GROSSETO. L’università a Grosseto continua a crescere, ma nel frattempo deve affrontare una questione strutturale decisiva: la sede universitaria attuale di via Ginori non è accreditabile per l’Anvur.
Il tema è stato affrontato anche durante la conferenza stampa dedicata alla presentazione dei nuovi laboratori tecnologici finanziati dalla Fondazione VITA – ITS, che saranno realizzati proprio nella sede universitaria grossetana di via Ginori. Nell’occasione era presente anche il rettore dell’università di Siena, Roberto Di Pietra.
In attesa di una nuova sede accreditata, però, arriva anche una notizia importante per gli studenti: gli iscritti al secondo e terzo anno del corso di infermieristica continueranno a frequentare a Grosseto senza cambiamenti.
Il nodo dell’accreditamento della sede universitaria
Il problema nasce da una verifica condotta dall’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, che lo scorso ottobre ha svolto un’ispezione sull’università di Siena.
Gli ispettori non hanno visitato direttamente Grosseto, ma hanno comunque valutato la situazione della sede universitaria di via Ginori, evidenziando alcune criticità strutturali: rapporto di illuminazione non adeguato, impianti antincendio da adeguare e uscite di sicurezza insufficienti. Problemi che presentano anche altri palazzi universitari e che non minano la sicurezza dello stabile. Il quale, peraltro, all’ultimo piano ospita anche uffici del Comune di Grosseto (il Sed).
Per questi motivi, però, la sede attuale non può essere accreditata come sede universitaria istituzionale.
Da tempo Comune e Provincia stanno quindi lavorando per individuare una nuova location che permetta all’università di ottenere l’accreditamento ufficiale. Il caso è emerso adesso solo perché ne ha parlato Giancarlo Capecchi a Tv9 nei giorni scorsi, dopo una “soffiata”, chiamiamola così, giunta proprio da Siena.
Al di là delle solite accuse di allarmismo, l’aver fatto deflagrare il problema, rimasto per molti mesi sotto traccia, ha consentito di accelerare al massimo nella ricerca di una soluzione. Anche se, va detto, Comune e Provincia, in primo luogo con l’assessore Agresti e il presidente Limatola, ancora prima dell’ispezione dell’Anvur, erano consapevoli del problema e ci stavano lavorando. Poi l’ispezione dell’Anvur ha certificato le scadenze.
Le due ipotesi per la nuova sede universitaria
Le soluzioni allo studio sono principalmente due.
Il nuovo edificio Pinqua in via Saffi
La prima ipotesi riguarda il palazzo in costruzione con il progetto Pinqua del Pnrr, in via Saffi.
L’idea sarebbe quella di destinare il piano terra all’università e i piani superiori agli appartamenti per giovani coppie.
Il completamento dell’edificio è previsto entro la fine dell’anno. I tempi del Pnrr sono stringenti e la fine di giugno è per i soli appartamenti, ma i lavori vanno avanti spediti. In conferenza stampa ne ha parlato Riccardo Ginanneschi, assessore ai lavori pubblici del Comune.

L’ex Centro per l’Impiego della Cittadella
La seconda ipotesi riguarda invece l’ex Centro per l’Impiego della Cittadella, immobile di proprietà della Provincia.
La scelta della nuova sede è decisiva perché consentirebbe di ottenere l’accreditamento dell’Anvur.

