede dell’università in via Ginori a Grosseto e il rettore, Roberto La Pietra

GROSSETO. Nessuna chiusura dell’università a Grosseto. A dirlo con chiarezza è il rettore dell’Università di Siena, Roberto Di Pietra, intervenuto all’open day a Siena per fare chiarezza sulle voci circolate nelle ultime settimane.

«L’università di Siena è a Grosseto, intende essere a Grosseto e intende ulteriormente impegnarsi con la sua presenza a Grosseto», ha dichiarato il rettore, smentendo le indiscrezioni su un possibile ridimensionamento.

Il nodo della sede di via Ginori

Il tema, spiega il rettore, non riguarda una volontà di lasciare il territorio, ma la necessità di individuare una sede aggiuntiva rispetto a quella di via Ginori, dove ha sede il polo universitario grossetano.

La richiesta nasce a seguito della visita di accreditamento effettuata a ottobre dall’Agenzia nazionale di valutazione, che ha evidenziato la necessità di spazi con caratteristiche specifiche per lo svolgimento della didattica in presenza.

La sede di via Ginori, infatti, al momento non risulta accreditata per l’attività didattica in presenza perché non risponde pienamente ai requisiti richiesti in termini di spazi, caratteristiche strutturali e vie di fuga.

«Trovata questa sede, potremo continuare a svolgere le nostre attività in presenza», ha precisato il rettore.

«Grosseto è il nostro territorio di elezione»

Il rettore ha voluto ribadire il legame con la città e la provincia: «Per noi è il nostro territorio di elezione e lo voglio ribadire ancora una volta».

Parole che puntano a rassicurare studenti, famiglie e istituzioni locali dopo le preoccupazioni sollevate nei giorni scorsi.

Lavoro con Comune, Provincia e Asl

Sul fronte operativo, l’ateneo sta lavorando per individuare una soluzione condivisa. «Stiamo lavorando con la collaborazione dell’amministrazione comunale, che ringrazio, con l’amministrazione provinciale e anche con interlocuzioni con l’azienda sanitaria locale Toscana Sud-Est per trovare una soluzione quanto prima possibile» .

In questo quadro c’è già la disponibilità della Provincia a mettere a disposizione i locali dell’ex centro per l’impiego, alla Cittadella dello studente.

L’obiettivo è risolvere quello che il rettore definisce «un piccolo problema che non va ingigantito».

Studenti tra Siena e didattica mista

Nel frattempo, gli studenti seguono le lezioni a Siena oppure a distanza. L’ateneo sta lavorando a modalità miste che consentano parte delle attività online e parte in presenza.

La questione, quindi, riguarda esclusivamente l’individuazione di una sede idonea per l’accreditamento della didattica in presenza, non il futuro della presenza universitaria a Grosseto.

Il nodo dei tempi

Certo, al di là delle parole del rettore, rimane da capire come mai un problema di questo genere sia emerso solo per caso, grazie al buon lavoro del collega Giancarlo Capecchi. Un palazzo storico da ristrutturare, 500 studenti in bilico, enti pubblici interessati (Comune, Provincia, Asl), ma nessuno ha sentito il dovere di far sapere che quella sede non è più accreditabile, per problemi legati, di fatto, alla sicurezza. 

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