Un'ora e 25 per l'ambulanza, la rabbia dei parenti | MaremmaOggi Skip to content

Un’ora e 25 per l’ambulanza, la rabbia dei parenti

Anziano in casa con una possibile emorragia. Dalle 21,58 l’ambulanza arriva alle 23,23. Parenti furiosi. L’Asl spiega: 《Non era un’emergenza 》
Il distretto dell'Asl a Follonica
Il distretto dell’Asl a Follonica

FOLLONICA. Era venerdì 2 gennaio quando alle 21,58 è partita la prima chiamata al 118 per chiedere assistenza a casa di un anziano con un’apparente emorragia in corso. L’ambulanza è arrivata alle 23,23 e chi ha vissuto quel tempo interminabile ha deciso di rendere pubblico l’accaduto.

La storia dietro al paziente

Mauro, nome di fantasia, è rimasto vedovo da qualche mese e vive da solo in centro a Follonica; per fortuna, tra vicini e lontani parenti non gli è mai venuta a mancare quel po’ di assistenza in caso di bisogno.

La sera di venerdì 2 Mauro, che è un malato oncologico grave, ha avuto una forte perdita di sangue ed ha chiamato subito una bis cugina che abita vicino. La donna, mentre si apprestava a raggiungerlo, ha chiamato per la prima volta il 118 descrivendo l’accaduto e soprattutto dopo, alla centrale di Follonica, ha ribadito la situazione clinica dell’anziano fortemente impaurito.

Le chiamate al 118

Alle 22,38 ancora non c’era traccia dei soccorsi e alle 22,45 decide di richiamare. Parla con la centrale di Follonica che dice che l’ambulanza sarebbe arrivata da lì a poco. Alle 11,10 ancora niente. Nel frattempo la donna era scesa in strada ad aspettare e incontra un vicino che si era preoccupato avendo visto luci accese e portone aperto.

Informato di quanto stava accadendo, decide di chiamare lui stesso il 118; erano le 23,15. L’addetta, evidentemente scocciata come l’ha definita lo stesso vicino con il quale ha parlato, lo informa che l’ambulanza era appena ripartita dal pronto soccorso di Massa Marittima dove aveva trasportato una persona dopo una caduta.

Il tempo di coprire i 17 chilometri di distanza e sarebbe stata da loro. Alle 23,23 infine arriva la Misericordia che si occupa dell’uomo e lo trasporta a Grosseto. «É stato un tempo interminabile, di totale impotenza» – racconta la donna che ha risposto alla chiamata dell’anziano. «Difficile gestire situazioni simili quando il tempo sembra non passare mai ma sai che deve essere fatto qualcosa al più presto. Comunque ringrazio la Misericordia e il personale che era a bordo del mezzo, che non ha fatto mancare pazienza e comprensione.»

La Asl chiarisce la metodologia delle priorità

Secondo l’Asl Tse, in riferimento alla segnalazione pervenuta in merito alla chiamata al 118 nella notte del 2 gennaio, il responsabile della Centrale 118 Siena- Grosseto precisa che «il caso del paziente non presentava carattere di urgenza e che pertanto é stato assegnato un codice di rientro adeguato alle circostanze, ovvero di minore gravità. I mezzi di soccorso, momentaneamente impegnati in un’emergenza, sono intervenuti appena disponibili, nel rispetto delle procedure previste».

In pratica nel corso della chiamata, l’operatore assegna il codice (dal verde al rosso) in base alle informazioni raccolte durante la diretta telefonica.

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