Cosa cambierebbe con la nuova sede accreditata
Una volta individuata la nuova sede istituzionale si aprirebbero due scenari importanti.
Il primo: le altre sedi universitarie di Grosseto potrebbero continuare ad essere utilizzate, compresa quella storica di via Ginori.
Il secondo: l’Università di Siena avrebbe finalmente una propria sede istituzionale accreditata in città , mentre finora i corsi venivano erogati attraverso la Fondazione Polo Universitario Grossetano.
Un passaggio che rafforzerebbe in modo significativo la presenza dell’ateneo sul territorio.
L’interesse dell’Università di Siena su Grosseto
L’Università di Siena ha interesse a mantenere e sviluppare la propria presenza a Grosseto.
Il Polo universitario grossetano rappresenta circa il 12% del fatturato complessivo dell’ateneo, una quota significativa che spiega perché l’università continui a investire sul nostro territorio.
Per ottenere l’accreditamento della sede serve però anche almeno un corso di laurea erogato stabilmente in presenza.
Tra le ipotesi allo studio c’è un corso di biotecnologie green, particolarmente coerente con la vocazione agricola della Maremma, sempre più laboratorio per nuove tecniche di coltivazione e ormai vocata anche al bio, con due distretti sul territorio.
L’eventuale attivazione potrebbe arrivare nell’anno accademico 2027-2028, una volta completata la procedura di accreditamento con Anvur.
La scelta del corso dipende anche dai docenti. Ne servono 9 per un corso magistrale, 6 per un triennale. È chiaro che per aver infermieristica nelle tre sedi (Siena, Grosseto e Arezzo) di professori ne servirebbero 27, non un numero da poco.
Infermieristica: studenti del secondo e terzo anno restano a Grosseto
Nel frattempo resta quindi aperta la questione del corso di infermieristica, uno dei più frequentati del polo grossetano.
Per gli studenti già iscritti al secondo e terzo anno non cambia nulla: continueranno a frequentare a Grosseto e i corsi proseguiranno regolarmente nella sede attuale, anche in collaborazione con l’Asl Sud Est, che è socia fondatrice del Polo, con Comune, Provincia e UniSi (ora i soci, in tutto, sono 37). Polo nato come società consortile nel 1998 e diventato Fondazione a dicembre 2017.
Diverso il discorso per le nuove immatricolazioni del primo anno nel 2026-2027, per le quali si sta cercando una soluzione temporanea che riduca al minimo i disagi, in attesa della nuova sede accreditata.
I nuovi laboratori di chimica green finanziati da ITS
La conferenza stampa è stata convocata soprattutto per presentare un investimento importante sulla formazione tecnica superiore.
La Fondazione Vita – ITS finanzierà con circa 500 mila euro la realizzazione di un laboratorio tecnologico avanzato dedicato alla chimica green.
I nuovi spazi saranno realizzati proprio nel palazzo universitario di via Ginori.
Il laboratorio servirà principalmente al corso Green Lab dell’ITS, ma potrà essere utilizzato anche da studenti universitari, scuole superiori e altri percorsi di formazione scientifica.
Il progetto per rafforzare l’alta formazione a Grosseto
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Fondazione Polo Universitario Grossetano, Comune di Grosseto, Università di Siena e Fondazione Vita – ITS.
Secondo il sindaco negli ultimi anni l’offerta universitaria cittadina è cresciuta in modo significativo. «Siamo passati da 4 a 14 corsi di laurea e da circa 300 a oltre 800 studenti iscritti», ha ricordato il primo cittadino. I dati PromoPa (realizzati in occasione della candidatura di Grosseto a Capitale della Cultura) dicono anche che il 58% degli iscritti non avrebbe fatto l’università se non ci fosse stata una sede in città .
Anche la presidente della Fondazione Polo Universitario, Gabriella Papponi Morelli, ha sottolineato l’importanza dell’investimento. «La sinergia tra università , istituzioni e ITS rappresenta un passaggio strategico per rafforzare Grosseto come polo dell’alta formazione».
Il rettore dell’Università di Siena Roberto Di Pietra ha confermato il valore della presenza dell’ateneo sul territorio. «I nuovi laboratori dell’Its Vita consentono di ampliare le attività di questo percorso formativo e così, come avvenuto a Siena presso il Polo Scientifico di San Miniato dell’Università di Siena, consentono di rendere disponibili questi laboratori anche agli studenti e studentesse dell’Università di Siena presso la sede del Polo Universitario Grossetano, confermando il valore della nostra presenza nel territorio di Grosseto».
«La nascita dei nuovi spazi laboratoriali a Grosseto – ha commentato Andrea Paolini, presidente di Fondazione Vita – rafforza l’investimento che Fondazione Vita sta portando avanti a livello regionale. Ringrazio il Comune di Grosseto, il Polo Universitario Grossetano e l’Università di Siena per la collaborazione e la visione condivisa che hanno permesso di realizzare rapidamente questo progetto. Si tratta di laboratori biotecnologici e di robotica con tecnologie all’avanguardia, pensati per anticipare le esigenze del mercato del lavoro e formare tecnici specializzati nel campo della chimica verde e delle scienze della vita».

L’assessore alla Cultura Luca Agresti ha affermato «In questi dieci anni è cresciuta in modo straordinario la consapevolezza dell’importanza dell’università a Grosseto. I numeri parlano chiaro e questo risultato è frutto di una scelta strategica della nostra Amministrazione, che ha sempre considerato il presidio universitario un elemento fondamentale per la crescita culturale e formativa del territorio, ma anche un motore di sviluppo economico».
Lo dimostra il fatto che una larga fetta di iscritti proviene da Follonica, Orbetello, Argentario, Gavorrano.
Grosseto punta a diventare un polo dell’alta formazione
Il progetto dei nuovi laboratori e la ricerca di una sede universitaria accreditata fanno parte di una strategia più ampia.
L’obiettivo è trasformare Grosseto in un centro stabile di formazione terziaria, dove università e percorsi Its possano convivere e integrarsi.
Un modello che punta a trattenere studenti sul territorio, formare tecnici specializzati e rafforzare il legame tra istruzione e sviluppo economico della Maremma.
La partita della nuova sede universitaria resta quindi decisiva per il futuro dell’università in città .



