GROSSETO. Il meteo resta la grande incognita del ponte pasquale in Maremma. Gli operatori turistici oscillano tra entusiasmo e scetticismo: potrebbe essere una Pasqua da tutto esaurito, ma anche un’occasione con poche presenze in caso di maltempo.
«Una Pasqua così a ridosso di marzo è estremamente incerta, tutto dipende dal meteo, che negli ultimi giorni è stato molto ballerino – afferma Pietro Gavazzi, presidente provinciale di Assohotel Confesercenti – Al momento puntiamo sul turismo di prossimità e sui clienti affezionati, che conoscono già le strutture e hanno garanzie sul tipo di accoglienza. Per il resto temiamo di doverci adattare a prenotazioni last minute».
Il nodo resta anche quello dei costi. «Per quanto riguarda il turismo internazionale, a scoraggiare non è tanto la sicurezza, quanto il caro carburante e il costo della vita, che rendono più difficile risparmiare per le famiglie. Anche in questo settore qualche prenotazione c’è, ma si tratta soprattutto di clienti storici. Nei momenti di incertezza, infatti, la gente è più restia al cambiamento».
Tra Pasqua e ponti primaverili
Una Pasqua così “alta” costringe inoltre molte attività ad aprire per pochi giorni, con tutte le difficoltà legate anche alla ricerca del personale, per poi richiudere e ripartire a maggio.
«Tutto dipenderà dal meteo – dice Gavazzi – Puntiamo più sul ponte del 1° maggio che su quello del 25 aprile, anche per una questione di calendario. Il 1° maggio potrebbe dare il via alla stagione estiva, con temperature più alte e condizioni più stabili. Gli stranieri? Probabilmente arriveranno soprattutto quelli che qui hanno una casa. Interessante anche la Pentecoste, che coinvolge di più il turismo internazionale».
Situazione a macchia di leopardo anche per i parchi. «Ci risultano molte prenotazioni al Parco della Maremma – conclude – mentre per quello delle Colline Metallifere non abbiamo le stesse indicazioni».
Prenotazioni in evoluzione
Anche per Gianluca Soldateschi, presidente provinciale Assoturismo, il quadro è in continuo aggiornamento. «La situazione evolve giorno per giorno, anche a causa dei conflitti internazionali che influenzano le previsioni – dice – Oggi sembrano meno drammatiche rispetto a due settimane fa. Potrebbe esserci un risvolto positivo per il turismo locale: chi viaggia meno potrebbe scegliere mete vicine, anche dalle grandi città».
Resta però centrale il meteo. «Per un territorio come il nostro, che punta su mare e attività all’aria aperta – trekking, parchi, bici – il tempo è fondamentale. Con il bel tempo potremmo avere molte prenotazioni dell’ultimo momento e fare il pieno dice Soldateschi – Al momento vediamo più certezze per il 25 aprile e il 1° maggio, mentre per Pasqua si attende ancora. I ristoranti, invece, sono già in gran parte pieni».
Insomma, a pochi giorni dalle festività, restano ancora troppe variabili per fare previsioni definitive.
C’è anche chi guarda con fiducia
Più ottimista il presidente provinciale Fiepet, Alessandro Ricci: «Le prenotazioni per le strutture ricettive sono in aumento e ci sarà un buon afflusso di turisti, nonostante la Pasqua anticipata – dice – Confidiamo anche negli stranieri, soprattutto dall’Europa. A parte gli stabilimenti balneari, che non apriranno, tutte le strutture si stanno organizzando».
Secondo Amedeo Vasellini, vicepresidente di Assoturismo, il vero discrimine è la programmazione. «Ci sono strutture che, per posizione e organizzazione, hanno pianificato da tempo e sono quasi piene, indipendentemente dal meteo. Vale sia per chi lavora sul turismo sia per chi ha una clientela business. Chi ha meno possibilità di programmare, spesso per dimensioni, è invece più in balìa del clima».
«Permette di non dipendere troppo dai portali online e di non dover inseguire la clientela con investimenti in promozione – conclude – Il trend è verso una maggiore concentrazione nelle grandi strutture, mentre le più piccole soffrono di più. Per questo sarebbe importante lavorare in sinergia tra pubblico e privato, anche attraverso le associazioni di categoria come Confesercenti».




