GROSSETO. Da più parti le grida d’allarme si stanno facendo sempre più insistenti. Tra gli addetti ai lavori, però, resiste ancora una flebile speranza di inversione di rotta sul fronte di arrivi e prenotazioni.
Le parole più ricorrenti sono «prudenza» e «incertezza». A pesare, ancora una volta, sono gli scenari internazionali: dall’ultima guerra in Iran ai conflitti in Ucraina e Palestina, un quadro che sta mettendo in difficoltà numerosi settori. Dai trasporti, alle prese con il caro gasolio, fino al turismo, che in questa fase fatica a decollare.
«Settore bloccato, viaggiano solo per lavoro»
A tracciare un quadro della situazione sono alcuni operatori del settore, che chiedono un cambio di passo.
«La guerra in Iran è stata la ciliegina sulla torta, in senso negativo ovviamente – dice Emanuel Cerciello dell’agenzia Oltre i confini –. Il settore viaggi è di fatto fermo, bloccato. Se si guarda ai voli, chi prenota lo fa solo per lavoro. Il caro prezzi, tra carburanti e altro, scoraggia le vacanze. I voli diretti, come i transatlantici, sono aumentati del 50% in pochi giorni. Anche in Italia il calo potrebbe essere importante: si muoveranno soprattutto i “vicini di casa”, per una gita fuori porta. La speranza è che le guerre si fermino».
Pasqua debole tra poche prenotazioni e disdette
Non va meglio sul fronte delle festività imminenti.
«Per Pasqua i numeri non sono ancora buoni – conferma Andrea Mazzanti della Farm Holidays –. Speriamo che il clima migliori. Le tante cause, compreso il freddo degli ultimi giorni, non sono benauguranti. Tra qualche prenotazione ci sono anche delle disdette. Quest’anno Pasqua è bassa e servono belle giornate per invogliare i turisti. Il segnale resta quello dell’incertezza, ma vogliamo essere fiduciosi».
«I numeri reali raccontano un’altra verità»
C’è poi chi punta il dito anche sulla lettura dei dati.
«Inutile far finta di niente: i numeri degli ultimi anni non raccontano il vero turismo, a dispetto di chi vuole far credere altro – dice Sergio Andreucci di Infinito Viaggi – Servirebbero dati mensili aggiornati. Chi investe ha bisogno di certezze. Guardando alla prossima Pasqua, non vedo un grande movimento: tra guerre e caro gasolio, i turisti non sono invogliati. Anche in questo caso si muoveranno soprattutto i nostri “vicini di casa”».




