Un tuffo nel passato di Istia d'Ombrone con Franco Simoni | MaremmaOggi Skip to content

Un tuffo nel passato di Istia d’Ombrone con Franco Simoni

Il libro del dottor Franco Simoni ripercorre gli anni della sua infanzia con eventi ancora vividi nella sua memoria, racconti e spunti di riflessione anche per le nuove generazioni
Centro storico di Istia d’Ombrone con foto della copertina del libro “Un mondo oramai scomparso”

GROSSETO. L’arrivo della pensione, per il dott. Franco Simoni, prima medico di famiglia e poi dipendente Asl non ha frenato la sua vena della scrittura. Adesso, dopo un periodo di circa due mesi di malessere dovuto anche al coronavirus (nel quale non ha mancato di scrivere) è tornato a prestare servizio al punto vaccinale di Braccagni, origine di alcuni suoi racconti riportati poi da lui sul suo profilo Facebook, dove raccoglie opinioni, vissuto quotidiano, ma anche ricordi.

Franco Simoni
Franco Simoni

Il suo profilo Facebook ha accolto infatti, anche stralci del suo libro “Un mondo oramai scomparso” edito da Albatros, raro da trovare in libreria purtroppo, più agile è, invece, rintracciarlo online.

Il piccolo volume raccoglie appunto aneddoti e brevi racconti relativi all’infanzia dell’autore, passata a Istia d’Ombrone, il borgo medievale alle porte (e frazione) di Grosseto. Come racconta Simoni: «Avendo io problemi di insonnia, iniziai a scrivere e a condividere i miei ricordi di bambino anche su Facebook, in tarda serata. Poi mi iscrissi al gruppo Facebook “Sei di Istia se…” e vidi che venivano condivisi molte storie sulla frazione e chi la abita o la abitava, allora li condivisi anche lì. Qualcuno mi chiese se ne avessi fatto una raccolta, iniziai quindi anche a stamparli assieme a qualche foto, presentando quello che poi divenne un vero e proprio volumetto, anche alla Fondazione archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, dove è rimasto».

La torre del centro storico di Istia d'Ombrone vista di sera
La torre del centro storico di Istia d’Ombrone vista di sera

Il volume presentato alla fondazione poi è stato posto all’attenzione della casa editrice Albatros, che ne ha fatto un libro. Dove si parla di un passato vissuto in prima persona, di un paese che Simoni spesso, da bambino, preda dei suoi frequenti malanni, guardava anche dalla finestra. Ma che era pronto a vivere a doppia intensità appena fosse stato meglio. Momenti vissuti che erano vita pura, e si sono impressi, come fotografie, nella memoria che l’età non ha minimamente scalfito. Tutto quello di cui parla nel libro, ogni volta che lo rievoca, si raffigura davanti a lui, più vivo che mai.

Le storie e la storia

Come la storia di Polidoro, un genio incompreso secondo Simoni, padre putativo di quella che sarà una futura industria, varata dal nipote. Realizzata grazie ai suoi insegnamenti, primo su tutti un metodo innovativo sulla saldatura della ghisa, per il quale fu chiamato a riparare anche una nave americana ormeggiata a Piombino: «Chissà come potrebbe essere stato valorizzato oggi, con i mezzi che abbiamo, un talento come il suo», dice Simoni.

Franco Simoni da bambino

Così, come Polidoro, vengono ricordate tante storie, da guardare anche con la lente della conemporaneità. Una foto della sua infanzia, ad esempio, lo ritrae davanti ad una lavagna, con la punta delle scarpe aperte. Ricorda Simoni «La punta è tagliata per la crescita del piede, così da riucire a portare le sesse scarpe, risuolate, dal calzolaio, ancora un anno o due. Era il maggio 1955 e frequentavo la seconda elementare; i miei compagni non erano da meno, e non erano diverse le loro scarpe: tutti con il ditone di fuori!».

A volte la suola veniva ricoperta di “bullette” in metallo, per renderla più resistente all’usura, donando all’andatura un suono ancora a lui familiare, «Ora – afferma Simoni – se una scarpa è anche solo danneggiata, magari prendiamo e andiamo a comprarne un paio nuovo, forse anche due, prima si stava attenti a tutto il riutilizzabile».

Particolare delle scarpe di Franco Simoni bambino
Particolare delle scarpe

Nel suo libro, dove le storie delle vicende personali si intrecciano con la storia di un Paese inero, l’autore stesso si chiede se negli anni 1950 fossero più poveri o più ricchi, e il senso di tale domanda è presto spiegato, infatti Simoni, sicuro della sua esperienza afferma che: «Dal punto di vista economico, eravamo molto poveri, molti in paese lo erano. Ricordo che mio babbo non poté lavorare negli anni che era al sanatorio e menomale ci aiutarono alcuni parenti. Però allo stesso tempo eravamo ricchi. Posso dire con certezza di aver vissuto in un’epoca in cui i valori e i rapporti personali erano più vivi, più sinceri. Nel mio palazzo, ad oggi, non posso certo dire di conoscere tutti, alcuni non so neanche come si chiamino. Prima, in paese invece ci conoscevamo, frequentavamo spesso gli stessi spazi, c’era una frequentazione del tempo più condivisa. Certo, gli screzi c’erano, ma vivevamo più vicini  e tutto ci accomunava di più. Questo libro sarei contento lo leggessero i ragazzi di oggi, per rendersi conto quali sono i passi che la nostra società ha fatto, per rendersi conto di come, dagli anni 1950 ad oggi, è cambiata la vita dei bambini e dei ragazzi».

Un ricordo, infine, è rimasto più impresso di altri nella mente di Franco Simoni: «La piazza della chiesa di Istia e del suo vescovado. Uno dei luoghi dove ci ritrovavamo con gli altri bambini. C’era una vecchia Fiat Balilla ferma lì da anni. Con gli altri bambini ci giocavamo, sognando di viaggiare per il mondo».

Un mondo oramai scomparso, ma che è sempre pronto a farsi rivedere grazie alle tracce dei ricordi di chi, come Franco Simoni, lo hanno vissuto in prima persona, utili alla società di oggi a ricordare che questo futuro in arrivo sul quale siamo pronti a mettere le mani, non è venuto da solo, ma è frutto di un passato costruito dalle persone che ce lo hanno consegnato.

Autore

  • Federico Catocci

    Nato a Grosseto, pare abbia scelto quasi da subito di fare l’astronauta, poi qualcosa deve essere cambiato. Pallino fisso, invece, è sempre rimasto quello della scrittura. In redazione mi hanno offerto una sedia che a volte assomiglia all’Apollo 11. Qui scrivo, e scopro. Maremma Oggi il giornale on line della Maremma Toscana - #UniciComeLaMaremma

    Visualizza tutti gli articoli

Riproduzione riservata ©

Condividi su

Articoli correlati

Reset password

Inserisci il tuo indirizzo email e ti invieremo un link per cambiare la tua password.

Powered by Estatik